Festival del cinema di Roma: Last Night, tradimenti e seduzione

image_pdfimage_print

Intervista a Eva Mendes, Keira Knightley, Guillaume Canet

di Stefania Taruffi

La storia è ambientata a New York. “Una giovane coppia, bella, innamorata e ricca, è messa alla prova, durante una notte, da ogni forma di seduzione e tentazione: Michael (Sam Worthington) è in viaggio di lavoro con la sua nuova e sexy collega Laura (Eva Mendes), mentre sua moglie Joanna (Keira Knightley), incontra per caso l’altro grande amore della sua vita, Alex (Guillaume Canet). Nell’arco di sole trentasei ore, i due innamorati saranno costretti a confrontarsi con scelte che non avrebbero mai pensato di dover fare. Dilemma sottile e sensuale tra fedeltà e cedimento, indulgenza e gelosia. Una storia d’amore ed erotismo tutta in una notte. Maliziosa e rapida come un tradimento, con tutti i dilemmi interiori che ne derivano”.

Le proteste contro i tagli allo Spettacolo hanno impedito il red carpet di “Last Night” al Festival di Roma. Ma non c’è bisogno della passerella per apprezzare la bellezza e il look delle due protagoniste. Arrivano sorridenti e bellissime Eva Mendes e Keira Knightley, le due primedonne protagoniste del film “Last night” presentato ieri al Festival del cinema di Roma. Presente alla conferenza stampa anche la regista Massy Tadjedin, insieme con uno dei protagonisti, l’attore francese Guillaume Canet. Il film uscirà il 5 novembre distribuito da Medusa.

Last Night parla di tradimenti e a questo proposito domandiamo alla regista:

Massy, nel film Michael (Sam) tradisce e tradisce bene, in maniera convinta. Joanna invece (Keira) invece alla fine non tradisce. Con questa scelta ha voluto rimarcare la differenza?

Sì certo. Tuttavia penso che dipenda da cosa ciascuno di noi intenda per tradimento. La vera domanda del film sarebbe in realtà: “Il protagonista ha tradito fisicamente, ma il punto del film è, sua moglie, si è comportata veramente in maniera infedele? Nel film cerchiamo di non giudicare nel rispondere a questa domanda, però presentiamo una situazione comparabile per i due personaggi”.

Keira, nel film si parla di tradimento ma anche di seduzione. Secondo voi c’è un campanello d’allarme che faccia capire che un uomo ci sta tradendo.
Non è ho la minima idea mi dispiace molto. E’ molto soggettivo.

Eva, siamo abituati a vederti sempre bella e sexy, hai mai pensato a un ruolo comico, brillante?
Effettivamente ho appena girato una commedia intitolata “The Other guys” dove spero di essere stata una brava attrice comica. Adoro le commedie e spero di interpretarne altre.
Per il mio personaggio abbiamo cercato di ridurre l’elemento della sensualità. Non volevamo una donna troppo sexy. Perciò quando il mio personaggio compare per la prima volta ha i capelli raccolti, non si vede il seno dalla scollatura, perché non volevamo sminuirlo e farlo diventare solo un tipetto sexy in ufficio e nemmeno sminuire la storia stessa.

Massy Tajedin, a me la sceneggiatura, in particolare l’incipit, ha ricordato moltissimo il film di Kubrik “Eyes Wide Shut”. Cosa ne pensa di questo parallelo? Era voluto?

Eyes Wide Shut è certamente uno dei miei film preferiti ed io sono una grande fan di Kubrik. Non è stata una scelta cosciente ma, ora che ci rifletto sopra, sì effettivamente la coppia di sposi si sta preparando per andare a una festa come in Eyes Wide Shut, però ci sono moltissime differenze: lì c’è un bambino, un ambiente molto diverso. All’inizio del film, probabilmente il parallelo ci potrebbe essere, anche se non è stata una scelta intenzionale. Forse io ho voluto descrivere di più l’aspetto familiare, spiegare l’agio e il disagio di una coppia, mostrarli nel loro ambito casalingo,  come si muovono in casa prima di andare alla festa. Il mio è un tentativo di descrivere la vita quotidiana, prima di entrare nella notte di cui parla il film.

Eva, Keira, com’è stato lavorare con uno dei più grandi attori, l’australiano Sam Worthington?
Keira: mi piace molto Sam, mi piace come lavora, è un tipo molto diretto e penso che sia un attore straordinario.
Eva: avevo già visto Sam e ho pensato che aveva i numeri per diventare un grande attore, poi è uscito Avatar ed è diventato una delle star più famose al mondo.
Quello in cui è riuscito Sam in questo film è stato quello di descrivere la lotta di un uomo che veramente sta cercando di fare la cosa giusta e ne è scaturita una forte empatia nei suoi confronti.

E’ più grave, secondo voi, e mi rivolgo a tutti e tre gli attori, tradire con il corpo, oppure portarsi dietro sempre questo segreto tradimento non consumato?

Guillaume: non è una domanda facile. In entrambi i casi si prova un senso di colpa. Penso che la cosa migliore sia poter essere felici senza tradimenti, né fisici, né psicologici. Tuttavia, se questo non è possibile, se non si riesce proprio a non tradire, penso che forse sia peggio avere dei sentimenti per qualcun altro quando si vive in una coppia. Non voglio dire che tradire il proprio compagno fisicamente non sia una cosa da niente, ma sia in un caso sia in un altro, non riuscendo io a mentire, sarebbe la fine della mia storia d’amore. Perciò io sono costretto a essere molto fedele. Se sento di dover fare una scelta, allora la mia scelta la faccio e basta.

Keira: io non so. Credo che il pensiero al riguardo sia altalenante. Una volta penso che sia peggiore l’infedeltà mentale altre quella fisica. Alla fine il bello di questo film è che esso provoca una discussione e ti fa rendere conto che le opinioni sono molto soggettive.
Eva: non è possibile fare una scelta netta, è troppo difficile stabilire cosa sia peggiore. Ogni rapporto è diverso dall’altro, quindi è un discorso molto soggettivo. Forse una cosa che è accettabile quando sei adolescente non lo è più quando hai 30 o 40 anni e quando ne hai 50 o 60 speri addirittura che tuo marito ti tradisca. Dipende molto dalla situazione.

Il film parla di tradimento, ma anche della tentazione. Nella vita privata, come vi rapportate a questa sensazione, alla gelosia? Nella vita normale è già complicato, ma per voi attori, attrici, deve essere ancora più difficile.

Keira: penso che tutti siano gelosi, attori e no.
Guillaume: non penso che noi attori siamo più bravi a mentire. Per me essere attore non è una forma di menzogna ma il contrario, a mio parere, significa cercare di trovare la verità in una storia finta.

Massy, nella maggior parte del film siamo sulla stessa scena che si sofferma soprattutto sui primi piani. C’è stata una grande preparazione? Gran parte delle espressioni, il trauma, la preparazione, tutto insomma nel film è concentrato sui volti e sui dialoghi.

Sì, abbiamo fatto tantissime prove e c’è stata una grande preparazione. Abbiamo girato il film senza bisogno di un grande background, concentrandoci soprattutto sui primi piani. Gran parte della descrizione dei personaggi doveva essere concentrata proprio sul gioco dell’espressione, sui dettagli dei movimenti. Tutti gli attori hanno lavorato con tutto il loro corpo. E’ importante girare così, per catturare il più possibile dettagli.

Perché questa storia è stata ambientata a New York?
Inizialmente avevo pensato a Los Angeles, poi quando ho allestito il cast, un attore veniva dall’Inghilterra, uno dall’Australia, uno dalla Francia, un’altra è cubana-americana. Allora New York mi è sembrata una location molto credibile. Poi in realtà il film è una storia d’amore e New York è molto romantica e per quanto sia una città grandissima è piccola, nel senso che lì è possibile girare l’angolo e sbattere addosso a qualcuno. C’è un’energia particolare a New York e volevo cogliere questa energia. Quando una donna scende a prendere una tazza di caffè, la città può offrirle un cambiamento che inciderà nella sua vita per sempre.

Massy, cinque anni fa lei aveva firmato per la realizzazione di un thriller psicologico proprio con Keira. E’ stato da lì che le è tornato il desiderio di girare di nuovo un film con lei? Nella scelta del cast, perché ha scelto proprio questi attori?

Keira ed io ci siamo conosciuti per la prima volta nel film “The Jacket”, una storia diversissima. Era il mio primo film e lavorare con una cara amica mi ha dato una grande sicurezza.
Quando dopo ho scritto questa storia Keira era troppo giovane, aveva solo 20 anni, ma c’è voluto pochissimo per farla sembrare un pochino più grande. Quando le ho portato questo copione lei non voleva lavorare in quel periodo, poi l’ho convinta, anche se c’è voluto molto. Poi insieme, abbiamo cominciato a fare il casting. La scelta degli attori era un fattore determinante. La coppia doveva dare l’impressione di avere una grande intimità e le rispettive ‘tentazioni’, sia per lui sia lei, dovevano essere persone che rappresentassero un percorso diverso che la vita avrebbe potuto prendere in caso di cambiamento. Ecco dunque che le due donne dovevano essere completamente diverse.  Con Eva è stato un amore a prima vista. E’ ancora una volta una grande amica e questo mi ha dato una grande sicurezza. Guillaume lo avevo visto sullo schermo a Los Angeles e il suo viso mi è rimasto in testa per un anno, poi l’ho chiamato questo film.

Domanda per gli attori. Cosa vi ha attirato nella sceneggiatura di questa storia. Qual era l’elemento che vi aveva affascinato di più?
E lei Guillaume, interpreta il personaggio più romantico. E’ insolito che l’uomo risulti alla fine il personaggio più romantico, il più disperato. E’ stato contento di portare questa sensibilità maschile sullo schermo?.

Guillaume: Tutto ciò che accadeva nel film era così sottile, così vero che mi sono entusiasmato subito. Mi è piaciuto il modo sottile di affrontare il tema dell’adulterio. Riguardo al mio personaggio, mi ha colpito il fatto di poter interpretare per la prima volta un personaggio francese non ‘stupido’. In un copione inglese, a volte avere l’accento francese è limitativo e si finisce per fare il personaggio del russo cattivo, dello scemo. In questo caso il personaggio era molto interessante. Riguardo alla sensibilità, credo che oggi viviamo in una società in cui la donna ha assunto una posizione nuova nella coppia, un nuovo equilibrio, per via dell’emancipazione. Credo che la maggior parte degli uomini sia diventata più sensibile per questo motivo, esprimono di più le loro emozioni e accettano di più le loro debolezze. Mi è piaciuto il copione e mi ha incuriosito e leggendolo, volevo sapere come sarebbe andato a finire. Mi ha incuriosito il personaggio di Keira che instillava nella mente del marito l’idea del tradimento. A forza di dirgli che la avrebbe tradita, affermava nella mente del marito il desiderio di farlo realmente. La maggior parte delle volte succede proprio così.

Eva: Mi è piaciuto il fatto che il film non avesse un approccio moralistico. Esso non suggerisce una morale, è il pubblico che deve farsi una propria idea. I personaggi sono costruiti molto bene. Massy è speciale, ci siamo subito capite, come non amarla! E’ un’estroversa. Keira è un’attrice con la quale desideravo lavorare e penso che lei sia l’attrice migliore della sua generazione.

Keira, sbaglio o alla fine anche se non tradisce il marito, lei è innamorata di quest’altro uomo? Si coglie questo dal finale del film…
Il bello del film è che ognuno può arrivare a una propria conclusione. Lei ha tratto questa conclusione, altri magari hanno dedotto che la donna sia innamorata del marito, per questo è rimasta con lui. La bellezza di questo copione è che in realtà non c’è una conclusione.

Eva: “Io penso che lei fosse innamorata dell’altro, sì, ne era innamorata…”.

O forse, come a volte accade nella vita, lei amava entrambi, ma alla fine, ha dovuto scegliere.

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *