Luca Betti: ricerco emozioni

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di Caterina Ferruzzi

E’ partita lo scorso 8 Settembre la terza edizione di “Pechino Express- Ai confini dell’Asia”, reality anticonvenzionale in onda su Rai2 e condotto per il secondo anno dall’ ex concorrente, Costantino della Gherardesca. Otto coppie e migliaia di chilometri. Le dieci tappe, suddivise in altrettante puntate, prevedono, di volta in volta, il diradarsi del numero dei partecipanti per arrivare, alla fine, a decretare i vincitori di questa edizione. Tra i paesi percorsi dai concorrenti, grazie a passaggi gratuiti, e di fortuna, ci sono la Birmania, la Malesia e il Singapore. I primi appuntamenti televisivi hanno ricevuto riscontri positivi, oltre a far emergere, come nelle due precedenti edizioni del programma, alcuni personaggi che si distinguono chi per simpatia, chi al contrario per antipatia, chi per semplicità o chi per particolare charme.

Uno di questi è Luca Betti, rallysta che con il modello e attore Michael Lewis forma la coppia degli “Eterosessuali”.

Se ti dovessi descrivere brevemente ai nostri lettori… Chi è Luca Betti?

Luca Betti è un uomo dei giorni nostri, in costante movimento, in tutto quello che fa, con una forte attitudine all’emozione. Ho riassunto me stesso con un payoff per il mio sito web: #BEMOTION. Effettivamente, a un primo approccio, non è facile capirmi: sono un pilota di auto da corsa, a capo di una factory di automobili sportive d’epoca, che con la sua softwarehouse ha creato e sviluppato un portale web per i viaggi intermodali e spesso e volentieri lavora per la televisione. Non è per lo meno complesso? Sì faccio tante cose, ma tutte hanno come denominatore comune proprio il movimento: le mie gare, le auto sportive, il mio sito di viaggi e anche ciò che ho fatto in televisione. E tutta una questione di movimento ed emozioni forti…PECHINO EXPRESS 2014

Per quale motivo hai deciso di partecipare a Pechino Express?

A dire la verità è nato tutto per caso. Ero stato notato e contattato per lavorare ad una trasmissione legata al mondo delle auto e dei motori e da lì mi hanno conosciuto meglio e proposto di partecipare a Pechino Express. E’ stata anche una coincidenza che mi sia stato proposto in un anno in cui, stranamente, non ho praticamente avuto impegni sportivi di gare e quindi ero disponibile. Ed ho accettato. Era una delle poche trasmissioni televisive che conoscevo e apprezzavo. Così ho detto “perché no? Sarà sicuramente una bellissima esperienza” e così è stato.

Quest’esperienza in cosa ti ha cambiato?

Innanzitutto mi ha permesso di conoscere tante persone speciali ed interessanti e visitare posti che, credo, difficilmente avrei raggiunto. E’ stato bellissimo perché per tutto il periodo della mia partecipazione, ho messo la mia vita in pausa da tutto il resto: impegni, cellulare, riunioni, progetti, attività… E’ stato speciale perché mi ha fatto provare una bella sensazione di libertà.

La popolarità che, in questo momento, i social media stanno dando a te e agli altri concorrenti può avere un seguito e un peso nel futuro professionale di ciascun partecipante?

Lo spero. Credo che sia io che Michael, ma anche gli altri partecipanti, abbiamo avuto un buon riscontro sul pubblico. Ognuno di noi rappresenta un mondo a sé, ha una sua storia speciale da raccontare. Sicuramente potrebbe essere molto interessante costruirci qualcosa sopra.. Vedremo!

Rally, impresa e televisione: cosa rappresentano nella tua vita?

Come ho detto prima sono tre anime di un’ unica persona. Sono le espressioni di ciò che mi appassiona, di ciò in cui credo e di ciò che mi piace. Tutte hanno un unico denominatore comune e il mio comportamento e atteggiamento è coerente per tutto ciò che faccio: mi piace affrontare la vita, in ogni sua sfaccettatura, con coraggio, grinta, onestà e istinto. Quello che sono, il mio carattere, emerge in ogni mio impegno: con le macchine da corsa, con il mio portale web e anche con uno zaino in spalla. Quello che vedete, sono io, sempre!

 

 

 

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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