eliogermano_leopardi

Giacomo Leopardi, il Giovane Favoloso

image_pdfimage_print

di Caterina Ferruzzi

Di fronte a grandi successi cinematografici c’è sempre da chiedersi il motivo di risultati così importanti. E’ il caso di “Il Giovane Favoloso” di Mario Martone, presentato all’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e da un paio di settimane campione di incassi in tutte le sale d’Italia. eliogermano_leopardi

Si era capito fin da subito che eravamo di fronte ad un film con qualcosa di speciale, ma solo dopo averlo visto si può capire cosa lo renda un piccolo capolavoro assolutamente meritevole del successo di pubblico e critica che sta ottenendo.
E’ un film in costume, deterrente solitamente per molti, ma qui al centro della storia c’è una figura amata da tanti, un personaggio realmente esistito e la cui grandezza non può essere messa in discussione, il poeta Giacomo Leopardi.

L’obiettivo di Mario Martone non è assolutamente quello di comporre una biografia sdolcinata o un film didattico che miri ad istruire le masse. No, “Il Giovane Favoloso”, lavorando per sottrazione, raccontando infatti una porzione di vita del grande poeta marchigiano, riesce perfettamente a mettere in luce il difficile rapporto tra il poeta e il mondo.
Quello che sicuramente colpisce e piace del film è che Giacomo Leopardi viene rappresentato innanzitutto per ciò che è: un giovane, del suo tempo, esattamente come tutti gli altri. Certo però come pochi è costretto a convivere con una serie continua di disagi fisici che segnano inevitabilmente il suo rapporto con la gente e con ciò che lo circonda.
Solo l’animo sensibile di chi vede le cose con occhi sempre ingenui, simili a quelli di un bambino, è capace di esprimere in parole e rime un mondo che pochi sono in grado di vedere realmente.
Leopardi ne è capace e Mario Martone usa ogni mezzo per poterlo esprimere. Innanzitutto sceglie uno dei migliori attori italiani del momento, Elio Germano, che interpreta in modo sentito e stupefacente un uomo molto complesso e, sotto certi aspetti, quasi impossibile da rappresentare. Non aspettatevi quindi la solita immagine stereotipata, che ci siamo creati tra i banchi di scuola, di un uomo gobbo, triste, che non si lavava mai e sembrava odiare il mondo.

Dolore, emozione, stupore e tristezza sono i sentimenti che nel vero senso della parola esplodono dal corpo e dall’animo del poeta e quindi dell’attore che ne dà qui il volto. La recitazione di Elio Germano, sempre molto equilibrata e sincera è sicuramente uno dei motivi principali del successo di questa pellicola.
Martone decide inoltre di costruire l’ “universo” di Leopardi curando in modo molto raffinato la regia. Anche un occhio inesperto non può che rimanere incantato di fronte ad alcune inquadrature del film, mai stucchevoli o eccessive, così come ad alcune scene più visionarie e oniriche che in egual modo si integrano perfettamente nel racconto.
Il film riconsegna dunque a Giacomo Leopardi una grande dignità come uomo, prima ancora che come poeta. Perché che sia un grande autore tutti lo sanno e non lo mettono in discussione, ma che fosse innanzitutto un uomo, pochi ne tengono conto. Anche i piccoli gesti quotidiani o abitudini, come quella di mangiare con grande golosità il gelato, offrono un’immagine reale, perché no anche simpatica, e per nulla standardizzata dello scrittore.
Questo tipo di progetto sarebbe bello vederlo compiersi anche per altri artisti italiani e stranieri. Sarebbe infatti importante e di estrema utilità se nelle scuole gli studenti venissero avvicinati, grazie a mezzi come il cinema, alle persone prima ancora che alla materia da studiare. Forse l’amore per la cultura aumenterebbe. Tanto o poco non si sa, ma un po’ di più questo è certo.

Redazione

Redazione

Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *