Punto sulla spunta. Il nuovo linguaggio di WhatsApp

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di Lidia Monda

Ci sono termini inglesi che a tradurli in italiano fa quasi male al cuore. È il caso delle ‘spunte’ ovvero di quei segni di visto, presenti sotto i messaggi di WhatsApp, che da oggi sono tinti di azzurro e che, raddoppiati, indicano che il messaggio è stato letto dal destinatario. Ecco, il messaggio provvisto di tali segni si direbbe anche ‘flaggato’, da flag, bandiera.  10745000_10204179119950188_692662750_nWhatsApp inchioda all’incontrovertibile stuoli di amanti, paranoici e stalker che potranno da oggi dormire sonni tranquilli leggendo, sotto i loro messaggi, il doppio segno di spunta. Ma è proprio questo che non va. La spunta. Lessicalmente è corretto, nulla da eccepire, ma a questo vocabolario, preso in prestito dalla ragioneria creativa e dalla lista della spesa al supermercato, io preferisco il gergo americanizzato del flag, che in tema d’informatica è senz’altro più rapido ed efficace. A ognuno il suo ambito di competenze. Da qui il motivo per cui flaggare, pur non essendo da accademia della crusca, è infinitamente meglio di spuntare, che resta invece più che appropriato dal parrucchiere e ancor meglio per pulire la verdura da ripassare in padella. E proprio perché a ogni cosa deve essere riconosciuto il proprio ambito di competenza, resta invece bandito “lovvare”. I sentimenti sono una cosa complessa, e già dover scegliere in italiano tra un ti amo e un ti voglio bene, nonostante le infinite sfumature del cuore, è cosa ardua. A maggior ragione un unico termine, anche italianizzato, come ti “lovvo”, resta un vestito troppo stretto per imbrigliare qualcosa di così ineffabile. Allora meglio l’italiano, lingua di sfumature, così vicine al cuore da non poter tollerare nessun segno di spunta.

 

 

 

 

Marina Capasso

Marina Capasso

Laureata in Scienze della Formazione Primaria e dottore di ricerca in Pedagogia della Formazione. Lavora come insegnante di sostegno nella scuola primaria. Appassionata di musica jazz.

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