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Il Parlamento Europeo celebra l’opera di Fernando Masi

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In the World of Fernando Masi and  he’s Stories. Nel mondo di Fernando Masi e le sue storie con questo titolo  l’Artista Irpino  approda con la sua pittura  nei saloni del Parlamento Europeo di  Bruxelles dall’ 11 al 14  Novembre 2014. Diciotto le opere che saranno esposte nella Hall dell’ Edificio Altiero Spinelli Espace Triangle. La mostra, inaugurata dall’ On.le Aldo Patriciello, ripercorre simbolicamente 50 anni di attività artistica del poliedrico Maestro  una vita dedicata alla pittura. Tante sono le tematiche toccate a nella sua carriera: dalla tragedia del terremoto in Irpinia alla Guerra del Golfo, dai temi ambientali a quelli sociali, dalle scene dei paesaggi e del mare  del Sud con i suoi caldi colori  al rosso dei bolidi di Maranello .fernandoeuropa

La mostra promossa dal Parlamento Europeo per l’occasione del semestre di Presidenza Italiana sarà una vetrina e un omaggio al Maestro Masi che festeggia  mezzo secolo di attività artistica .

Una storia affascinante e avventurosa che lo stesso artista racconta in una sua breve autobiografia.

“Dopo 50 anni di lavoro (la  mia prima pennellata vera risale al 1962), posso dire di avere un buon bagaglio di esperienze,tali da poter  dare  buoni consigli agli artisti emergenti e tali da poter collaborare con altri artisti per creare qualcosa di originale e di unico.

Sono nato nel 1940  nella verde Irpinia (Campania), da una famiglia di artigiani. Dopo una breve carriera nel Corpo della Guardia di Finanza e sedici  anni come impiegato  al  Ministero del Tesoro mi dedicai completamente alla pittura.

Mia moglie Carla, originaria di Volterra (Toscana) e  proveniente da una famiglia di artisti (suo avo era  il famoso pittore/scultore Lorenzo Bartolini) è  la mia musa ispiratrice, che mi ha incoraggiato nel percorso artistico. Abbiamo quattro figli   ….. una bella famiglia unita. La prima mostra personale è  a Baiano  nel 1965. Ricordo che ogni volta che facevo un dipinto, all’epoca usavo esclusivamente colori ad olio, gli appassionati d’arte me li acquistavano ancora freschi.

Nel 1968, incitato da  mio  fratello Michele apro uno studio a Modena, (che diventa la mia città di adozione pittorica), ricevo continue approvazioni e incoraggiamenti per la mia arte.  La ricerca di una propria personale espressività artistica mi ha fatto sperimentare le tecniche e  le radici dei svariati movimenti  che hanno segnato la storia dell’arte. Non mi sono mai fermato, dipingevo di notte perché di giorno andavo in ufficio, la famiglia, i figli, le mostre, sacrifici che mi hanno dato vera soddisfazione.  L’affermazione arriva con la mostra alla galleria nazionale d’arte moderna di Roma dove l’incontro con Carlo Levi , Giorgio De Chirico, Cesare Zavattini confermano la mia identità artistica. Anni dopo lo storico dell’arte Raffaello Causa ha definito la mia pittura geniale.

ferrarieuropaDal 1972 al 1980 ho girato l’Italia in lungo e in largo proponendo la mia pittura che man mano si andava affinando nella tecnica e nella tematica. Ho narrato la storia contemporanea, soffermandomi soprattutto sulla condizione dei contadini e dei pescatori del sud, i paesi presepio dell’Appennino, la campagna desolata della lucania , i paesaggi marini selvaggi, quando la sfrenata edilizia turistica non aveva ancora sfregiato le bellezze della nostra Italia. Poi, il terremoto in Irpinia del 1980 ha segnato la mia vita sociale ed artistica.

Vedere la mia Irpinia ridotta in macerie, il dolore della gente, la mia stessa casa – studio, costruita con i sacrifici di una vita distrutta, costretto con mia moglie e figli a vivere in una roulotte, senza avere più gli spazi per esprimere la mia voglia di dipingere. Ma le immagini  quelle si sono stampate nella mente e successivamente quel dolore, quella disperazione l’ho raccontata nei miei quadri.

Nel 1981  mi trasferisco con famiglia e a Sassuolo, poco distante dalla pista Ferrari di Fiorano-Maranello e affascinato dal rombo della Rossa ebbi la tentazione di dipingerla; quasi una sfida di velocità,  il mio pennello correva forte  sulla tela come corrono veloci le auto di formula 1. Ma la Ferrari, il mito il colore rosso da me sempre amato hanno fatto nascere un feeling  per questo capolavoro della tecnologia. La Ferrari è un opera d’arte. Non ho mai abbandonato le mie radici di pittore “neorealista ed espressionista” ma quest’ amore che ormai dura da quel lontano 81,  non ha mai perso la sua verve e la soddisfazione di dipingerla.

Il mio soggiorno in Emilia dura due anni, perché le radici della mia terra erano un richiamo forte. I cieli limpidi e assolati, la brezza del vento che portava il profumo della terra avevo bisogno di tutto questo per dipingere, oltre ai grandi spazi del mio studio campano, nel frattempo ristrutturato, per realizzare opere di grande formato, ormai le piccole tele non bastavano più, avevo bisogno di spaziare, avrei dipinto le mura del mondo tant’era la mia pulsione per la pittura. Da qui i  murales a Dozza Imolese , Rittana, Pavullo, Montefalcione, e tutte  le mie opere di grande formato sul tema della guerra, dell’ambiente, degli animali. Avevo bisogno di spazi!fernando foto

Nel 1990 i vertici della Ferrari e dal Comune di Maranello ospitano una mia grande mostra  in  occasione dell’inaugurazione  Galleria Ferrari a Maranello,  un enorme soddisfazione vedere esposte le mie opere assieme alla storia dell’automobilismo mondiale. Migliaia di visitatori sconosciuti e illustri … giornalisti sportivi e critici , tifosi della scuderia Ferrari ognuno ha portato via un ricordo da questa memorabile mostra che mi ha portato  al soprannome di “Il pittore delle Ferrari”.  Piero Ferrari (figlio del Drake) mi disse: abbiamo scelto te  perché  “tu la Ferrari la fai correre anche da fermo”. L’Avvocato Gianni Agnelli nella sua visita inaugurale alla galleria rimane affascinato da come la mia pittura riusciva ad esprimere  il senso della velocità , l’istante , il tempo infinitamente piccolo, tutte le cose che contano nelle competizioni automobilistiche. La stessa mostra viene replicata nel 1999 alla New York University “ di New York con grande successo.

Segue percorso concitato, su e giù per l’Italia, mostre all’estero: Barcellona, Francoforte, Montecarlo, Mentone, Bagnol sul Seze , Bucarest, Città del Messico, Zurigo, Delray Beach, Miami Beach.. ect.

Diversi primi premi e selezioni, firmo manifesti regionali e nazionali , collaborazioni  con l’EPT e Camera di Commercio di Avellino e Bologna illustrando riviste e coniando la prima medaglia turistica dell’Irpinia.

Mie opere sono  presenti  in  varie collezioni di Musei e gallerie pubbliche (Roma, Avellino, Pavullo, Modena, Venezia, Città del Vaticano New York University,.. ect.) Ho realizzato in diverse località italiane ed all’estero numerosi murales che lasciano il segno di una pittura che si ispira a temi di carattere sociale e politico (in primis Dozza Imolese, Bologna). Nell’arte non ci sono insegnanti…e per diventare artista non esistono né scuole né maestri.  ARTISTA SI NASCE!  Tocca ad ognuno di noi scoprire quel dono di Dio tra prove, riprove e confronti. La mia è una pittura d’impulso, di getto, una pittura veloce, immediata… una tecnica a presa diretta con esplosioni vitali con effetti tempestosi,esplosivi che creano immagini vibranti e di movimento veloce come il vento,senza mai farmi influenzare dal mercato o dalla critica o da artisti improvvisati e influenzati dalle nuove correnti di moda,  restando fedele interprete della mia pittura, una pittura istintiva e futuristica: LA VERA PITTURA.

Mi ritengo un pittore poliedrico con tendenza espressionistica/futuristica, più artista che pittore, passo con disinvoltura dalla figura al paesaggio, alla natura morta ai temi sociali e di attualità. Sono tanti che ruotano attorno all’arte: artisti, organizzatori, promotori, storici d’arte, critici, galleristi, ma la maggior parte  di loro sono solo avventori. E’ raro trovare chi si occupa del settore cavallisol per amore della ricerca e della cultura. Oggi come oggi si agisce solo per interesse, c’è troppa rivalità, si va contro il significato primario dell’arte stessa: la libertà espressiva. L’artista dovrebbe realizzare,progettare,ideare,descrivere, per amore e per passione,seminando giorno per giorno . Ovviamente per far ciò e per  farlo bene ci vuole tempo e tanto lavoro, ricerca e tanto sacrificio. UMILTA’ prima cosa, e non sentirsi mai arrivati. Io sento di raccontare storie,divise tra loro,ma con un senso comune, storie vissute, storie del nostro tempo, che dicono di una cultura: la nostra.

E questo è davvero importante per me, ma alla fine, quasi tutti gli artisti sentono il bisogno di consegnarsi ai posteri.

Oggi a 74 anni , la mia curiosità d’artista è rimasta immutata , la cosiddetta saggezza dell’età non ha calmato il mio spirito d’artista istintivo, e, in questa società che ha messo un po’ da parte arte e artisti io sono qua, sempre pronto a raccogliere la sfida  e dare il mio contributo per un mondo migliore.

Chiudo questa breve biografia ricordando una frase dedicatami dall’indimenticabile cantante dei Nomadi Augusto Daolio: “Nei cosmi che i tuoi occhi di pittore indagano, il cosmo pittorico creato dalle tue mani d’artista, è popolato di tempeste. Nelle tue figure vive la tempesta dentro e tutt’intorno”.

 

 

 

 

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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