Alla scoperta dell’Islanda

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di Yuliya Vassilyeva

L’Islanda è una terra che merita davvero di essere vista, per i suoi paesaggi spettacolari. Io l’ho visitata due volte: in primavera e poi in estate, perché volevo assolutamente vedere il sole che in alcune zone dell’isola, in quel periodo, non tramonta mai.

Ho visitato Reykjavik, la costa meridionale e alcuni fiordi dell’ovest, dove nel IX secolo sbarcò Hrafna Floki – l’esploratore vichingo che per primo arrivò nel fiordo Breudafjordur e dette alla zona il nome ‘Islanda’ per il ghiaccio che vi aveva visto. In seguito l’isola, che era disabitata, fu colonizzata dai vichinghi.

Come in altri Paesi nordici, le dure condizioni climatiche e il buio dei lunghi inverni hanno favorito il formarsi di leggende su elfi, fantasmi, troll e altri personaggi fantastici. D’altra parte, sull’isola non ci sono solo ghiacciai e neve: sono attivi 27 vulcani e numerosissime sono le sorgenti di acqua calda, che vengono usate anche per piscine all’aperto. Grazie alla geotermia si riscaldano l’85 per cento delle case e molte serre e si produce il 63 per cento dell’energia elettrica.

Un fenomeno che mi ha affascinato è quello del geyser nella località chiamata Strokkur: una colonna di acqua calda e vapore che schizza fuori dal terreno, fino a 30 metri di altezza, ogni cinque minuti circa.

Ho visto anche delle bellissime cascate e alcuni animali piuttosto rari: la volpe artica – che ho ripreso nella sua livYV0_1197rea estiva – e i puffin, o ‘pulcinella di mare’: uccelli che sanno volare rapidamente e anche nuotare, e che hanno un aspetto veramente simpatico.

Bello e simpatico è anche il cavallo islandese, di una razza particolare. Usato per secoli come mezzo di trasporto individuale, ha una grande criniera e il pelame molto lungo in inverno per proteggersi dal freddo; è molto popolare soprattutto fra i bambini perché sembra un piccolo pony.

La latitudine dell’Islanda fa sì che solo una piccola parte del territorio sia coperta da vegetazione; ma ci sono molte specie di fiori, muschi, funghi, licheni e alghe.

In un territorio grande circa un terzo dell’Italia vivono solo poco più di 320.000 persone. A parte la capitale, non ci sono che piccole città o piuttosto villaggi, alcuni quasi sperduti a grande distanza l’uno dall’altro.

L’Islanda è un Paese dove si incontrano due continenti: ho fotografato un sentiero che passa sul confine geografico fra l’Europa e il Nord America.

Alcuni abitanti dei fiordi dell’ovest hanno la curiosa abitudine di fare collezione di relitti: ho visto nei loro giardini navi naufragate, un aereo da guerra americano e perfino una bomba.

Mi hanno anche raccontato la storia di un signore che, abbandonato dai suoi genitori da bambino perché malato e ritardato mentalmente, a 15 anni andò a vivere da solo in un fiordo isolato, dove visse fino l’età di 74 anni. Lo chiamavano “l’uomo che parla con le foche”. Costruì da sé la propria casa e una chiesetta e realizzò nel giardino sculture di foche con un uomo che parla con loro e in casa una miniatura della Piazza San Pietro di Roma.

Sono arrivata fino all’ultimo paesino islandese – Bolungarvik, abitato da 150 persone – sulla costa di fronte alla Groenlandia. Vicino c’era una strada chiusa per la grande quantità di neve, che a metà giugno non si era ancora sciolta.

In alcuni fiordi mi aspettavano tante sorprese: foche, un branco di balenottere minori e tronchi provenienti dalla Russia e dai fiumi siberiani, portati dalle correnti fino al nord islandese.

In Islanda c’è anche il ghiacciaio più grande d’Europa, il Vatnajökull, che copre alcuni vulcani attivi; questi nel 1996-98 hanno sciolto una grande quantità di ghiaccio creando un lago. Io ho fotografato il lago glaciale Jokulsarlon, dove si può prendere un battello e navigare tra giganteschi pezzi di ghiaccio.

Sono arrivata alla penisola Snaefellsnes, fino al vulcano Snaeffels: da lì secondo un famoso romanzo di Jules Verne si potrebbe scendere al centro della Terra.

Ho avuto anche la fortuna di vedere l’aurora boreale: sono riuscita a fotografarla, ma so che questo fenomeno si può vedere meglio in inverno e questo sarà lo scopo principale del mio prossimo viaggio!

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Un ringraziamento a Giuseppe Paduano, che mi ha guidato a conoscere molti luoghi dell’Islanda.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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