Armanda Desidery e il suo Blackmamba

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di Marina Capasso

Esce oggi Blackmamba il nuovo disco di Armanda Desidery, pianista napoletana che da anni con estrema dedizione vive di musica. 7Dieci brani a comporre un viaggio introspettivo dentro quel “black mamba” che ci accomuna, che rispecchia le nostre paure più grandi, ma che nello stesso tempo ci permette di crescere e superarci. Sonorità lievi, ma anche molto intense, un disco curato con amore e che vale la pena ascoltare. Per l’occasione Armanda ci ha raccontato un po’ di sé.

Quali sono le suggestioni che hanno portato alla nascita del tuo disco?

«Il disco è nato dall’esigenza di mettere in musica tutta una serie di sensazioni, sentimenti che avevo dentro. La musica è il mezzo di comunicazione per me più vero ed in cui mi sento più a mio agio. Nella musica non concepisco finzioni, sovrastrutture. Le 10 composizioni del disco sono legate a momenti e persone per me indimenticabili ed avevo l’esigenza di trasformare queste sensazioni in note. Devo inoltre aggiungere che  ho sentito la voglia di mettermi in gioco come compositrice e non solo come pianista, dopo tanti anni di attività. Registrare le mie composizioni è’ stata un’emozione nuova ed indescrivibile!».

Raccontaci il tuo percorso musicale

«Ho iniziato il mio “rapporto” con la musica da piccolissima; mio padre era un bravo musicista e mi ha trasmesso con leggerezza ed ironia, l’amore per questa meravigliosa e “tremenda” arte! Ho iniziato a studiare batteria a 5 anni e poi a 9 anni il pianoforte. Ho seguito gli studi classici, mi sono diplomata molto giovane. In realtà ho iniziato a suonare “da professionista” già a vent’anni ed ho fatto esperienze musicali diversissime ma sempre estremamente stimolanti e soddisfacenti. Teatro, musica contemporanea, pop, jazz e latin che rimane ancora adesso una mia grande passione. Ho sempre pensato che la musica vada fatta con consapevolezza, passione e rispetto per chi ci ascolta e su queste basi ho sempre fatto le mie scelte e continuo a farle».

Che rapporto hai con Napoli?

«Napoli è una città complicata, stritolante ed allo stesso tempo molto ricca di suggestioni. E’ una città che offre pochissimo ma allo stesso tempo, per qualche misterioso motivo è “culla” di tanti talenti ed artisti validissimi. Posso dire che a Napoli ci sono dei musicisti straordinari, che in qualunque altro posto, sarebbero apprezzati e gratificati ma purtroppo nella mia città le cose non vanno proprio come dovrebbero. Qualche volta penso che se fossi nata in un’altra città italiana o europea, sarebbe stato tutto più semplice…… e poi subito dopo penso che se fossi nata in altro posto, BLACKMAMBA non sarebbe mai stato “concepito”».

untitledQual è il rapporto con i musicisti che hanno collaborato al disco?

«I tre “matti” che ho coinvolto per il mio disco, oltre ad essere dei musicisti straordinari, sono anche miei grandi amici! Conosco ognuno di loro da diversi anni. In realtà siamo un quartetto apparentemente stranissimo; molto diversi tra noi, sia per carattere sia per stile musicale, ma ho sentito che insieme  avremmo “funzionato” perfettamente! Giulio, Antonio e Gianluca hanno reso indimenticabili i giorni di registrazione. Tante risate ed allo stesso tempo tante emozioni. La cosa che li accomuna, oltre alla preparazione e bravura, è una sensibilità assolutamente fuori del comune. Li adoro e non finirò mai di ringraziarli!».

Quali sono i tuoi progetti futuri?

«Tanti progetti, tanti sogni. Innanzitutto spero di suonare in giro col mio quartetto, in Italia ed anche all’estero. Magari avendo la possibilità di coinvolgere ospiti di un certo livello. Altro disco in programma tra qualche mese ma questa volta sonorità completamente diversa: latin a gogò!».

Marina Capasso

Marina Capasso

Laureata in Scienze della Formazione Primaria e dottore di ricerca in Pedagogia della Formazione. Lavora come insegnante di sostegno nella scuola primaria. Appassionata di musica jazz.

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