Beppe Fiorello e Franco di Mare, quando l’amore di un padre sconfigge la guerra

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Intervista a Beppe Fiorello – di Mario Masi

Giuseppe Fiorello torna su Rai1 il 20 e 21 gennaio con “L’angelo di Sarajevo”.  Beppe interpreta ancora una volta una storia vera, quella dell’incontro fra il giornalista Franco di Mare, inviato durante la guerra serbo-bosniaca, e una bambina di dieci mesi che gli cambierà la vita. La miniserie è tratta dal libro “Non chiedere perché” (Bur Rizzoli) in Franco Di Mare narra della sua decisione di diventare padre adottivo di una bambina incontrata per caso in un orfanotrofio e che nella realtà ora è una ragazza di venti anni con un nome stupendo, Stella.  beppe fiorello

Giuseppe, dopo “Sarò sempre tuo padre” un’altra storia che rivaluta la figura paterna, non c’è più una netta differenza fra ruoli maschili e femminili nel prendersi cura dei figli. Forse è il momento di liberarsi dagli stereotipi del passato?

E’ un momento storico per la figura del padre che ormai da decenni è diventata molto presente e determinante nella formazione di un figlio, lo è quasi con le stesse modalità materne in certi casi. Non è sempre positiva una figura paterna così modernizzata ma di sicuro è diventato un consigliere più attento e presente, è decisamente più collaborativo e domestico di un tempo, io personalmente ho sempre cercato di mantenere salde anche  certe caratteristiche dei padri di un tempo, una su tutte non entrare troppo in confidenze con i figli, lasciare tra noi una sana distanza che poi diventa rispetto reciproco.

Lei interpreta spesso storie vere. Questo può limitare la libertà di recitazione?
Non è per nulla limitante anzi, questa storia in particolare ho scelto di raccontarla perché appartiene ad un uomo normale, umile e ordinario, come molti. L’ho scovata ascoltando una intervista in tv del vero protagonista, Franco di Mare. Mi colpì sin dalle prime parole, non ho potuto fare a meno di portarla in tv sperando di appassionare molta gente, come è successo a me.
Questa storia di Franco Di Mare è la dimostrazione che ogni essere umano ha una storia straordinaria da raccontare se nella vita gioca la carta giusta.
langelo-di-sarajevoCosa le ha detto Franco di Mare della sua interpretazione?
Franco mi ha sempre ringraziato per avergli regalato un sogno, vedere la sua storia, poterla ascoltare raccontata da me,  rivivere per immagini un pezzo importante della sua vita e molto altro.
Franco da oggi diventerà un pezzo della mia vita non solo professionale, spero di conoscere presto Stella, la figlia di Franco e vera protagonista di questa stupenda storia.
Cosa ricorderà per sempre di questa storia?
Porterò per sempre con me le immagini che ho visto in una tv di Sarajevo nei mesi in cui io mi trovavo li per girare il film, un capo redattore di una televisione locale mi mise a disposizione delle immagini esclusive di quella guerra, rimasi pietrificato dall’orrore (che ovviamente non mostreremo nel film), immagini che mi hanno fatto capire profondamente lo strazio di quella assurda guerra fratricida.
Porto con me anche il calore di un bambina di dieci mesi (Iva, la protagonista) che per otto settimane è stata tra le mie braccia senza mai piangere.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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