Neri a metà al Teatro di Tor Bella Monaca

di Marina Capasso

Ben sessantaquattro gli artisti che ieri sera hanno aderito all’iniziativa promossa dal cantautore romano Piji di omaggiare Pino Daniele a pochi giorni dalla sua scomparsa. Obiettivo comune era creare un luogo dove poter mettere insieme ricordi ed emozioni pe8r celebrare uno tra i più grandi cantautori italiani, e forse internazionali, che ha cambiato la storia della musica, e che la ha innovata così tanto da “non ritrovarsi più nemmeno nelle sue stesse orme”, così come ha ricordato l’amico e collega di sempre Enzo De Caro. E il luogo questa volta è stato un teatro nella periferia romana, il teatro di Tor Bella Monaca, che da tempo ha ripreso vigore e inizia pian piano a diventare centro nevralgico di cultura e di arte. Con la faccia dipinta di nero a metà, per sottolineare l’anima blues del “nero a metà” per eccellenza, gli artisti si sono alternati in due sale, proponendo ognuno a proprio modo e secondo la propria indole, un brano scelto dal vastissimo repertorio di Daniele. Cantanti più noti, ma anche giovani esordienti hanno reinterpretato le note e le parole del cantautore, ognuno in base al proprio sentire e alla propria relazione intima con il bagaglio musicale lasciato, ognuno alle prese con una lingua difficile da improvvisare, ma allo stesso tempo accogliente e disposta a farsi accogliere. Bella interpretazione di “Lazzari felici” di Raffaella Misiti, che per l’occasione si è cimentata con le delicate parole del testo in napoletano; delicata quella di Zibba che, seduto sul palco ha suonato in acustico una versione meravigliosa di “Si forever” che sembrava quasi scritta per lui.7 Da brividi la versione di “Terra mia” di Alepà e molto intima e quasi privata quella di “Ninnananinnanoè” di Francesco Forni. Ma sul palco si sono alternati tantissimi altri artisti ad animare una serata durata più di tre intense ore. Insomma, come ha sottolineato Renato Marengo, giornalista e conduttore radiofonico, era proprio usare la musica il giusto modo per omaggiare un artista che della musica stessa ha fatto la sua ragione di vita.