“Even A Doll Can Do It”: Kazuki Takamatsu alla Dorothy Circus Gallery

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La Dorothy Circus Gallery ospita da l 14 febbraio “Even a Doll Can Do It”, la nuova personale dell’artista giapponese Kazuki Takamatsu, già esposto con grande successo presso la Dorothy Circus Gallery nel 2013 con sua prima mostra personale italiana.
“Even a Doll Can Do It” è una serie inedita di dipinti in depth mapping, è composta da 15 tele che mostrano ancora una volta, corpi di donne per metà bambole, sospese nell’abisso tridimensionale che prende vita dalle meticolose sfumature di bianco e nero tratto distintivo dell’Artista.

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Takamatsu possiede una sua particolare sensibilità e visione degli stati d’animo delle giovani donne giapponesi, dei loro pensieri e dei loro sentimenti. Questo lo rende capace di dare vita a soggetti femminili che rappresentano allo stesso tempo il potere dello sviluppo tecnologico e il triste monito nel ricordo dei terremoti, degli tsunami e dell’alto tasso di suicidi del Giappone.
Attraverso l’uso degli innumerevoli livelli di trasparenze create dalla tecnica gouache mescolata all’acrilico, l’Artista crea opere dalla presenza dominante, capaci di avvolgere completamente lo spettatore nell’energia di una metaforica danza di enfatizzate contrapposizioni.
La scelta monocromatica di Takamatsu sintetizza simbolicamente il bene e il male e “il margine dove non c’è nè luce nè ombra”. L’Artista attinge tanto alla cultura popolare quanto alle sue antiche radici, vediamo quindi giovani scolarette illuminate ai raggi X che stringono in mano pistole, con il capo vestito di un’aura celestiale.
L’effetto “Ologramma” delle opere di Takamatsu è eseguito interamente a mano, e attraverso la sua meticolosa tecnica pittorica, le sue figure, emerse dall’acqua, sembrano muoversi in un intimo spazio costantemente dominato dal senso di speranza e dalla rinascita della consapevolezza del dolore.

La tecnica del depth-mapping di Takamatsu è tanto unica quando faticosamente intricata, fonde disegno classico, aerografo e pittura gouache con la grafica digitale.

Il processo creativo di Takamatsu inizia con lo Shadow/Depth Mapping , una sorta di processo di shadowing proiettivo con cui le ombre vengono aggiunte alla computer grafica 3D utilizzato sia nelle scene pre-renderizzate, sia nel tempo reale e in molte console e giochi per pc.

Gli oggetti monocromatici, dipinti a mano, sono ottenuti mescolando acquerelli con un pigmento bianco coprente attraverso un conduttore ad acqua (gomma arabica). Questo metodo è tradizionalmente indicato come Guazzo, nome proveniente dal termine italiano, letteralmente “fango”. Il Guazzo è ideale per l’illustrazione e per la fotoriproduzione. Poichè la vernice Gouache conferisce la maggior parte della texture e queste superfici contribuiscono a creare un film di vernice perfettamente piatta, i dipinti a Gouache sono in genere realizzati su carta stampata a caldo o tavole lisce.

Il perfetto senso di profondità dato dalle sfumature di cui sono composte le ombre, è ottenuto con un attento studio dei pixel che sono resi visibili dalla luce e della tridimensionalità delle immagini che sembrano acquisire una forma tangibile. In questo modo ogni pixel sull’oggetto ha una sfumatura che è proporzionale alla sua distanza dalla fonte di luce e dall’occhio di chi guarda, così da apparire reale, come un ologramma ed evocare uno stupefacente senso di profondità.Kazuki Takamatsu_3 friends gathering…_100 x 100cm_acrylic, acrylic gouache, medium, gesso, giclee on tarpaulin_dorothycircusgallery

Durante questa attesissima mostra personale, creata appositamente per la sua galleria italiana, Takamatsu sarà presente per incontrare i numerosi fans e collezionisti e per loro firmerà le copie della prima monografia dedicata alla sua arte, curata dalla Dorothy Circus Gallery e pubblicata dalla casa editrice Drago Publishing.

Durante l’inaugurazione, la Dorothy Circus Gallery insieme con la Drago Publishing presenteranno anche “The Doors of Perception”, terzo volume della collana annuale della Dorothy Circus Gallery che ha scelto Takamatsu per la cover. All’interno del volume, le mostre: “Daphne Descends” – Alessia Iannetti, “13 Fortune” – Paolo Guido, “God is Her Deejay” – Sas & Colin Christian, Afarin Sajedi, Francesca R. Di Nunzio, “White Elegy” – Kwon Kyungyup, “Because I’m a Doll” – Kazuki Takamatsu, “Hide & Seek” – Natalie Shau, “Lacrima Aquarium” – group exhibition, and focus on Chris Berens, “The Silent Circus” – Clementine De Chabaneix, “The Trouble with Angels” – Ray Caesar.

14 Febbraio – 4 Aprile 2015
opening reception 14 February 2015 ore 19:30

Dorothy Circus Gallery
via dei Pettinari 76 Roma – Italia – info@dorothycircusgallery.com

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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