Ecologia del vivere: Roma dice basta alla disonestà e all’illegalità!

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Di Stefania Taruffi

Continua la protesta romana, innescata dalla miccia di “Mafia Capitale” che sabato 24 gennaio ha visto riunite in Piazza del Popolo migliaia di persone che si riconoscono nella minoranza ‘onesta’ della Capitale. Un’atmosfera pulita, ironica e magica aleggiava in questa piazza meravigliosa nella “Notte dell’onestà”, promossa dal Movimento 5 stelle ma che ha saputo raccogliere le persone più diverse, un pubblico molto variegato che comprendeva anche molti non militanti.
Lo spirito di questo pomeriggio infatti non voleva essere mera propaganda politica, quanto una pacata ma forte protesta contro la disonestà e la collusione che da sempre formano il tessuto politico della Capitale. Una collusione che si tramanda da un partito politico, da un mandato all’altro e che è divenuta la ‘conditio sine qua non’ per governare la città. L’illegalità è diventata infatti l’elemento fondante del principio di continuità delle connivenze mafiose.
10943236_10205620099012195_284501978_nMa la gente è stanca e sta cominciando a selezionare nella pattumiera sociale e istituzionale chi dimostra con i fatti di voler essere rappresentato da politici, impiegati e dirigenti pubblici ‘onesti‘. Perché è fin troppo palese, che persino ai livelli più bassi delle infrastrutture pubbliche sono eletti personaggi ambigui che poi si rivelano disonesti, che non vogliono cioè il bene dei cittadini e un buon funzionamento della ‘res pubblica‘, quanto ambiscono ad arricchirsi, favorire i propri interessi personali o di imprese amiche.
Quello di ieri era un popolo disilluso e stanco ma composto e caloroso, con ancora accesa negli occhi una piccola fiamma, una lontana speranza che qualcosa cambi un giorno e la consapevolezza che solo con una partecipazione attiva e fattiva il cambiamento diventi possibile. Ho avuto la percezione tangibile che le persone stiano cominciando a svegliarsi, diventando più consapevoli del proprio ruolo nella società, del fatto che ognuno nel proprio piccolo può contribuire al cambiamento, dando il buon esempio nella vita quotidiana, svolgendo onestamente il proprio lavoro e partecipando alla costruzione di una società migliore, protestando, informandosi, controllando, imparando a ‘scegliere’. Anche di restare onesti, a proprio discapito. Perché le tentazioni sono sempre in agguato ed è facile cadere nella trappola di un personale tornaconto economico o di potere.
E’ una battaglia dura, difficile e lunga. Perché ci si confronta con una mentalità profondamente radicata negli italiani, infiltrata capillarmente nel tessuto sociale, tanto da far restare imbrigliati, nella sua fitta trama insozzata e compatta, anche i cittadini onesti. Perché “così si è sempre fatto e così bisogna continuare a fare!!” .
961528_10205772889552253_2022866330_nMa quando su un palco, in una piazza, di fronte a tanta gente comune, sale un uomo di stato dello spessore di Ferdinando Imposimato, Presidente onorario aggiunto della Corte di Cassazione, nonché il maggiore esperto in materia di terrorismo internazionale che da anni, persegue una dura lotta alla mafia, alla camorra e alla corruzione, allora viene da riflettere seriamente. Imposimato ha parlato alla gente con calore ma anche con durezza, con l’intento di risvegliare le coscienze. Ci ha tenuto a sollevare questioni di carattere giuridico, a lui care, ma principalmente etico, sollecitando le persone a interrompere il patto scellerato corruzione-mafia. E forse è proprio da una riforma del sistema giuridico, che bisognerebbe iniziare. Tra l’ironia di alcuni sostenitori come Claudio Santamaria e Claudio Gioè, Dario Fo, Enrico Montesano, Sabina Guzzanti, il rapper Fedez e le parole dure dei protagonisti della politica del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo, Alessandro Di Battista, Roberta Lombardi ed altri, c’è stata anche l’autorevole presenza di Salvatore Borsellino. Ma più di tutte le parole del Presidente Ferdinando Imposimato centrano in pieno il nucleo di questa grande piaga. Chi meglio di un uomo che ha dedicato la sua vita alla lotta alla corruzione e al ripristino della legalità, può rappresentare un evento come questo, dedicato al profondo valore dell’onestà?
Riportiamo tutto il suo discorso.
Viviamo in una profonda crisi da anni, senza vedere la luce in fondo al tunnel – Milioni di persone sono costrette a soffrire sotto il peso della corruzione, mentre un ristretto gruppo si arricchisce sulle sventure degli italiani. E’ ora di dire basta a questo scempio!. Non possiamo restare a guardare. Dobbiamo sconfiggere la principale causa delle ingiustizie e della povertà di così tante persone, il patto scellerato tra politica, mafia e corruzione emerso nell’inchiesta dei coraggiosi magistrati romani, cui va la nostra gratitudine. Le società del Comune di Roma hanno concesso appalti alla camorra, in cambio di tangenti e hanno favorito la distruzione del territorio creando degli avamposti per parenti, amici, amanti e clienti, impedendo i concorsi pubblici e l’accesso dei giovani meritevoli allo stato. Le cooperative mafiose hanno vinto tutte le gare per i rifiuti dal 2000 ad oggi, grazie a società comunali in cui la corruzione, dice il Tribunale di Roma, ha raggiunto il massimo livello. E non c’è differenza tra le amministrazioni che si sono succedute negli anni: tutte hanno partecipato alla rapina del denaro pubblico. Anziché arginare la corruzione, hanno consentito a mafiosi e corrotti di prosperare alle spalle dei lavoratori, ottenendo dal governo centinaia di milioni di euro destinati, non i servizi sociali, ma a un fiume di tangenti sulla pelle dei senza casa, dei senza lavoro e di imprenditori onesti. E quando un incorruttibile Assessore al Bilancio propose al Sindaco tagli alle spese ritenute non giustificate, fu cacciato via, senza misericordia, con l’accusa di ‘irragionevolezza delle sue scelte’. Occorre tenere alto l’allarme sociale contro i nemici dell’onestà e all’azione degli inquirenti, occorre associare un controllo da parte dei lavoratori e degli organi di stampa e vincere il silenzio complice che sta calando sull’inchiesta di Roma Capitale.
10947506_10205620055931118_1524793919_nRoma sta diventando la nuova Terra dei Fuochi. Ricordo ai romani il camorrista Vassallo che confessò: “Per 20 anni ho contaminato il suolo, le acque, il cibo, l’aria della Campania” complici sindaci, politici, boss e contadini, ciascuno interessato ad arricchirsi sulla pelle dei cittadini. Uomini di governo e assessori all’Ambiente, stipendiati dalla Camorra per coprire il traffico dei rifiuti tossici provenienti dal nord. Si sono verificati migliaia di morti, un aumento spaventoso dei tumori, specie fra i giovani e i bambini, miseria e disperazione. Ebbene, quelle stesse aziende che hanno distrutto la Campania, sono entrate a Roma Capitale e vogliono distruggere anche la nostra esistenza. Occorre fermare subito la ‘Nuova Terra dei Fuochi’, mobilitando la coscienza civile dei romani e riconoscere chi contrasta veramente la corruzione. Dobbiamo promuovere costantemente i valori di legalità e onestà. Ma l’imperativo morale non basta. Occorre un’amministrazione che governi nell’interesse del popolo. Occorrono nuove leggi. Il codice penale fascista contrasta con i valori della Costituzione. Abbiamo un codice penale che risale al 1930…e non l’abbiamo mai cambiato. E’ un codice forte con i deboli e debole con i forti. Punisce persone che esercitano in stato di necessità il diritto inviolabile al lavoro, alla casa, alla scuola, all’ambiente e garantisce l’impunità ai corrotti, con norme inadeguate. Occorre invece punire duramente la corruzione e depenalizzare i reati di scarso allarme sociale. In questo momento storico restano impuniti pericolosi bancarottieri, evasori fiscali e responsabili del furto di miliardi in danno a migliaia di piccoli risparmiatori. Ci attende un difficile cammino che dobbiamo intraprendere insieme e che ci porti dal disastro di una società dominata dalle diseguaglianze e dalla corruzione, verso una società più giusta e dignitosa. Una società in cui Roma, da ‘Mafia Capitale’ diventi “Capitale dell’Onestà”, il pilastro del cambiamento. Perché l’onestà è più potente della corruzione
” .
E noi vogliamo davvero crederlo.

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

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