Luca Ronconi porta in scena “Lehman Trilogy”. Uno spettacolo all’altezza della storia

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Di Monica Bonora

LehmanTrilogy_manifesto_fotoLuigiLaselvaE’ in scena al Piccolo Teatro di Milano dal 29 gennaio al 15 marzo 2015, “Lehman Trilogy”, di Stefano Massini, regia di Luca Ronconi, con Massimo De Francovich, Fabrizio Gifuni, Paolo Pierobon, Massimo Popolizio, Roberto Zibetti, Fausto Cabra, Francesca Ciocchetti.

Prese un bel respiro, afferrò la valigia e con passo spedito – nonostante non sapesse ancora dove andare – entrò anche lui dentro il carillon chiamato America”.

Il Paese che offre opportunità a chiunque dia prova di talento, inventiva e abnegazione, in una manciata di secondi rovescia fortune e destini.
Centosessant’anni di storia di una delle famiglie più potenti d’America: i Lehman, ebrei ortodossi tedeschi.

Alabama 1844. Henry, il maggiore dei tre fratelli, apre un emporio di tessuti. A distanza di pochi anni lo raggiungono Emanuel e Mayer. I Lehman brothers, i tre patriarchi, inventano una nuova forma di commercio, la mediazione, e spostano il loro interesse dal cotone al caffè alle grandi infrastrutture (ferrovie, canale di Panama) per approdare infine alla borsa di New York.
Gli eredi, Philip (figlio di Emanuel) che speculerà in borsa avventurandosi in sempre più spericolati investimenti (media, telecomunicazioni, computer) e il cugino Herbert (figlio di Mayer) che biforcherà il potere della famiglia diventando governatore dello stato di New York, sono i protagonisti della seconda parte della storia insieme a Bobbie (figlio di Philip) che conclude la dinastia nel 1968. La Lehman sarà portata avanti dai manager Pete Peterson e Lewis Clucksman fino ad arrivare a Dick Fuld che porterà Lehman al fallimento nel 2008.

Dalla prefazione che Luca Ronconi scrive per il testo di Stefano Massini, s’intuisce la vision che il regista ha dello spettacolo che metterà in scena: liturgia ipnotica e simbologia permeano tutto lo spettacolo. Niente di più vicino alla sacralità.

Emanuel racconta Emanuel. Magistralmente. Tanto che non ci si rende conto che il dialogo avviene in terza persona.
Un colpo di tosse è il segnale che il pubblico riprende il fiato sospeso dopo ogni scena.

LehmanTrilogy_scenaalta_fotoMarascoLa scenografia, essenziale, fa da sfondo alla crescita dei fratelli Lehman. L’insegna della ditta è la loro evoluzione: Henry Lehman, Bank of Alabama, Lehman Brothers. Il funambolo Solomon Paprinskij il loro equilibrio. I rituali dell’ortodossia ebraica, scritti con un led luminoso sul palcoscenico, scandiscono gli eventi. Shivà, il lutto, che si ripete. Tre volte.
I costumi sono tute da lavoro. Perchè i Lehman, così si potrebbe interpretare, lavorano lavorano lavorano; non per vivere ma vivono per lavorare.
Tra narrazioni di incubi e vaneggiamenti, quasi a prevedere la catastrofe che sopraggiungerà, le streghe del Macbeth sembrano aleggiare in scena.
Mayer Lehman detto Bulbe (patata), media tra il fratello maggiore Henry detto la mente ed Emanuel detto il braccio. Mediazione è il mantra che li porterà al successo e alla rovina in seguito.
La grazia di Massimo De Francovich (Henry), il magnetismo e la prestanza di Fabrizio Gifuni (Emanuel) diretto per la prima volta da Ronconi, l’ironia di Massimo Popolizio (Mayer), portano straordinariamente avanti la linea narrativa dei tre patriarchi.
Uno spettacolo di grande spessore, lo stesso che ha accompagnato i Lehman per quasi due secoli, scorre in una ballata flusso di cinque ore con un cast d’eccellenza.

Lehman Trilogy ci offre l’opportunità di essere protagonisti di una storia ancora in corso. Una storia che riguarda ognuno di noi.
Quindi, come vorrebbe sentirsi dire Philip Lehman:

Grazie, Mister Lehman!

Piccolo Teatro Grassi
Via Rovello 2 MILANO
dal 29 gennaio al 15 marzo 2015
“Lehman Trilogy” Di Stefano Massini
Regia: Luca Ronconi

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

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