La televisione dei cittadini di domani

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La televisione raduna spettatori nei bar

Di Vanessa Mannino


Fin dalla sua prima comparsa in Italia, il 3 Gennaio del 1954, la televisione riuscì rapidamente a primeggiare e ad affermarsi sugli altri media,  fu una vera e propria rivoluzione, quella del tubo catodico, tanto che nello stesso anno in cui nacque già si registravano 24.000 abbonati.  L’irresistibile piacere di godere d’uno spettacolo comodamente seduti nel salotto di casa ne rese sempre più intimo il rapporto con le famiglie italiane, senza trascurare il fenomeno dei “gruppi d’ascolto”, riunirsi in casa di amici e conoscenti che potevano far vanto dell’ambita scatola delle meraviglie era quasi divenuto una sorta di “sport nazionale”.

Non ci volle troppo tempo perché finisse per essere imputata come “la cattiva maestra” citando Popper, stravolse usi e costumi e fu inevitabile interrogarsi sul suo ruolo pedagogico, ruolo che rivestì in effetti nei primi anni di vita. Molti erano gli analfabeti in Italia in un periodo di povertà diffusa molte le realtà dialettali, le incomprensioni, gli equivoci che diedero spunto proprio all’ideazione di programmi che aiutassero una sorta di un’unificazione linguistico/espressiva, delineando così il contorno del baricentro della modernizzazione in Italia.

La tv degli anni ’50 ha, per andare incontro alle esigenze del pubblico, un basso indice di programmi dediti all’intrattenimento: la serata più importante era dedicata di venerdì sera al teatro. Sul finire degli anni ’50 la pubblicità esplora e conquista il nuovo mondo televisivo, ancora amatissimo oggi Carosello: la capacità di rendere la pubblicità una forma d’arte. Severe le regole che ne regolamentavano i passaggi. Il prodotto poteva essere pubblicizzato solo negli ultimi minuti della trasmissione, e mai la stessa scena poteva essere ripetuta: anche se il prodotto era sempre lo stesso la storia e la sceneggiatura dovevano cambiare. Oggi i contenuti pubblicitari, prodotti e riprodotti di continuo, ci entrano in testa come un  proiettile sparato a bruciapelo, ci troviamo a fischiettare una canzoncina associabile a quella o a quell’altra pubblicità, o a comprare un prodotto di quella marca perchè un noto personaggio ce ne parlava bene alla tv.

Spulciando bene la storia della televisone non possiamo non renderci conto di quanto le cose siano cambiate e di quanto, tale mezzo di comunicazione, sia una vera e propria cartolina illustrata dell’Italia che cambia: la chiave di volta sembra essere la modernizzazione che entra nella scatola nera avvolgendo le idee, le mode e i costumi degli italiani. Nel 1977 la tv si colora.
I canali sono ancora due sulla Rai, almeno fino al 1979, e Carosello, per motivi concorrenziali, lascia spazio ad una pubblicità molto simile a quella a cui oggi siamo abituati. Solo negli anni ’80 gli italiani avranno a disposizione diversi canali: la Fininvest di Berlusconi comincia a diffondere i suoi programmi, non più a livello locale, ma nazionale.

Molti sono gli studiosi che affermano che solo la tv, come mezzo di comunicazione di massa, è riuscita a far coincidere il proprio pubblico con l’intera società riconoscendo il cittadino come teleutente. Domani le cose cambieranno ancora. Non è lecito sapere se in meglio o in peggio, ma chi vuole chiarirsi un po’ le idee può partecipare ad un Forum Internazionale “Televisione. Quale Tv per i cittadini di domani?”, che avrà luogo dal 12 al 14 novembre 2010, presso l’Auditorium del Goethe-Institut di Roma, inVia Savoia, 15 ai tre giorni di dibattiti che rifletteranno sul ruolo della televisione come strumento per educare alla responsabilità e per promuovere i valori della cittadinanza attiva e della convivenza civile. Saranno presenti produttori, sceneggiatori, documentaristi ed esperti del settore televisivo di qualità in Italia e all’estero per affrontare il tema della produzione destinata a bambini e ragazzi. Passando in rassegna programmi, format, esperienze innovative, discuteranno delle sinergie possibili tra servizio pubblico televisivo e società civile. Il 12 novembre, giornata di apertura dell’evento, a partire dalle ore 10.00 con i saluti del Direttore del Goethe Institut di Roma Uwe Reissig, interverranno, fra gli altri, Mario Morcellini (Sapienza Università di Roma) e Mussi Bollini (Rai 3), con un focus specifico sul tema dei programmi di qualità per bambini e ragazzi.
Vi consigliamo di rimanere sintonizzati.

Per maggiori info:

www.goethe.de/ins/it/rom/ver/it6660344v.htm

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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