Quando il Daimon prende il sopravvento

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di Monica Bonora

fassio 1Esiste qualcosa, in ciascuno di noi, che ci induce a essere in un certo modo, a fare certe scelte, a prendere certe vie – anche se talvolta simili passaggi possono sembrare casuali o irragionevoli? Se esiste, è il daimon, il «demone» che ciascuno di noi riceve come compagno prima della nascita, secondo il mito di Er raccontato da Platone. Se esiste, è ciò che si nasconde dietro parole come «vocazione», «chiamata», «carattere». Ciò che Hillman definisce la chiave per la lettura del codice dell’anima.
Flavio Fassio, neo pittore torinese, ex informatico che unisce arte e tecnologia, ci racconta come il suo daimon, o meglio elefantino come ama definirlo lui, ad un certo punto della vita abbia preso il sopravvento.
In ognuno di noi, ci sono due elefanti. Uno piccolino rivolto verso West, l’esploratore. E uno più grande rivolto verso Est, l’Inamovibile.
L’esploratore non ama la routine ed è alla ricerca costante di novità. Irrequieto e sognatore cerca una via di uscita dal banale. E’ pieno di energia e di forza, piccolo ma tenace. Questa sua forza è inesauribile e sembra sia legata all’energia cosmica che è in ognuno di noi. Il piccolo elefante è a capo del nostro immaginario e lavora nel campo della fantasia per modificare i nostri orizzonti temporali. Da lui passano idee, sogni, ipotesi, domande, abbozzi di risposte, visioni, intuizioni. Una spinta a sperimentare la creatività. Ma nel nostro animo, c’e’ anche una presenza antagonista, più grande e più forte, rappresentata dal grande elefante. E’ l’inamovibile, la nostra parte d’animo che non vuole rischiare. Soprattutto non ama l’incertezza e non farà un passo senza avere prima ponderato pro e contro. Vive l’abitudine dei piccoli riti quotidiani e mangia la noia. L’inamovibile usa il cinismo per demolire ogni cosa, razionalizza in modo tombale ogni nuova idea e cerca di perpetrare all’infinito la routine della quotidianità come unica e possibile pratica di felicità . Inutile dire che i due elefanti nel nostro animo sono perennemente in lotta e l’esito della battaglia sembrerebbe scontato. E invece non è sempre così.
fassio 2Ecco se vi chiedete come mai io sia diventato pittore all’età di 55 anni, immaginatevi che il mio elefantino, l’esploratore abbia convinto l’inamovibile a seguirlo. Ma non chiedetemi come abbia fatto. Adesso so solo che tutti e due sono rivolti Ovest, e siamo tutti, loro ed io, alla ricerca di qualche cosa di nuovo

Questo racconto potrebbe essere una pagina del Piccolo Principe di Saint Exupery e ricorda una favola. Come ogni favola ha una morale e un finale.
Flavio Fassio lo ha trovato il suo talento nella pittura di trasformazione, nei Quadri- Files che sono il prodotto di una nuova tecnica, e nei video che da questi Quadri-Files produce. Video nei quali replica la sua esperienza visiva, di studio-incontro con un grande Quadro, trovato un giorno nel peregrinare al museo. Ha virtualizzato questa sua esperienza visiva che forse è un po’ quella di tutti, per riproporci attraverso i suoi video un nuovo modo di guardare al concetto di “Quadro“.
Flavio ha raccolto tutti questi suoi pensieri che ruotano intorno alla dematerializzazione del Quadro, in un progetto che ha chiamato: “Ceci n’est pas un “Quadro“.
fassio 3Lui usa la tecnologia, la virtualizzazione e la multimedialità per creare e si definisce un pittore/imbianchino digitale, artigiano della virtualizzazione e produttore di video dipinti a mano libera.
Nell’immagine di copertina un “selfie” fatto dal dentista con una “diga” in bocca. (Strumento che tiene la bocca forzatamente aperta). La Pittura di Trasformazione come questo Selfie, ricerca la verità delle cose e delle situazioni, il Manifesto sancisce il suo impegno ad essere fedele a questa linea. Ambiziosamente afferma “Voglio riportare ‘Senso’ nell’Arte Contemporanea”.
Possiamo ammirare i lavori di Flavio Fassio a questo link: http://www.flavio-manufatti-d-arte.it/

Prossimi appuntamenti:
Giornata Internazionale della Poesia
Torre Medioevale – Piazza Vittorio Veneto – Settimo Torinese (To)
21 marzo 2015 ore 18:00
22 marzo 2015 ore 14:30

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

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