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Indagini su un sentimento. I Tiromancino tornano a Roma

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Testo di Marina Capasso, foto di Serena De Angelis

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Ieri sera il concerto dei Tiromancino all’Atlantico di Roma si è aperto sulle note di Angoli di cielo, secondo singolo dell’album L’alba di domani del 2007, che ci invita a seguire noi stessi e la nostra vita, senza aspettare, ma vivendo a pieno il presente. Stessa intensità in Muovo le ali di nuovo del 2000 e in Un tempo piccolo del 2005, scritta e spesso interpretata con il grande Franco Califano. Numerosi i singoli che hanno scritto la storia del gruppo e ne hanno segnato i passi durante il loro lungo percorso artistico; Amore amaro, Per me è importante, Imparare dal vento, Amore impossibile, tutte meravigliosi inni all’amore, un amore sempre sofferto e molti casi straziante. Bella l’interpretazione di Immagini che lasciano il segno del 2014 che Zampaglione ha scritto e dedicato alla figlia Linda. Tanti gli amici e i fans a gremire la sala, con un calore ed un affetto radicato negli anni. Sul palco, insieme a Federico Zampaglione, chitarra e voce, il fratello Francesco Zampaglione al piano, tastiere, fiati e mandolino, Francesco Stoia al basso, Marco Pisanelli alla batteria e Antonio Marcucci alla chitarra elettrica. Ad arricchire la serata anche la partecipazione di Elisa che ha accompagnato Zampaglione in due brani e regalato al pubblico una versione molto rock della sua Labyrinth. Dopo una serie di bis la serata si chiude con un simpatico intervento sul palco di Max Giusti che ha intonato anche un pezzo del brano Due destini con cui la band ha chiuso la serata.
Hanno aperto il concerto i bravi The Lira e Claudia Megrè, reduce dall’esperienza di The Voice dello scorso anno.

Marina Capasso

Marina Capasso

Laureata in Scienze della Formazione Primaria e dottore di ricerca in Pedagogia della Formazione. Lavora come insegnante di sostegno nella scuola primaria. Appassionata di musica jazz.

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