Cannes 2015. Vincitori e vinti

image_pdfimage_print

di Caterina Ferruzzi

Anche la 68° edizione del Festival di Cannes si è conclusa e come sempre è stato incoronato il vincitore assoluto della manifestazione con la Palma d’Oro. locandina di Cannes

A poche ore dalla consegna del riconoscimento più importante, l’Italia, data per favorita con almeno due dei tre film in concorso, pareva essere già fuori dal Palmares, stando alle indiscrezioni.
E così è stato. Ad innalzare infatti l’ambito riconoscimento non è Nanni Moretti, ma nemmeno Matteo Garrone o Paolo Sorrentino, bensì Jacques Audiard con “Dheepan”, film pieno di sentimenti e molto attuale che aveva convinto, dopo la proiezione, sia il pubblico che la critica.

Il premio per la regia, consegnato da Valeria Golino, va a Hou Hsiao-Hsien per “The assassin”, mentre il Grand Prix speciale della giuria è stato attribuito all’esordiente regista ungherese Laszlo Nemes con “Son of Saul”.

Migliore interpretazione femminile va, ex aequo, a Rooney Mara per “Carol”, di Todd Haynes e a Emmanuelle Bercot per “Mon roi” di Maiwenn.

Rimane quindi a bocca asciutta la superfavorita Cate Blanchett (protagonista anch’essa di “Carol”) che pareva già avere, secondo le previsioni, questa importante onorificenza tra le mani.

Migliore interprete maschile è invece Vincent Lindon per “La Loi du Marché”.

Il vincitore del Premio per la Migliore Sceneggiatura va a Michel Franco per il film “Chronic” di cui è anche regista e il Premio della Giuria a “The Lobster”di Yorgos Lanthimos.

Oltre alle premiazioni più importanti ricordiamo anche il Caméra d’Or per la migliore opera prima attribuito a“La tierra y la sombra” del regista colombiano Cesar Acevedo e la consegna, dalle mani dell’attrice Jane Birkin della Palma d’oro alla carriera alla regista Agnès Varda. Già è avvenuta ieri invece la consegna di alcuni premi.
E’ stato dato infatti spazio e lustro alla sezione “Un certain regard” che, presieduta in questa edizione da Isabella Rossellini, ha visto vincitore il film islandese “Hrutar” (che significa “pecore”) del regista islandese Grimur Hakonarson. Film attento alle problematiche legate alla natura e ai valori universali.

La giuria ha deciso di premiare l’Italia con uno dei riconoscimenti minori, ma pur sempre interessanti. “Mia madre” di Nanni Moretti ha infatti vinto il premio ecumenico al Festival di Cannes, consegnato con la seguente motivazione: “Per la maestria e l’elegante indagine, impregnata di umorismo, sui temi dolorosi a cui la vita ci mette di fronte”.
Due menzioni sono state consegnate ad altrettante pellicole: “La loi du marché” di Stephane Brizé e “Taklub”di Brillante Mendoza. I premi della critica internazionale (Fipresci) sono andati invece a “Son of Saul” , “Masaan” di Neeraj Ghaywan e “La Patota (Paulina)” di Santiago Mitre.

Il sipario si è chiuso con vincitori e vinti, contenti e scontenti, come ogni festival comanda. Arrivederci quindi all’edizione del 2016.

 

 

 

Redazione

Redazione

Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *