Da Los Angeles a Napoli, surfisti d’arte sulla cresta dell’onda

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di Lidia Monda

Ben Brough, The Dusted Brain Riding Home From Work

Ben Brough, The Dusted Brain Riding Home From Work

Il mare è unico e bagna chiunque allo  stesso modo. È l’habitat più democratico che ci sia, poiché si concede, ma non prima di aver parificato tutti, riportandoci con una certa neutra severità alla nostra dimensione di bipedi inadatti al nuoto. Il mare insegna l’umiltà, ed è pura filosofia.

Il mare è MANA, “forza vitale” che lega dieci artisti e surfisti californiani che, a un certo punto del 2013, si sono riuniti alle Hawaii, e attraverso la sapiente regia della direttrice del Museo MOHA di Lancaster, Andi Campognone, hanno infuso vita ed energia a quest’avventura d’arte e sport.

 

dieci surfisti d'arte e due napoletani “California dreaming: tra Surf e Arte” è, infatti, il titolo di una mostra che si terrà dal 28 maggio al 10 giugno a Napoli, presso Villa di Donato. Curata da Cinthia Penna e dalla stessa Andi Campognone, la mostra ospita dieci artisti: Craig Skibs Barker, Casper Brindle, Ben Brough, Alex Couwenberg, Ned Evans, Steve Fuchs, Eric Johnson, David Lloyd, Ken Pagliaro e Alex Weinstein, che interpretano il tema del mare, ognuno a suo modo, con fotografie, dipinti cubisti o installazioni translucide. A essi si affiancano anche due artisti-surfisti napoletani, Rosario Guida e Dario Correale che cavalcano quest’onda con le loro opere.

Dario Correale, scultura in legno e rame cesellato

Dario Correale, scultura in legno e rame cesellato

Protagonisti anche di un docufilm  ‘MANA’, proiettato in loop ieri durante la serata inaugurale della mostra, questi surfisti d’arte giungono a Napoli, planando con le loro tavole da surf dalle onde della California fino alla nostra città, dove ci entusiasmano con la loro variopinta “Gioia di Vivere”, proprio come il celebre quadro di Matisse.

La mostra, inaugurata ieri sera a Napoli, si terrà dal 28 maggio al 10 giugno presso Villa di Donato, a ridosso del bosco di Capodimonte. Raccoglie opere coloratissime dai forti colori pop, moderni e informali che si mescolano in un meraviglioso ensemble con l’atmosfera settecentesca di Villa di Donato, un’impensabile perla nel centro storico di Napoli, ex casino di caccia borbonico una volta annesso al bosco reale. La location non è casuale, è, infatti, sede dell’Associazione culturale Art. 1307, che si occupa di promuovere l’arte a livello internazionale, creando un vero e proprio centro di smistamento di idee e ricerca. Un mecenatismo che promuova il nuovo in base ai meriti, e che non si basi sulla notorietà degli artisti è qualcosa che in questi tempi miseri non solo per la crisi, diciamolo, lascia piacevolmente colpiti.

Rosario Guida e la sua opera

Rosario Guida e la sua opera

E l’insieme di mostra e film lascia il segno, perché si respira l’odore del sole sulla pelle e il calore dell’amicizia trentennale che prima di tutto lega i dieci protagonisti di quest’avventura. Ma si spinge oltre, fino a tracciare una weltanschauung comune costruita sul valore dello sport e dello spirito di gruppo, sui temi del mare e della condivisione, sul senso del colore e della rappresentazione visiva. E come accade tra amici, in cui ci si ritrova su una piattaforma condivisa di valori profondi, così anche in questa mostra ritroviamo un comune basamento di valori, ognuno dei quali però interpretato poi in modo diverso da ciascuno dei dieci artisti, secondo la propria personalissima prospettiva.

Un’energia in costante fluttuazione. L’individuo che dà voce al gruppo. Il gruppo che dà voce all’individuo. Un movimento che viene e che va. Proprio come le onde del mare.

Eric Johnson, Swell Study

Eric Johnson, Swell Study

lidia monda

lidia monda

Giornalista incuriosita, avvocato perplesso, mamma senza dubbio. È Amministratore Delegato della sua famiglia – un marito e due figli, ingiustamente maschi- e nel frattempo che tutti diventano grandi (lei compresa) mescola di continuo le carriere alla ricerca dell’equilibrio perfetto. Ama libri, piante e animo umano. Tre cose uguali. Qualche anno fa le svaligiano casa. Lei inciampa nel giornalismo e finisce dentro Itali@Magazine e ai ladri, quasi quasi, va il suo sentito ringraziamento.

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