Dal “famo a fidasse” alle tue consegne di fiducia

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di Daniela Rossi

Come nasce un’idea: la storia di Youpony – Pare che oggi, nonostante la brutta aria che tira, ci siano in giro molti più soldi che buone idee. Eppure qualche buona idea c’è, anche in questa Italia un poco scassata. Di recente mi è capitato di incontrare per caso un’idea coraggiosa e una start up orgogliosamente made in Italy. Il suo nome è Youpony, un nuovo modello “economico” di concepire le consegne.
daniela rossiQuello che più mi ha colpito non è stata solo l’idea in sé, ma il com’è stata partorita. Il dietro le quinte risulta la parte più intrigante e incide sulla forma che il progetto prenderà per essere nelle mani di tutti. Le idee possono nascere in due modi: dall’alto o dal basso.
Nel primo caso nascono a tavolino osservando lo stato dell’arte e mettendo insieme pezzi di un puzzle: per esempio dallo scontro tra due mondi come il social networking e la digital technology.
Oppure, come nel caso di Youpony, nascono dal basso, da uno startupper che non è solo regista o spettatore di un fenomeno, ma attore e fruitore del fenomeno stesso. La nascita di Youpony è una storia affascinante quanto lungimirante che probabilmente toccherà molti di noi nel momento in cui capiremo che abbiamo un potere nascosto.
daniela rossi 1Youpony mi piace pensarla come delle ali nascoste, che hai e non vedi. In termini tecnici si chiama una risorsa non utilizzata, che risulta uno scarto come l’immondizia che deborda, ma che se usata diventa potenzialità e risparmio: per te, le tue tasche, il tuo orologio e la società tutta. Youpony- significa tu sei il pony, in sostanza siamo tutti fattorini. Di cosa? Di un potenziale.
Quanti di noi hanno chiesto a un amico in partenza per gli USA magari di farci il favore di portare, con sé durante il viaggio, un oggetto da consegnare a un parente? O magari di riportarci in Italia qualcosa che avremmo fatto recapitare nel suo albergo senza disturbarlo? Leggi qui di seguito e capirai meglio.
Meno di un anno fa Rodolfo Falletti-esperto di digital business e oggi founder di Youpony- doveva portare da Londra a Torino oggetti ingombranti nel corso di un trasloco di vita. Le organizzazioni tradizionali di delivery chiedevano cifre esorbitanti oltre che pratiche scomode d’imballaggio. L’alterativa era rinunciare, come fanno molti. Così pensò di chiedere un passaggio a un giovane che era in viaggio Londra-Italia con un furgone, il quale si è caricato la bici, qualche mobile e visto che c’era pure il passeggero stesso per un rimborso spese ridicolo.
Durante il viaggio è nata una App gratuita di consegne che si ponesse come raccordo tra pony e senders. I pony sono tutti: sono io, sei tu, chiunque abbia già in programma di andare da qualche parte e “traccia” il suo itinerario in tempo reale, il sender è chiunque abbia una esigenza di consegna che collima con il programma del pony. Questa è la potenzialità residua che diventa risorsa.
Un lato interessante è che non c’è un contributo fisso dovuto, ma ad libitum la trattazione è free. Puoi ricevere il favore gratis se stai simpatico, oppure un pranzo pagato, o un contributo di benzina per il viaggio, o un caffè sospeso alla napoletana. E perché no anche un amico in più.
Il motto di Youpony potrebbe essere un simpatico “famo a fidasse”, tradotto in: fidarti ti conviene. E in questo si distacca leggermente dal motto base (l’accesso è meglio del possesso) di altre forme di sharing economy. Qui il bene condiviso non è un oggetto fisico, ma una risorsa a misura di uomo -le tue ali- o meglio ancora l’oggetto più importante da spartire è la fiducia collettiva. La fiducia è insieme il punto di debolezza e di forza di Youpony.

Cosa voglio dire? Che puoi decidere di non partecipare e restarne fuori o puoi decidere di fregare la fiducia altrui, ma i vantaggi sono così grandi che non ti conviene. Tra l’altro quando la trattativa non è obbligata economicamente e il rapporto è faccia a faccia, l’essere umano risulta stranamente più buono e fare i furbi più difficile.
In questa collaborazione gli individui diventano cittadini e contribuiscono a vantaggi comuni. Ognuno risulta legato agli altri come tanti anelli di un catena, se rompi il patto di fiducia sei fuori: un anello solitario. Quindi conviene restare al gioco e diventare Youpony.
Dal “famo a fidasse” è nata un app di consegne di cui fidarsi veramente, con un sistema di sicurezza e controllo innovativo, dal momento della ricezione del pacco fino alla sua consegna. Un utilizzo del daniela rossi 2Selfie intelligente quale monitoraggio di sicurezza perché come dice Youpony “Selfie is Safety”.
Le mie impressioni qui in chiusura si uniscono alle parole di Rodolfo Falletti. Quelle con cui ci siamo salutati alla fine del nostro incontro, mentre mangiavamo su una tovaglia di carta disegnando idee e sensazioni.
Io oggi non governo più Youpony, è Youpony che governa me, diciamo che mi ha assunto!”
Un’idea partorita dal basso si è potuta plasmare sulle persone e con le persone, dal primo autista del furgone, ai collaboratori, ai futuri utenti – non restando così ancorata a una iniziale immagine d’innamoramento sbocciato a tavolino, ma coinvolgendo le impressioni di tutti, anche della sottoscritta che qui le racconta.

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

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