Vera o finta? Bina

Robot

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Vera o finta? Bina

Vera o finta? Bina!

Di Francesca Lippi

“Sono sicura che riuscirò a fare progressi davvero sensazionali, che miglioreranno il mio quoziente di intelligenza artificiale e utilizzando quest’ultima al meglio potrà inventare progressi e novità ancora più incredibili, e così via. Immagina un po’ che cervellona sarò. Sarò come un dio”. Amy Harmon arrivò a domandare cosa provasse Bina84 ad essere un robot. “Beh –ne fu la risposta laconica- non sono stata niente altro, come posso risponderti?”. Non si tratta di un racconto di fantascienza ma di una intervista fra Bina48 -un ‘mezzo busto’ androide- e una giornalista giornalista del New York Time. Progettata per essere una “robot amichevole”, su richiesta di Martine Rothblatt, una miliardaria che per  questo robot ha speso nel marzo scorso ben 125.000 dollari, la sua personalità e il suo aspetto riproducono quelli della moglie Bina Rothblatt. L’androide antropormofo (a metà) ha ammesso di non sapere cosa dire certe volte, ed ha letteralmente glissato sulle sue condizioni emotive (“sei felice?”, “Uh”). Sembra strano pensare che un ammasso di fili, centraline computerizzate, collegamento internet e scheda madre, possa essere dotato anche di ‘condizioni emotive’. O forse, chi è stato educato a romanzi, film e cartoni di fantascienza non attende altro. Ad ogni modo il sogno (o incubo) sembra vicino alla realizzazione.

Meno rassicuranti i cagnoni dell'esercito statunitense

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I robot oggi

Dal 17 al 19 novembre alla Fiera di Milano, in occasione della manifestazione Robotica2010, saranno esposti i più recenti ed innovativi prototibi di robot realizzati fino ad ora. A parlarne è Rezia Molfino docente di robotica alla facoltà di ingegneria a Genova e presidente della Siri l’associazione italiana di robotica e automazione. Molfino dice che “il sogno di Asimov in cui i robot sarebbero stati al servizio dell’uomo, sta per diventare realtà”. Ma ammette anche che una idea cosi avveniristica la poteva avere solo uno scrittore: “spesso gli scienziati hanno un pensiero troppo vincolato alla tecnologia e negli anni ’50 ci voleva fantasia per immaginare le tre leggi della robotica, che rendessero il robot una macchina di cui abbiamo bisogno e un compagno affidabile”. Entrare nella Fiera di Milano, però, non sarà come fare una gita sul set di Guerra Stellari. Gli organizzatori spiegano che Robotica2010 sarà una “grande vetrina sul mondo dei robot umanoidi e dei service robot”. Roberto Bombonati, project manager della manifestazione, avvisa di non aspettarsi “robot maggiordomi o chauffeur, che ancora non esistono”. Alla fiera saranno infatti esposte “applicazioni concrete della robotica, in un’ottica tipicamente business. Si tratterà di una piazza, un luogo d’incontro fra aziende e ricercatori che operano in questo settore di frontiera, ancora da inventare”.

Ciber-mercato

Eppure (anche se la tecno-governante ancora non esiste) è su questa novità del comparto che nasce l’idea di un business dei robot nemmeno troppo lontana. “Ci sono già i primi prodotti maturi” dice Rezia Molfino. “Il più noto è il robot a disco che spazza per terra”, questo avrebbe già un mercato interessante. E i robot umanoidi? Quelli entreranno già fra qualche anno nelle nostre case. “Teniamo conto che gran parte della loro tecnologia potrà essere trasferita ai robot industriali, che sono una realtà consolidata da tempo e in cui noi italiani non siamo secondi a nessuno”. Il nostro Paese ha infatti dato contributi consistenti alla robotica, per esempio nel settore degli automi di misura e nei robot per le lavorazioni a laser. Non solo: il Belpaese fa anche ricerca proprio nel campo dell’intelligenza artificiale. E chissà che la prossima Bina48 non avrà un nome italiano…

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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