Donne, motori e pregiudizi…

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Secondo un’indagine condotta recentemente da Direct Line, nota compagnia assicurativa online italiana, il 37% degli italiani pensa ancora che la donna al volante sia fonte di potenziale pericolo, a donne1dimostrazione del fatto che certi pregiudizi sono duri a morire, soprattutto a fronte dei dati riportati nelle statistiche ufficiali, che smentiscono invece categoricamente la presunta maggior pericolosità del ‘gentil sesso’ alla guida della propria quattroruote.

Insomma, nonostante la storica decisione della Corte di Giustizia della Comunità Europea, che nel 2011 ha finalmente sancito l’illegittimità dell’odiosa maggiorazione nel premio assicurativo prevista per le donne proprietarie di autoveicoli, il secolare pregiudizio contro le donne alla guida, tanto radicato quanto infondato, e indipendentemente dal fatto che si tratti di chiacchiere da bar o forum di discussione su internet, interessa alcune situazioni tipiche che meglio di altre rappresentano il timore degli automobilisti uomini di essere vittima di azzardate manovre ‘in rosa’. Vediamone alcune: tra le cause che spingono alcuni a individuare un chiaro pericolo che ha a che fare con la ‘presenza rosa’ sulle strade vengono citate fantasiose manovre di parcheggio, la scarsa preoccupazione per la manutenzione dell’auto e l’andamento incerto (causa – questa sì – di circa il 2% dei sinistri stradali, ma senza alcuna significativa correlazione donne 2con il sesso del conducente); le donne, secondo quanto rivelato dagli intervistati, sarebbero pericolose anche perché vanno troppo piano, e perché quando frenano, lo fanno troppo bruscamente.

Il 45% degli intervistati, piuttosto provocatoriamente, conclude che l‘unico modo per sfatare il celebre mito ‘donne al volante, pericolo costante’ è quello di dimostrare coi fatti di essere migliori alla guida; in merito a questo punto, è d’obbligo un invito a riaprire i libri di storia, per rendersi conto che molto è già stato fatto, come emerge da un’interessante cronistoria in cui vengono ripercorse le principali tappe ‘al femminile’ nella storia dell’automobilismo. Sapevate, ad esempio, che lo specchietto retrovisore e il tergicristallo sono stati inventati da donne? E soprattutto, che il primo viaggio automobilistico della storia venne realizzato nel 1888 da Bertha Benz alla guida del prototipo costruito dal celebre marito Carl, considerato il padre dell’automobile? Tenetelo bene a mente, la prossima volta che avrete la tentazione di fare facili battute.

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Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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