Don Giovanni. Molière nella versione firmata da Alessandro Preziosi

di Caterina Ferruzzi

Tra tutte le commedie di Molière il “Don Giovanni” si distingue per l’atipicità rispetto alle altre opere del commediografo francese. Alessandro Preziosi, che è anche protagonista di quest’opera, firma una regia che risente della sua esperienza cinematografica e televisiva. PREZIOSI_DonGiovanni
Lo si capisce fin dal principio quando le immagini proiettate prendono posto in scena. Niente scenografie tradizionali, ma grazie alla tecnologia anche i cambi scena, le entrate e uscite dei personaggi diventano elementi cinematografici integrati però perfettamente al testo teatrale.

La storia forse è nota a molti, ma è d’obbligo un breve riassunto. Don Giovanni è un seduttore privo di scrupoli che si infatua, inganna e disonora tutte le donne che incontra sul suo cammino senza però mai innamorarsene ed amarle veramente. Gli piace infatti illuderle e sentirsi soddisfatto della sua conquista per poi passare alla “preda” successiva. Donna Elvira, la donna che don Giovanni ha abbandonato dopo averla sedotta e portata via dal convento in cui aveva preso i voti, lo vorrebbe redimere, ma i suoi tentativi sono vani. Don Giovanni è infatti fondamentalmente un uomo molto solo che nel suo essere cinico e manipolatore di sentimenti cerca affermazione per se stesso. Alla fine del tempo che gli è concesso sulla terra, rifiutando la misericordia divina, condanna se stesso e i vizi che incarna. E’ la fine per Don Giovanni e anche il fedele servitore, che tanto ha provato a redimere il proprio padrone, rimane vittima dell’individualismo arrogante del protagonista.

Alessandro Preziosi impersona un Don Giovanni sopra le righe, con una recitazione spesso esagerata in modi e toni che possono talvolta, volutamente o no, infastidire lo spettatore. Degno di lode è sicuramente la presenza in scena di Nando Paone nel ruolo del servitore Sganarello. L’attore, noto al grande pubblico cinematografico per alcuni ruoli in pellicole anche importanti e di successo (un paio che possiamo ricordare sono “Reality” di Matteo Garrone e “Benvenuti al Sud”con Claudio Bisio), sa stare perfettamente sulla scena e indossare gli abiti del suo personaggio. Un’interpretazione sempre equilibrata, anche quando potente, che viene premiata al termine con i lunghi applausi del pubblico del teatro Toniolo di Mestre, dove ho seguito lo spettacolo. Le versioni del mito di Don Giovanni sono davvero molto numerose così come non si contano le tante rappresentazioni teatrali che hanno visto protagonista questo seduttore, la cui fortuna letteraria è iniziata nel 1630 quando Tirso da Molina scrisse il “Burlador de Sevilla”.
La tradizione è poi continuata nella Commedia dell’Arte italiana che è stata per Molière di ispirazione per costruire un suo personalissimo Don Giovanni, personaggio raffinato e non banale donnaiolo, cinico, dissacrante e palesemente contrario alle convenzioni sociali del tempo fino addirittura a non farsi scrupoli e burlarsi anche della religione.

Da un punto di vista strettamente produttivo il “Don Giovanni” di Preziosi continua una tipologia di allestimento teatrale che come nei precedenti “Datemi tre caravelle”, “Amleto”, la “Dodicesima notte” e “Cyrano”, unisce l’ utilizzo di un apparato tecnologico che comprende l’uso di videoproiezioni e altre soluzioni multimediali innovative, ma sempre contestualizzate, con la direzione degli attori sul palcoscenico.

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