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Forever Heroes

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di Marina Capasso

10 gennaio 2016 muore David Bowie. Poliedrico e trasformista artista inglese, ha accompagnato con la sua musica rivoluzionaria intere generazioni e trasformato in modo viscerale non solo la musica rock, ma anche il modo di esibirsi e di donarsi al pubblico giocando con la propria identità. 7Attraverso le celebri impersonificazioni, Ziggy Stardust e il Duca Bianco, Bowie ha inciso album leggendari come Space Oddity del 1969, The Man who sold the world del 1970 e The Rise And Fall Of Ziggy Stardust And The Spiders From Mars del 1972. Bowie era malato da tempo, ma evidentemente non si è arreso, se non dopo aver lasciato il suo testamento al mondo intero, l’ultimo album “Blackstar” uscito due giorni prima di morire, nel giorno del suo sessantanovesimo compleanno. La notizia ha fatto in un attimo il giro del mondo, arrivando a toccare la sensibilità dei fans più accaniti, ma anche di chi lo conosceva per la sua universale fama. Quello che suscita così tanta vicinanza, quello che rende così partecipi in questo avvenimento, non è solo la scomparsa di uomo o di un artista che comunque, con la sua immensa produzione musicale, resterà sicuramente immortale. Quello che coinvolge emotivamente e che forse in fondo ci spaventa di più, non è la morte di un uomo, quanto la scomparsa di un altro “mito”. Appare sempre più radicata, soprattutto tra le ultime generazioni, la mancanza della coraggio e la reale capacità di controvertire l’arte e le sue molteplici espressioni, ancorati sempre più saldamente a ciò che deriva dal passato e dai feticci in esso creati. david-bowieSembra che le ultime generazioni abbiano smesso di creare nuovi valori, ma soprattutto di credere in sé stessi; una sorta di crepuscolo degli idoli in chiave moderna, che condurrebbe verso la sedimentazione dei vecchi miti e all’incapacità e di conseguenza all’impossibilità di crearne di nuovi. Sta di fatto che negli ultimi tempi Dio o chi ne fa le veci, ci stanno mettendo a dura prova, scegliendo tra i migliori artisti a disposizione. Forse proprio per capire se siamo in grado di crearne di nuovi? Quello che è certo e che se un Dio esiste, ha sicuramente buon gusto in fatto di musica!

Marina Capasso

Marina Capasso

Laureata in Scienze della Formazione Primaria e dottore di ricerca in Pedagogia della Formazione. Lavora come insegnante di sostegno nella scuola primaria. Appassionata di musica jazz.

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