Caravaggio, non solo maledetto

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di Valeria Ferraro

Proseguono gli “Incontri con Caravaggio” all’Auditorium del Museo di Capodimonte di Napoli. In queste occasioni si ha spesso la fortuna di incontrare illustri studiosi, che si ascoltano come la favola più bella, la più soave delle melodie, sulle note di magistrali colpi di pennello.

Questa volta a svelarci il Caravaggio è stato Claudio Strinati, musicologo, grande studioso del pittore lombardo e ideatore dell’ultima grande mostra commemorativa a lui dedicata alle Scuderie del Quirinale a Roma fino allo scorso giugno.

Decollazione di san Giovanni Battista

Colpito dal titolo della manifestazione, il professore si rivolge e ci rivolge la domanda: “ Se avessi una macchina del tempo, dove mi recherei per incontrare il Caravaggio? In quale luogo avrei maggiori possibilità di trovarlo?

Probabilmente non nella sua città d’origine, nei pressi di Milano ma certamente a Roma, dove il pittore giunse  ancor prima del 1590; forse non in uno dei tanti cantieri aperti allora in città, dove gli artisti gareggiavano anche con il livello dimensionale delle opere; non nello splendore di una corte, e nemmeno in una tradizionale bottega…

Dunque in nessuno dei luoghi deputati all’arte, ma osterie, cantine in cui poter giocare d’azzardo, e tutti i luoghi più congeniali ad una sciagurata bohème di miseria, di disordine e di malattia.

Ritroveremo allora il tanto affascinante pittore maledetto, tanto amato ai nostri tempi sì per il genio, ma soprattutto per la sregolatezza.

Ma se scendiamo dalla nostra macchina del tempo per avvicinarci alle opere,

Non c’è senso di maledizione che possa attraversarci difronte al lirismo di un angelo che suona luce bianca che si diffonde mentre una madre stanca stringe il suo bambino; troveremo solo intensità nel dipingere con tanta insistenza (o sete di giustizia) le opere della Misericordia…e come si chiama, se non “misericordia”, il pugnale della Decollazione del Battista?

Il Merisi trionfa col tema della bontà e della misericordia e quando il tema non è questo, si stacca dal sublime e allora grida di pietà e paura risuonano ogni volta, benché soffocate nel buio, nell’autobiografica Davide e Golia.

Solo chi conosce il dolore desidera tutta la vita la vera umanità, umanità conosciuta e descritta, come ricorda il prof. Strinati, non più con la precisione della memoria, lenticolare e fiamminga, ma con la precisione che è precisione della vita in sé, vita e arte che come la storia per il Manzoni, è guerra contro il tempo.

Ed ecco che Strinati fa conoscere un nuovo Caravaggio, che nella sua corsa contro il tempo versi il perdono, trascurato, respinto e perseguitato, si chiude in un mondo di esasperata sensibilità, forse morbosa, ma certo umanissima e non solo maledetta.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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