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A Venezia, Collezione Peggy Guggenheim presenta: “Postwar Era: una storia recente. Omaggi a Jack Tworkov e Claire Falkenstein”

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Di Marzia Santella.
Porsi di fronte ad un’opera d’arte rappresenta un colloquio intimo e muto tra artista e visitatore, perpetua ed immortale l’Arte suscita e provoca, scatena ed incute a prescindere dal visitatore che ne sappia cogliere l’impeto artistico, il messaggio e il non messaggio. A Venezia, alla Collezione Peggy Guggenheim, da poche ore, si è aperta la mostra, che proseguirà fino al 4 aprile: Postwar Era: una storia recente. Omaggi a Jack Tworkov e Claire Falkenstein. Curata da Luca Massimo Barbero, l’esposizione costituita da 90 opere spazia in 11 sale per raccontare, attraverso una personale chiave di lettura, l’arte americana ed europea dal secondo dopoguerra al 1979. Barbero ha realizzato una ricercata selezione delle opere, alcune raramente esposte: accostate, per gruppi, in base al tema, allo stile, alle affinità seguendo una cronologia meno classica che va al di là dei movimenti e delle tendenze artistiche.
New York, dagli anni ’30, diviene sempre più meta di artisti a causa della drammatica situazione politica ed economica europea. Nel contesto della vivacità artistica della città americana, un gruppo di artisti darà vita all’Espressionismo Astratto. Il loro interesse per il gusto creativo, espressione intima dell’artista che raccoglie dai surrealisti la creazione spontanea e l’interesse per la forma astratta. L’affermazione internazionale di questa corrente sposta, di fatto, il primato artistico nel nuovo continente. Proprio l’Espressionismo Astratto di Willelm De Kooning, William Baziotes, Robert Motherwell e Rchard Pousset-Dart, apre il percorso della mostra proponendo una sala dedicata a Jack Tworkov (1900-1982) artista americano di origine polacca. Ammirerete di fronte una ricca serie di lavori su carta e 5 dipinti su tela che suscitano profonde riflessioni sulla figura della donna d’ispirazione espressionista astratta. Tworkov conosce De Kooning durante gli anni ’30 ed i due artisti, che divennero amici, nel corso degli anni esplorarono un trattamento cubista-espressionista della figura umana muovendo forme più astratte e una maggiore gestualità.
L’effetto dell’arte americana sull’astrazione informale in Europa, con la ricerca su materia, gesto e segno di artisti italiani come Afro, Pietro Consagra, Bice Lazzari, Giuseppe Santomaso, Toti Scialoja, Emilio Vedova, costituisce il proseguimento della narrazione. Un approfondimento è dedicato a Carlo Ciussi che nella pittura esprimeva una geometria accordata ad una personale interiorizzazione della forma vista come immagine possibile della materia cosmica nel suo continuo divenire. La Collezione Guggenheim presenta una selezione meno nota di alcune opere del secondo dopoguerra inglese: pittori come Alan Davie e Graham Sutherland e scultori tra cui Kenneth Armitage, Reg Butler e Leslie Thoronton. Presente anche una selezione di opere di Mirko Basaldella.
A Clare Falkenstein, autrice del cancello di metallo e vetro che accoglie i visitatori del museo che la stessa Peggy Guggenheim le commissionò nel 1960 e restaurato in occasione della mostra da Save Venice Inc, è dedicato un omaggio. Eletta dal critico Tapiès tra le grandi scultrici del XX secolo, regina dell’ “art autre”, l”artista ha rivelato, attraverso le sue opere, un interesse innato per le infinite possibilità date dal caso e dalla libera scelta nel processo della creazione artistica. Claire Falkenstein, affascinata dalle teorie fisico- matematiche di Einstein, sviluppò una forma di espressione artistica basata sulla relazione tra materia e spazio.
La mostra è resa possibile grazie al sostegno di Intrapresae Collezione Guggenheim, della Private Bank BSI e della Regione Veneto con la collaborazione del Corriere della Sera.
Anche quest’anno il museo partecipa al Carnevale di Venezia 2016 “Creatum, ovvero delle arti e delle tradizioni” con un ricco calendario di visite guidate e laboratori per bambini.
COLLEZIONE PEGGY GUGGENHEIM, VENEZIA - SPAZI MUSEALI ESTERNI - C _MG_5182 _MG_5200 (1)Nel 2015 il museo ha battuto un nuovo record di presenze: quasi 500mila, e si appresta a batterlo nuovamente nel 2016. Oltre a Postwar Era, infatti, si aprirà dal 23 aprile al 19 settembre: Nuove immagini dell’arte italiana-1960-1969 e dal 12 novembre al 14 marzo 2016 “Omaggio a Tancredi”, tutte curate da Luca Massimo Barbero.

Marzia Santella

Marzia Santella

Laureata in Scienze Politiche, è scrittrice di romanzi e giornalista pubblicista. Collabora con Itali@ Magazine e con il quotidiano La Voce di Rovigo. Tratto distintivo: una passione sfrenata per l'arte, la musica e la fotografia.

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