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“A modo mio”: Kempes Astolfi racconta i suoi sogni

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Siamo andati a trovare Kempes Astolfi, scrittore, regista e soprattutto ideatore del movimento ‘KomeSto?’.

“A modo mio” è un concetto che ribadisce spesso, nella nostra chiacchierata a tutto tondo sul mondo nel mondo dell’intrattenimento.

Abbiamo fatto con Kempes una lunga ed interessante chiacchierata.

Kempes notiamo con piacere che tua popolarità è in continua crescita. Lo certificano anche i followers su social come twitter, instagram, facebook… Dove vuoi arrivare?kempes

Non esageriamo. Non penso di avere fatto così tanto. Certo, sono sulla giusta strada; e poi non è che la popolarità virtuale sia l’unica via che ‘certifica’ chi siamo. Ci sono tanti artisti di valore non così seguiti sui social.

Anche se oggi, dire ‘io ci sono’ con questi mezzi è sicuramente più facile; poi, bisogna sapere cosa si vuole, cosa dire, come dirlo…

Tre libri in meno di due anni, il primo film come assistente alla regia per non parlare di ‘KomeSto?’

Certo, bene! Sono fiero e orgoglioso, ma quello è il passato. Ora sono pronto per nuove sfide, a modo mio.

Cosa intendi per ‘a modo mio’?

Intendo che ho sempre creduto nella bellezza delle mie idee, e con tutto l’entusiasmo di cui sono capace ne ho parlato a tutti, lavorando duramente per mettere in pratica ogni sfaccettatura. Tutta questa continuità di rendimento è dovuta all’esperienza che ho avuto con ‘KomeSto?’ che mi ha aperto non porte, ma portoni. In questi anni, negli incontri, gli eventi live e tutto ciò che ho mosso, compresa l’ex azienda di famiglia, ho visto più di 1 milione di persone.

Più gente incontri, più dai contenuti, emozioni, sentimenti, e più acquisisci qualcosa da loro.

Parlaci del progetto ‘KomeSto’? In che maniera ti ha aperto queste opportunità?

‘KomeSto?’ è il mio fiore all’occhiello. Il sito, ora in restyling, nato nel 2004 ha di base lo sviluppo della creatività fotografica e letteraria in un’unica opera: uno scatto di almeno una persona con le braccia aperte ed un titolo creativo a scelta che segue l’espressione ‘Come Sto’, evolutasi in ‘KomeSto’. Gianluca Massera è stato ed è la parte tecnica, io tutto ciò che riguarda contenuti ed idee. E proprio quel mio parlarne con entusiasmo ha portato il sito ad evolversi con calendari, eventi live ed un brand.

Eventi live e calendari sono stati dunque il suo trampolino di lancio.

Posso dire di sì. In pratica ho inventato un format dinamico e creativo. Dieci anni fa il primo evento live, ma il boom è avvenuto alla notte rosa di Rimini, nel 2008 con oltre cinquemila presenze. Lì abbiamo capito che potevamo andare lontano: le persone partecipano attivamente e sono incentivate ad utilizzare lo strumento della creatività. Oltre girare in tutta Italia abbiamo fatto diverse tappe all’estero; e quest’anno per il decennale abbiamo in serbo molte sorprese. I calendari sono stati lo strumento che ha premiato tutte le persone che hanno partecipato negli anni, gratificandole e ampliando il movimento in tutto il mondo.

Si può dire che il tuo settore è l’intrattenimento?

Corretto. Io sono nato per emozionare le persone. A modo mio, come dicevo prima: con i miei libri, coi miei film, con una frase. Amo intrattenere, assolutamente.

Tre libri di genere completamente diverso: un romanzo, una raccolta di aneddoti sul calcio, e una storia paradossale sui gatti. Come mai questa singolare scelta?

Perché in tutto quello che faccio ci sono punte di singolarità! Scherzi a parte, è stato un misurarmi continuamente, sempre nel campo dell’intrattenimento. Passare da un tema profondo come ne ‘L’Abbraccio Perfetto’, a situazioni più leggere come ‘An.Cu.Gio.Ca.’ o ‘Cosa pensano i Gatti Italiani dei Felini Stranieri’ è stata una sfida per me; mi domandavo ‘posso essere poliedrico nel narrare storie’? Ci sto provando, e mi sta riuscendo.

Stai scrivendo altro?

Certo due libri. Uno formativo ed un altro romanzo, che penso sarà la mia nicchia principale alla lunga.

Sei anche speaker radiofonico da qualche tempo.

Sì, ho avviato un progetto su Silver Music Radio dove si parla di creatività a tutto tondo. Nella trasmissione ‘KomeSto Creativo’ parliamo di contenuti mai banali, volti a dare un contributo reale e un arricchimento di informazioni a tutti coloro che ci ascoltano. Un talk show radiofonico con ospiti sempre interessanti che hanno molto da dire. Sono stato a Dubai per lavoro e ho messo in stand by la trasmissione, ma siamo tornati la settimana scorsa con una puntata speciale: ‘(come gestire) un Exploit Mediatico’.

E il cinema?

Il cinema è la branca dell’arte comunicativa a cui ambisco di più e a cui sto lavorando di più. Dopo il diploma alla Scuola delle Arti, numerosi corti e videoclip, questa estate ho lavorato come assistente alla regia al film ‘On Air, Storia di un Successo’ di Davide Simon Mazzoli, distribuito da Medusa. Dal 31 marzo al cinema, mi raccomando, andatelo a vedere! Sarà un film che farà parlare di sé.

A quando un tuo film?

Presto, molto presto. Col produttore Daniele Gramiccia abbiamo già avviato e gettato le basi per  un grande progetto, che sarà la mia opera prima.

kempes1Anticipazioni?

Non per scaramanzia, ma al momento debito saprete anche questo. Ora non posso sbilanciarmi.

Anche se sbilanciarti è sempre stata una delle tue caratteristiche.

Verissimo. Sono sempre stato io a mettermi in gioco con tutto me stesso e il primo a parlare delle mie idee, perché ho scoperto che più ne parli più le rendi vive, reali.

Molti potrebbero pensare che è un processo difficile, ma è un meccanismo che una volta imparato è facile ripetere.

In che senso?

Intendo che le idee le abbiamo tutti, e vivono nella nostra testa. Solo il fatto di averla concepita diviene un pensiero: quindi è già realtà. Come un fuoco, più la alimenti, più ne parli dentro e fuori te, più inizierai a vedere soluzioni e idee creative per realizzarla. Quando le persone vedono questa scintilla, ecco che si accende la luce. Il passo successivo è la perseveranza, la tenacia nell’alimentare quel lume. Sta poi a noi decidere se diventerà un fuoco ardente o un lumicino. Molte persone generano idee sotto forma di piccoli, splendidi lumi, e le spengono subito. Se sapessero cosa si può ottenere perseverando…!

Cosa ti senti di dire a chi decide di iniziare un percorso artistico?

Non mollate mai, aumentate i giri e la velocità del vostro pensiero. Più andate veloce più vedrete cose con la mente e con gli occhi, sconosciute ai più. E sono tutte lì a portata di sorriso.

Di sorriso?

Certo. Un sorriso è un pensiero che può attraversare lo spazio, il tempo e può fare la differenza. In ogni caso sorridete spesso. E se qualcosa non va come avevate pensato ma siete determinati a raggiungere l’obiettivo, imparate dai vostri errori e aggiustate il tiro. A volte più si sbaglia e più si inizia a capire come e dove migliorare.

Ti senti di ringraziare qualcuno per dove sei ora?

Dovrei dirti tutte le persone, nel bene e nel male che ho incontrato da quando ho acquisito consapevolezza che insieme si può fare la differenza. Quindi più di un milione almeno!

Qualche nome?

Mia madre, Gianluca Massera, Daniele Gramiccia… La lista è davvero lunga. Se penso a Stefano Donato, Andrea Donato, Giulio Cesare Pacchiarotti, Eleonara Baliani, Anna Zanetti, Enrico Maria Falconi, Federico D’Alessandris, Raffaele Sampieri, Alessio Follieri, Alfredo Mazzara, Francesco Vigliarolo, Marco Racchella… non riuscirei a ringraziare tutti coloro che vorrei: sono tutte le persone che mi stimano che alimentano il fuoco delle mie idee, delle mie visioni. A modo mio.

A modo mio sembra una frase ricorrente nei tuoi pensieri. C’è dell’altro da aggiungere?

A modo mio, senza svendermi, là dove ho sempre creduto in quello che faccio. A modo mio nel trovare la mia via, unica e originale per fare i goal che mi sono prefissato. E aggiungo che tutti siamo originali, artisti, creativi. Basta trovare la propria, di via.

 

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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