Sovrappopolazione, il futuro dell’Africa dipende dalle donne

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sovrappopolazioneNel 2100, secondo le Nazioni Unite, la popolazione mondiale toccherà gli 11,2 miliardi. Oggi siamo 7 miliardi. La crescita si concentrerà in Africa, dove la popolazione passerà da 1,2 a circa 4 miliardi. La media globale di fertilità è di 2,5 figli per donna, in Africa 4,7. Qui metà della popolazione è formata da bambini e ragazzi.

La crescita demografica, esaltata come segno di vitalità, contribuisce a deprimere la situazione dei paesi in via di sviluppo per quattro ordini di motivi, ricorda Nature. Il degrado ambientale, con consumo di risorse e inquinamento a causa di urbanizzazione, sete di acqua e fame di terre. Oggi mezzo miliardo di africani vive in metropoli circondate da slums: nel 2050 saranno 1,3 miliardi. Inoltre, servizi e infrastrutture diventano carenti per una popolazione in crescita e non favoriscono l’occupazione. Le donne, costrette a più gravidanze, rischiano la vita e hanno poche possibilità di affermarsi. La sproporzione di giovani disoccupati fomenta tensioni sociali, instabilità politica e criminalità. Oltre a tutto ciò, l’esplosione demografica spinge più persone a migrare, anche verso i paesi occidentali. O a morire provandoci. Secondo statistiche citate da Scientific American, il 37% dei giovani adulti dell’Africa sub-sahariana vorrebbe trasferirsi all’estero.

Per invertire la tendenza, è fondamentale garantire alle donne accesso a istruzione, diritti e contraccezione. Nelle zone dove sono stati introdotti programmi di family planning hanno più libertà e i figli crescono meglio. Oggi in Africa solo il 29% delle donne sposate ricorre alla contraccezione, negli altri continenti almeno la metà. Accesso alla pianificazione familiare, istruzione capillare e sviluppo socio-economico innescano un circuito capace di mettere in discussione un assetto sociale conservatore e il predominio maschile in famiglia.
Istituzioni come l’Onu hanno promosso programmi di empowerment femminile fin dagli anni Sessanta, ricevendo accuse di atteggiamento neo-colonialista. Una forte opposizione arriva dalle confessioni religiose, come la Chiesa cattolica e islam, fautrici del natalismo. La diffusione di contraccettivi negli anni Ottanta e Novanta ha abbassato il tasso di fertilità, ma rientrava piuttosto nella strategia di lotta all’Aids. Negli ultimi anni comunque diversi paesi africani, sempre più alle prese con problematiche scatenate dalla sovrappopolazione, rilanciano iniziative rivolte alle donne.

La pianificazione familiare consapevole è tra gli interventi cruciali per lo sviluppo, come copertura sanitaria e tutela dei diritti umani, cui non a caso va a braccetto. Secondo la keniota Musimbi Kanyoro, presidente del Global Fund for Women, la scommessa del futuro sta nel trovare “modi culturalmente appropriati e fondati sui diritti per diminuire la crescita demografica e al tempo stesso affermare dignità umana e sviluppo consapevole”.

di Valentino Salvatore

Valentino Salvatore

Valentino Salvatore

Romano di primissima generazione. Pigro e irriverente. Appassionato di storia, letteratura fantastica, cinema e musica rock.

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