L’incompiuta bellezza di Radio and Juliet in scena al Brancaccio di Roma

Dopo una lunga tourné in Belgio, Grecia, Croazia, Olanda, Portogallo, Serbia, Francia, Israele, Singapore, USA e Corea,  l’Operabalet Maribor della Slovenia porta in scena al Tetro Brancaccio di Roma una rivisitazione moderna del capolavoro intramontabile dell’indiscussa e geniale penna di Shakespeare, Romeo e Giulietta.

La novità più significativa ci arriva dalla colonna sonora che accompagna e arricchisce lo spettacolo nella sua interezza. La sensualità e la potenza delle note dei Radiohead divengono parte integrante della storia,  si intrecciano costantemente con essa, tanto da dettare il titolo stesso della rappresentazione. Radio & Juliet, infatti, trae spunto dai sentimenti di tenerezza e di aggressività caratteristici della storia come tutti la conosciamo, ma li fa ricadere in un presente crudo, intriso di dolore struggente, sensualità e passione.

I filmati in bianco e nero di Gregor Mendas che precedono e che accompagnano quasi per intero lo spettacolo prodotto da Stephane Fournial, sollecitano tale rimando e amplificano le scelte stilistiche del coreografo di origini rumene Edward Clug. Movimenti meccanici e scattanti, estremamente potenti e d’impatto. Protagonisti della narrazione otto ballerini straordinariamente comunicativi e capaci di trasformare in danza il senso di pathos che sottende la storia. Splendida la protagonista Krizman Juliet, dal fisico energico ed asciutto, che incanta con la sua leggerezza ed eleganza.

Una performance coinvolgente sì, ma breve, unica possibile pecca dello spettacolo che lascia alla fine lo spettatore con un leggero senso di inafferrabilità ed incompiutezza.

di Marina Capasso