“Cestinare il cestino”, il ruolo della comunicazione nella gestione consapevole dei rifiuti

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Di Vanessa Mannino

Ha avuto luogo il 23 Novembre, in via Salaria 113 a Roma, la Conferenza “Cestinate il Cestino”, promossa dall’Osservatorio di Comunicazione Ambientale CAMBIO. Si tratta di un osservatorio sulla comunicazione ambientale nato all’interno della facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza, che nasce oltre per essere un luogo di riflessione, un laboratorio di produzione culturale e di spermentazione comunicativa,  in risposta alla domanda di informazione su delicate tematiche ambientali ad alto tasso di criticità (energia, rifiuti, biodiversità) da parte dell’intera società civile.

La conferenza è stata divisa in due sessioni: la prima, nella mattinata, ha affrontato la fondamentale importanza che la comunicazione assume nella riduzione e nella raccolta domiciliare dei rifiuti, la seconda, svoltasi nel primo pomeriggio, ha unito la tematica dell’informazione con quella della partecipazione del cittadino alle buone pratiche di gestione dei rifiuti. Alla tavola rotonda, tra i molti, hanno partecipato: Emanuele Burgin del Coordinamento Agenda 21 locale, Daniele Faverzani e Laura Brambilla di Legambiente, Fabio Musmeci dell’ENEA e Alessandro Caramis dell’Osservatorio CAMBIO.

Gerardo Calabrese, Assessore dell’Ambiente del Comune di Salerno, ha parlato della riduzione dei rifiuti attuata nel suo Comune, attraverso un modello che non ne determini lo spreco. Salerno, infatti, viene considerato come l’esempio più virtuoso di raccolta differenziata vigente soprattutto al Sud, in cui buona parte della sensibilizzazione dei cittadini è stata svolta attraverso processi comunicativi porta a porta o tramite l’istituzione di un sito internet e di un numero verde. Calabrese ha sottolineato che “la panacea di tutti i mali è soprattutto il recupero effettivo dei rifiuti” e per questo a Salerno sono state istituite due isole ecologiche che permettono allo stesso cittadino di verificare le dinamiche di smistamento e riciclaggio.

Importanti iniziative prese, riguardano soprattutto i giovani, i quali sono stati coinvolti nella raccolta differenziata tramite un servizio civile dai contorni del tutto particolari: 51 giovani (chiamati reciclatori, di cui 3 tutor) si sono recati porta a porta consegnando il kit della raccolta insieme a numerose informazioni pratiche attraverso le quali attuare correttamente la differenziata. Inoltre, numerosi incontri formativi, a cui hanno partecipato sia la polizia municipale sia gli operatori ecologici, hanno permesso al Comune di effettuare rilievi a campione per controllare il corretto smaltimento dei rifiuti: pena una sanzione amministrativa che si fa ancor più sostanziosa per chiunque viene sorpreso ad abbandonare i rifiuti. Tuttavia, per chiunque volesse saperne di più sul Comune di Salerno può leggere “Salerno, l’eccellenza nell’emergenza” il quale affronta problematiche e risoluzioni relative allo smaltimento dei rifiuti.

Alessio Ciacci, invece, Assesore del Comune di Capannori ha reso nota l’iniziativa attuata dal suo comune, la quale prende tutt’ora il nome di “Rifiuti zero”, attraverso la quale ottimizzare la raccolta differenziata e diminuire la produzione dei rifiuti. La riduzione parte da 10 progetti fondamentali che si avvalgono di incentivi economici per le famiglie che partecipano ottimamente all’iniziativa. Ha vita proprio a Capannori il primo negozio di detersivi alla spina, ormai diffusi in molte città, attraverso i quali ridurre la dispersione della plastica. Capannori, come dice Ciacci, è l’esempio che “Rifiuti zero” non è un’utopia, ma una vero e proprio esempio di realtà.

Sensibilizzare le persone ad un’adeguata raccolta dei rifiuti è importante, e come afferma Emanuele Burgin “la differenziata è come la Battaglia di Stalingrado, portare via i cassonetti alle famiglie che la effetuano è come portargli via l’anima”.

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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