Cern: antimateria e filosofia

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Il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra, il piu' grande acceleratore di particelle del mondo

Di Mariano Colla


La settimana scorsa, presso il CERN di Ginevra, ha avuto successo un importante esperimento che pone le basi per un ulteriore passo avanti nella conoscenza dell’Universo.  I ricercatori sono stati  in  grado di creare e intrappolare magneticamente per 172 millesimi di secondo 38 atomi di antiidrogeno, aprendo la strada per una maggiore comprensione dell’antimateria. “È un’enorme soddisfazione guardare il dispositivo ALPHA sapendo che all’interno vi sono atomi stabili di antiidrogeno” spiega il ricercatore Jeffrey Hangst, che conclude: “Ciò ci spinge a lavorare ancora più duramente”.

Nell’immaginario collettivo l’antimateria richiama i misteri della natura, lo sconosciuto, l’imponderabile, proietta l’umanità nel buio profondo dell’universo e  nelle sue insondabili mutazioni.   L’antimateria, o la sua assenza, tuttora rappresenta  uno dei più grandi misteri della scienza e, in qualche modo, sembra legata alla materia e all’energia oscura di cui è pervaso l’universo. Per quanto noto, la materia e l’antimateria  sono identiche tranne che per la carica opposta, e si annichilano  quando si incontrano, ossia  si annullano a vicenda, emettendo una gran quantità di energia.

«È però impensabile portare l’antimateria a spasso in una bottiglia, come accade nel romanzo “ Angeli e Demoni” di Dan Brown », osserva il fisico Andrea Vacchi, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Se un atomo di anti-idrogeno viene in contatto con la materia ordinaria si determina una gigantesca esplosione, da cui emerge tutta la difficoltà dell’esperimento del CERN che ha isolato e parcheggiato per  172 millesimi di secondo 38 atomi di antiidrogeno. La domanda che ci si pone è se tra materia e antimateria sia  mai esistita una perfetta simmetria. Tra le varie teorie all’origine dell’Universo, si ipotizza che, al momento del  Big Bang, materia e antimateria esistessero in uguale quantità ma, poiché il mondo è fatto di materia, l’antimateria sembra scomparsa.

Alcuni studi attuali cercano di capire se all’origine esistesse una minima  differenza nelle proprietà costitutive delle due sostanze, tale da determinare  un orientamento  della natura  a privilegiare il manifestarsi dell’una a scapito dell’altra. Pur con l’evoluzione della scienza, rimangono quesiti senza risposta, quesiti la cui natura sui principi “primi”  hanno animato il pensiero filosofico, dall’antica Grecia  sino ai giorni nostri. La simmetria o, forse meglio, l’asimmetria tra materia e antimateria richiamano alla memoria e suggeriscono un legame con  alcuni temi basilari della filosofia che, nella sua continua ricerca della verità, si è più volte posta domande su concetti quali “ essere ” e “non essere”  e sull’idea di una realtà sintesi di  concezione opposte.

La filosofia ha lavorato per secoli su argomenti quali identità, differenza, sintesi, opposizione, e, quindi, non sorprende  l’attualità del pensiero filosofico, qualora rapportato  ai temi e ai quesiti posti dalla fisica moderna. Anche se seguono percorsi diversi, filosofia e fisica si pongono entrambe l’obiettivo della ricerca della verità, e sui principi regolatori dell’universo non è casuale che i dubbi che affliggono gli scienziati moderni trovino contro-altari nel pensiero filosofico. Il fatto, come dice Parmenide, filosofo eleatico del V° secolo a.C., che il principio della realtà, al di fuori di una concezione del divenire, è l’essere e che il “non essere” non lo si può neppure pensare, filosoficamente giocherebbe a favore di una sostanziale non esistenza dell’antimateria,  senza interazione  alcuna con il mondo dell’essere, ossia la materia.

Eraclito, anche lui filosofo greco del V° secolo a.c., oltre al concetto del “panta rei”, dell’eterno divenire,  ha elaborato, in alternativa a Parmenide, una concezione che afferma essere struttura della realtà il costante rovesciamento di una cosa nella propria opposta. Nel suo pensiero la realtà è costituita  da un nesso profondo, esemplificato massimamente nell’amore e nell’odio, per cui ogni cosa non permane dentro di sé ma è soggetta ad essere travolta e a trasformarsi nel suo opposto. Vi è pertanto il tentativo di coniugare l’essere e il non essere parmenideo  introducendo il principio della differenza. In altri termini, come sviluppato successivamente da Platone, il “non essere” è il diverso, non l’assenza della realtà bensì la compresenza.  Forse materia e antimateria non rientrano esattamente nel modello di Eraclito, in quanto una non si trasforma nell’altra,  ma sono coesistenti ed energeticamente opposte e , in qualche modo,  fanno parte di una realtà che si struttura sull’opposizione  e non sulla coincidenza o sull’identità.

Hegel, dal canto suo, sostiene che la modernità è scissione. Il superamento della scissione è la dialettica, ovvero interazione, come movimento obbligato che costringe le parti scisse, separate, a superare la loro astrattezza ed entrare reciprocamente in relazione. Possono  applicarsi questi concetti alla fisica della materia e dell’antimateria? In parte può essere lecito dubitarne, ma è curiosa la coincidenza che sembra sussistere tra le proposizioni filosofiche che si dibattono in un mondo di opposti e che ricercano quiete in un momento di sintesi  e il mondo della materia e dell’antimateria, in cui il punto di ricongiunzione è energia pura.

Pur nella continua ricerca  della verità delle cose, scienza e filosofia,  che sembrano oggi divaricare i loro percorsi, eleggendo a temi privilegiati chi la natura e chi l’uomo nella sua interiorità,  ritrovano poi delle sorprendenti  convergenze nelle modalità intellettuali per interpretare  il mondo reale. L’esperimento del CERN apre un ulteriore spiraglio sulle nostre conoscenze dell’Universo. La scienza,  a piccoli passi, ma inesorabilmente, procede nella ricerca dei principi primi che regolano i meccanismi del cosmo. La filosofia, da sempre compagna di cammino della scienza nell’esaltazione della ragione umana, nella ricerca degli universali, non può essere assente nelle nuove dimensioni del sapere.

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

3 Comments

  1. RinaldoBerti
    27 novembre 2010

    Avevo letto un bel romanzo fantascientifico su questo argomento, nulla a che vedere con le ignorantissime elucubrazioni di Dan Brown, il titolo era Black Hole, pubblicato da Mursia, non ricordo il nome dell’autore.
    Saluti e complimenti per il buon articolo. RB

  2. 13 dicembre 2010

    E’ eterna la materia oppure Dio?
    Tempo fa Stephen Hawking voleva poter conoscere la Mente di Dio. Per questo io gli dedicai il mio libro: “Il Tachione il dito di Dio”. Ora ha cambiato idea e dice che Dio non esiste. Il CERN a sua volta ripropone l’eterna esistenza della materia. Io rispondo così:
    COMMENTO ALL’ULTIMO ESPERIMENTO DEL CERN DI GINEVRA.
    Ciò che è stato osservato al CERN di Ginevra ,consiste di un plasma di teorema geometrici e matematici, espressi in numeri cardinali .
    Questi a loro volta sono costituiti da un gas di numeri ordinali, (la polvere di Cantor ” diviene “ frattali).
    A proposito DUNQUE ,della presunta autosufficienza della materia ,affermata dopo gli ultimi esperimenti del CERN di GINEVRA.
    Siamo semplicemente alle solite tesi ideologiche .
    Non si tiene conto che l’energia applicata nell’esperimento del CERN è già esistente nell’universo . Quindi la materia non è affatto autosufficiente. Rimane vero semplicemente che nulla si crea e nulla si distrugge .
    Rimane insoluto infatti ,quali sono le ragioni dell’esistenza dell’energia ? Perché c’è l’energia invece che il nulla ?Ovvero perché c’è il nulla indeterminato di Heisenberg invece del nulla assoluto?
    Per approfondire segnalo il sito: il Tachione il dito di Dio.
    Nel sito http://www.webalice.it/iltachione ,si può leggere gratuitamente in rete la teoria unificata dell’universo fisico e mentale, secondo il pensiero sineterico.
    La tesi fondamentale della teoria afferma che la gravità non è una qualità della materia ma una reazione astratta all’estensione angolare .
    Pertanto le successive dimensioni spaziali “estendendosi” a partire dal punto mentale,alla retta ,al piano e ai volumi, determinano REAZIONE ANGOLARE GRAVITALE ,all’ipotesi immaginaria di estensione LAMBDA, nello spazio tempo.
    Dunque le ragioni invisibili delle apparenze fisiche ,sono astrazioni di teorema matematici.
    Le apparenze fisiche visibili ai sensi sono simulazioni delle idee della teoria.
    In pratica non ci sono fenomeni fisici reali ma solo rappresentazioni mentali dell’osservatore,” viste “dai sensi sulla lavagna mentale cerebrale.

  3. 22 gennaio 2011

    Impenetrabilità e indeterminatezza sono solo programmi informatici dell’universo, (principio di esclusione di Pauli e principio di indeterminatezza ,del nulla finto di Heisenberg).
    La materia è finzione matematica ,rappresentata ai sensi come solida.

    La meccanica quantistica , afferma da almeno 70/80 anni ,che non esiste Universo senza l’osservatore.
    La mia teoria unificata spiega infatti cosa ciò significhi e lo fa in termini di concetti e giudizi sineterici verticali,(non più solo cause ed effetti orizzontali visibili ,ma anche ragioni verticali invisibili e matematiche,delle cose visibili apparenti).
    A meno dunque di essere un materialista accanito ,che nutre finalità ideologiche volte a negare quelle conclusioni scientifiche che dimostrano vere realtà sgradite.
    Si dovrà riconoscere nei prossimi anni,che la scienza seria sta appurando già da un bel poco di tempo ,che la materia non esiste come fatto oggettivo fuori dalla mente.
    L’Universo intero è solo un pensiero olistico.
    Ovvero l’ Universo è una Mente che cogita e computa se stessa in continuazione e noi siamo a nostra volta delle menti ,che leggono in qubit le idee dell’Universo.
    Mancava fino ad ora la teoria giusta per spiegare al mondo questi risultati sperimentali.
    Ora la mia teoria ha riempito questo vuoto e la realtà mentale matematica delle visioni apparenti materiali dei sensi, è divenuta dimostrata.
    Ovviamente una vasta parte del mondo scientifico è ancora persa dietro una ricerca incompleta e indecidibile dei fenomeni osservati e continua a prendere fischi per fiaschi ,ritenendo che la materia esiste realmente.
    invece tutto è pensiero e l’Universo non è nato in origine dal nulla assoluto ,ma proprio da quel nulla finto e indeterminato di Heisenberg .
    Cosa è allora il nulla indeterminato di Heisenberg?
    Il nulla di Heisenberg è il TUTTO che include i giudizi sintetici e analitici nei giudizi sineterici. Non è quindi vuoto ma del tutto ricco e completo di tutta l’informazione dell’Essere mentale invisibile e continuo.
    Un semplice + e – convenzionali ,è incluso come ipotesi matematiche immaginarie ,in una mente invisibile la cui sostanza sono i numeri continui ordinali, che si manifestano in numeri cardinali visibili sulla lavagna mentale.
    Praticamente l’origine di tutto è una Mente in numeri continui ,che è sostanza software invisibile e che pensa hardware cardinali visibili secondo i sensi.
    Molti invece cercano ancora evoluzioni biologiche mai accadute .
    Capisco quindi il disappunto e lo sconvolgimento di chi per la prima volta sente dire queste cose,già note però nei laboratori avanzati ,ma non rivelate ancora dal mondo scientifico. Anche perché mancava fino alla mia teoria
    la semantica adatta per presentare questa sconvolgente scoperta.
    Nei prossimi anni ciò avverrà fragorosamente ,opponendo gli scienziati galileani ai ricercatori empirici e tardo evoluzionisti. LA MATERIA NON ESISTE COME FATTO OGGETTIVO FUORI DALLA MENTE.
    Per saperne di più trova in rete: Vincenzo Russo filosofo neo elatico pitagorico.

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