Vinitaly festeggia i suoi primi 50 anni con grandi novità

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La lunga catarsi del settore enologico del Belpaese, a 30 anni dallo scandalo del metanolo, ha trasformato il veleno in medicina contribuendo al nuovo Rinascimento del vino italiano. A dirlo sono i dati: nel 2015 le esportazioni sfiorano  i 5,5 miliardi di euro, ben oltre gli 800 milioni degli anni nefasti successivi allo scandalo, registrando un aumento del 575% . In crescita l’export negli Stati Uniti, principale mercato di riferimento internazionale, e nel Regno Unito, così come continuano a crescere i mercati emergenti come quello cinese e giapponese.

La cinquantesima edizione di Vinitaly, in calendario dal 10 al 13 aprile alla Fiera di Verona, si conferma essere uno degli eventi più prestigiosi per tutti gli operatori del settore e semplici appassionati con i suoi 4.100 espositori, oltre 100mila metri quadri netti di spazi espositivi e la sua rete di eventi  ed attività: Opera Wine, Vinitaly International, Wine2wine, Vinitaly Wine Club, Vinitaly International Academy.

“Sarà un nuovo inizio, con la ferma intenzione di narrare anche i prossimi cinquant’anni della storia del vino italiano” assicura Maurizio Danese, presidente di Veronafiere. Grandi manovre in vista per questa prossima edizione. Veronafiere ha investito, infatti, 8 milioni di euro  puntando sull’internazionalizzazione, prevista la presenza di mille potenziali compratori selezionati in più dall’estero, in particolare da Paesi di riferimento nel mercato quali Germania, Austria, Svizzera, Regno Unito, Paesi Scandinavi, Polonia, Usa e Canada, Russia, Giappone e Cina. Un risultato reso possibile dalla collaborazione congiunta con i ministeri delle Politiche agricole e dello Sviluppo economico e con ICE-Agenzia. “Sarà una edizione di Vinitaly 3.0” assicura Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, “anche grazie alla attività che farà il Mipaaf e che prevede la presenza anche di Jack Ma, il fondatore di Alibaba, colosso cinese dell’e-commerce. Mentre Vinitaly è stata dal 20 al 23 marzo nella città cinese di Chengdu per promuovere il vino italiano con 39 stand, 582 etichette e 131 brand all’International Wine and Spirits Show, fuorisalone del China Food and Drink Fair di Chengdu, dove sono state registrate le presenze di più di 300mila operatori del settore.

Tra le novità di Vinitaly 2016 un maggiore filtro per far sì che la maxi fiera sia riservata solamente ad operatori del settore, mentre per i semplici appassionati ci sarà uno spazio dedicato che si chiamerà Vinitaly and The City, che si terrà dall’8 all’11 aprile in centro città per tutte le iniziative “fuori fiera”. Altra novità l’istituzione di un nuovo Premio Enologico Internazionale «5 Star Wines», presentato da Ian D’Agata, direttore scientifico di VIA – Vinitaly International Academy. “Un premio disegnato come reale strumento di business e leva di marketing per le aziende che vi prendono parte ha spiegato D’Agata con una giuria internazionale composta di esperti di specifiche aree produttive, che valuteranno solo i vini provenienti da quelle zone e secondo le modalità riconosciute dal mercato”. Un premio destinato solo ai vini che raggiungeranno e supereranno i 90 centesimi nel giudizio espresso da commissioni composte da esperti internazionali specializzati per area geografica di provenienza dei vini.

di Anna Esposito

 

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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