“Se stasera sono qui” inaugura la rassegna Live Art al Teatro della Visitazione

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Ieri sera al Teatro della Visitazione di Roma, con “Se stasera sono qui” di Liliana Eritrei, si è inaugurata con Gabriele Cantando Pascali la rassegna Live Art, che si terrà fino al 3 aprile.

All’inizio dello spettacolo il pubblico ha ascoltato una voce registrata che invitava ad allacciarsi le cinture. Subito dopo, nel buio completo della sala, un unico fascio di luce illuminava il Cantando Pascali che interpretava l’immortale canzone “Se stasera sono qui” di Luigi Tenco.

Tutti noi siamo tornati indietro nel tempo, con le cinture allacciate alla poltroncina del teatro, perché questa pièce ricorda quegli spettacoli d’avanguardia o le lontane trasmissioni di Canzonissima, ancora in bianco e nero, dove grandi attori comici si cimentavano in “macchiette” indimenticabili.  Così si raccontava la vita, sorridendo delle proprie difficoltà laddove l’ironia era l’arma per uscirne fuori. Il Cantando Pascali ha poi proseguito lo spettacolo fornendo prova del suo istrionismo. È stato, infatti, uno splendido trasformista nei giochi fra donna e uomo, e nelle dualità dell’Io.

L’attore, proprio come in quegli spettacoli di ieri, ha attraversato gag esilaranti: da Don Cesareo, parroco della sua terra natia, causa prima della sua tormentata gioventù, alle favole di Biancaneve e il Principe Azzurro e il bacio che resuscita, fino ad arrivare al racconto dell’arrivo di un neonato in casa con mille difficoltà che però non possono attenuare il desiderio di una paternità sognata.  Lo stress, i dietologi, nuovi guru della società moderna proprietari di ville al Circeo una volta appannaggio degli analisti, gli amanti a garanzia della coppia, vero e proprio collante della famiglia, tutto è scandito con arguta ironia da Gabriele Cantando Pascali.

L’attore ha spaziato fra recitazione, canto e danza, con elegante disinvoltura, e momenti di vera improvvisazione, comici e divertentissimi. Senza maschera, ha indossato se stesso -Gabriele e Gabriella- creando una spontanea comunione col pubblico, dove alla fine tutti ci siamo riconosciuti nel “sono qui, per piacermi e niente può cambiarmi”.

Intelligente e ironico, il testo della Eritrei al quale l’attore ha dato voce ci ha infine condotto verso una totale e sorridente accettazione di noi stessi: se stasera sono qui, è perché mi voglio bene.

Lo spettacolo sarà nuovamente in scena dal 31 maggio al 5 giugno al Teatro Lo spazio- di Roma.

di Luigina Lovaglio

 

Luigina Lovaglio

Luigina Lovaglio

Fra passi di danza e musica in cuffia, nasce così la sua poesia. Pubblica un libro, lavora ad altro. Scrive, produce e mette in scena uno spettacolo teatrale. Ama i lupi, le streghe, il mare, i folli e suo figlio. Ringrazia sentitamente il deserto, custode della sua musa. Al Museo della Mente, l'incontro con Itali@Magazie, sono tre anni, di già?! Ah! Zaino e scarponcini sempre in vista. Ama viaggiare.

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