da sx, Giovanni Mantovani e Maurizio Danese ©FotoEnnevi_Veronafiere

Vinitaly 2016 vince la sfida della qualità. il Fuorisalone conquista Verona

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La 50ª edizione di Vinitaly, il Salone Internazionale dei vini e dei distillati, ha chiuso ieri registrando 130mila operatori, dei quali quasi 50mila da 140 paesi, con 28mila buyer accreditati dai mercati internazionali in aumento del 23% rispetto al 2015. Un bilancio in linea con le aspettative che premia la scelta del potenziamento delle attività di incoming di Vinitaly e del Piano di promozione straordinaria del Made in Italy (www.vinitaly.it). Grande partecipazione anche per il Fuorisalone nel centro storico di Verona, 29mila presenze al Vinitaly and the City, con eventi e spettacoli culturali, degustazioni a tema  dedicati esclusivamente a chi ama il buon vino e che per la strategia di diversificazione dell’offerta non ha potuto partecipare a Vinitaly, destinata ai soli addetti ai lavori.

«L’obiettivo era quello di dare un segnale chiaro alle aziende espositrici e ai visitatori, per fare in modo che la 50ª edizione di Vinitaly fosse quella che proiettava la rassegna nei prossimi cinquant’anni – commenta il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese –. L’aver saputo mantenere la parola data e creare un format che ha soddisfatto in pieno le attese, sia per il wine business in fiera sia per il wine festival in città, con una edizione di Vinitaly and the City dai grandi numeri, è motivo di orgoglio e di impegno per migliorare ulteriormente il prossimo anno».

«Questa edizione è stata l’occasione, inoltre, per celebrare la storia di una manifestazione che da 50 anni promuove nel mondo il vino italiano e la sua cultura – continua Danese –. Per la prima volta, infatti, un Capo dello Stato ha inaugurato ufficialmente Vinitaly. Il Presidente Mattarella ha ricordato la funzione del Vinitaly quale “vettore e simbolo della qualità vitivinicola italiana, apprezzata nel mondo”, nell’ambito di un progetto di “internalizzazione e sostegno dell’export verso nuove aree di consumo”».

Tra le figure istituzionali intervenute a Vinitaly, oltre al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la cerimonia inaugurale del 10 aprile scorso, il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha partecipato martedì con Jack Ma, il fondatore di Alibaba, colosso cinese dell’e-commerce, ad una discussione sulle strategie di vendita digitale del vino. Con loro anche il ministro alle Politiche agricole Maurizio Martina.

«Da questa edizione emergono segnali interessanti sia dall’estero che dal mercato interno – spiega il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani – confermando la capacità del Salone di interpretare le tendenze, mettere a frutto il lavoro di internazionalizzazione e capitalizzare esperienze importanti, come la realizzazione del Padiglione del Vino ad Expo 2015. In particolare, a questo Vinitaly, aumentano in modo significativo, ed in ordine di rilevanza quantitativa delle presenze, i buyer da Stati Uniti (+25%), Germania (+11%), Regno Unito (+18%), Francia (+29%), Canada (+30%), Cina (+130%), Giappone (+ 21%), Paesi del Nord Europa (+8%), Paesi Bassi (+24%) e Russia (+18 per cento). Dati positivi anche dal fronte interno, con gli operatori dal Centro e Sud Italia cresciuti mediamente del 15 per cento».

Nei quattro giorni, oltre agli incontri b2b, si sono tenuti più di 300 appuntamenti tra convegni, seminari, incontri di formazione sul mondo del vino. In primo piano, come ogni anno, le esclusive degustazioni, tra cui quella della Vinitaly International Academy che ha ricordato la figura di Giacomo Tachis, uno dei più grandi enologi italiani recentemente scomparso.

In contemporanea a Vinitaly, si sono svolte come ogni anno, Sol&Agrifood, la manifestazione di Veronafiere sull’agroalimentare di qualità (www.solagrifood.com), ed Enolitech, rassegna su accessori e tecnologie per la filiera oleicola e vitivinicola (www.enolitech.it).

Non resta che darsi appuntamento per la prossima edizione di Vinitaly in programma dal 9 al 12 aprile 2017.

di Anna Esposito

 

Foto di Mario Donatiello

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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