Unico e trittico, la personale di Antonio Carotenuto tra scultura, musica e poesia

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Partecipazione sui generis quella dello scrittore Francesco Paolo Oreste, nell’insolito ruolo di ‘cursore’, ovvero di un ‘puntatore’ che contribuirà a  focalizzare l’attenzione del pubblico sui diversi temi della mostra, tutti legati all’uomo, contemplato nella sua individualità e nel contemporaneo sociale.

Il maestro Antonio Carotenuto, nato e vissuto all’ombra del Vesuvio, sembra aver forgiato con le mani nella lava l’anima delle sue opere. Linee morbide di sapore medievale in contrasto con la durezza della denuncia sociale esaltano l’opera “ ‘Nu mare ‘e speranza” in cui emerge il dramma della migrazione che parte da lontano e affonda le sue radici nella storia. Ma anche pietra a spacco e verticalità inafferrabile nella più delicata “L’anello più alto”, dove ci guarda dall’alto un uccellino che rappresenta il pensiero artistico con cui è possibile elevarsi dagli affanni quotidiani.

Il maestro Carotenuto opera con maestria sempre spinta da un grande impulso comunicativo. Gli rivolgiamo qualche domanda per saperne di più.

Qual è il significato del titolo della mostra “Unico e trittico”?

A.C. «Il termine ‘Unico’ si riferisce all’atto unitario che lega indissolubilmente la materia all’animo dell’artista, giacché l’opera nel suo farsi, nel suo esser creata si svolge in un’unica esecuzione, è  appunto, un “pezzo unico”.  La parola ‘Trittico’ invece evoca le atmosfere sacre della chiesa di S. Anna in cui ha luogo quest’evento, e assume diversi significati: tre sono i periodi artistici che vengono rappresentati nella mostra, e che corrispondono a periodi d’ispirazione anche molto distanti tra loro. Ma tre sono anche le tematiche che attraversano questa esposizione: il dramma della migrazione, la violenza gratuita e nichilista, e l’ispirazione artistica come mezzo di elevazione spirituale.»

La mostra è ambientata in una chiesa. Perché di questa scelta?

A.C. «Spesso mi sono trovato  a constatare come gli spazi espositivi  anche di grandi musei siano per lo più desolatamente vuoti, privi di vita, se non per uno sparuto gruppo di addetti ai lavori . Il mio è principalmente un intento comunicativo. Le mie opere sono dirette anche a chi non è mai entrato in un museo in vita sua, a chi pensa di non capire nulla di arte, a chi resta incuriosito e timidamente si avvicina.  Per questo l’evento di domenica metterà insieme più forme d’arte: la scultura, la poesia, la musica e persino il canto. Per me è fondamentale mettere le persone a proprio agio e fare in modo che da questa esperienza possano sentirsi arricchite, in un modo o nell’altro. »

di Lidia Monda

 

Antonio Carotenuto – “Unico e Trittico”

Domenica 17 aprile 2016 ore 19,30

Chiesa S.Anna- Boscotrecase (NA)

 

lidia monda

lidia monda

Giornalista incuriosita, avvocato perplesso, mamma senza dubbio. È Amministratore Delegato della sua famiglia – un marito e due figli, ingiustamente maschi- e nel frattempo che tutti diventano grandi (lei compresa) mescola di continuo le carriere alla ricerca dell’equilibrio perfetto. Ama libri, piante e animo umano. Tre cose uguali. Qualche anno fa le svaligiano casa. Lei inciampa nel giornalismo e finisce dentro Itali@Magazine e ai ladri, quasi quasi, va il suo sentito ringraziamento.

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