Il Vittoriano ospita la retrospettiva su Alphonse Mucha, genio dell’Art Nouveau

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La nostalgica grazia e lo spirito effervescente della Belle Époque arrivano a Roma con una grande retrospettiva dedicata all’artista ceco Alphonse Mucha (Ivančice, 24 luglio 1860 – Praga, 14 luglio 1939). L’Ala Brasini nel complesso del Vittoriano ospita dal 15 aprile all’11 settembre un’esposizione che comprende più di 250 tra dipinti, disegni, poster, elementi decorativi, gioielli, libri e fotografie. La mostra è curata da Tomoko Sato e organizzata da Arthemisia Group, con collaborazione della Fondazione Mucha che ne cura l’eredità artistica; ha inoltre il sostegno dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano e il patrocinio della Regione Lazio e di Roma Capitale. La ricca esposizione vuole dare un’immagine sfaccettata della complessa personalità di Mucha, ripercorrendone vita e opere. Si divide perciò in 6 sezioni: Un boemo a Parigi, L’artefice dello Stile Mucha, Un cosmopolita, Il mistico, Il patriota, L’artista-filosofo.

Nella prima sezione c’è l’esordio del periodo parigino, a contatto con il sottobosco degli artisti (come Paul Gauguin, suo amico). La notorietà di Mucha viene raccontata nei manifesti pubblicitari e nei prodotti commerciali che gli vengono commissionati. Spiccano i poster con l’attrice Sarah Bernhardt, divenuta la musa ispiratrice e raffigurata come Gismonda, Tosca o La dame aux camélias. Segue la parte dedicata ai suoi viaggi nel mondo, come quello negli Stati Uniti, con la consacrazione a livello internazionale grazie anche alla presenza all’Esposizione Universale di Parigi nel 1900. Non manca il misticismo, in particolare con le illustrazioni per Le Pater, ispirate alla preghiera del Padre Nostro. Mucha aveva interessi filosofici ed era inoltre affiliato alla massoneria, tanto che diverse opere contengono riferimenti esoterici. Nella penultima sezione sono esposte creazioni ispirate al nazionalismo slavo, che coinvolse di nuovo Mucha al ritorno dopo decenni nella sua terra natale. Il patriottismo era però pervaso da uno spirito cosmopolita e utopico, da un anelito di unità e pace del genere umano oltre le divisioni localistiche, nel nome di ideali universalistici (testimoniato dal trittico L’età della ragione, L’età dell’amore, L’età della saggezza).

Mucha, brillante e rappresentativo esponente dell’Art Nouveau, ha profondamente influenzato l’arte contemporanea tra Ottocento e Novecento e continua a ispirare epigoni anche in tempi recenti, specie dalla sua rivalutazione negli anni Settanta. Con lui il prodotto commerciale diventa una raffinata forma d’arte. La sua originale impostazione grafica si inserisce nel mondo bohemien e festoso di Parigi, con i famosi manifesti per spettacoli di teatro o prodotti alla moda. Diventano emblematiche le figure di donne diafane e seducenti che rappresenta nelle litografie, in cornici da fiaba e vesti classicheggianti, tra colori pastello e motivi geometrici e floreali.

La sua attività creativa evidenzia la transizione contemporanea che investe anche la produzione artistica, orientata verso il commercio e la pubblicità: se un tempo i committenti erano nobili ed ecclesiastici, poi si affermano decisamente i borghesi. I suoi manifesti tappezzano Parigi, tanto che viene coniato lo “stile Mucha”. Non si cada però nell’errore di considerarlo un frivolo decoratore di moda. In un periodo storico in cui il popolo ceco lottava per l’indipendenza dall’impero austroungarico, espresse attraverso l’arte la sua passione patriottica. In particolare nel monumentale ciclo pittorico dell’Epopea Slava, che rappresenta in grandi tele gli episodi cruciali della storia e della mitologia degli slavi nel corso dei secoli. Il suo vissuto cosmopolita e immerso nella contemporaneità non gli fece mai perdere il contatto con le sue origini. Da questo incontro tra antico e moderno, tra sensibilità filosofica e contatto con il brulicante e luccicante mondo urbano, tra manualità artigianale e pubblicità commerciale, si afferma l’originalità attualissima di Mucha.

di Valentino Salvatore

Alphonse Mucha tra Art Nouveau e Utopia
A cura di Tomoko Sato, organizzazione Arthemisia – Complesso del Vittoriano dal 15 aprile all’11 settembre 2016

Intero € 13,00 Ridotto € 11,00

Informazioni e prenotazioni
T + 39 06 87 15 111 – ufficiogruppi@arthemisia.it

www.ilvittoriano.com

Valentino Salvatore

Valentino Salvatore

Romano di primissima generazione. Pigro e irriverente. Appassionato di storia, letteratura fantastica, cinema e musica rock.

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