Matteo Tosi e Dolce Amore: la soap filippina dei record

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L’arcipelago delle Filippine sta vivendo, dallo scorso 15 febbraio, una passione folgorante per una soap-opera: Dolce Amore, diretta da Cathy Garcia-Molina e prodotta da Star Creatives. Ogni episodio raggiunge quasi il 40% di share e l’eco del successo si amplifica nei social da Facebook a Twitter. Tra i protagonisti Matteo Tosi, attore italiano già protagonista di film e fiction in Italia ed in Europa, ideatore del Premio Leone di Vetro istituito nel 2015, in concomitanza con il Festival del Cinema di Venezia.

Nella soap, seguita da milioni di telespettatori, protagonista anche il nostro Paese tra i luoghi del nostro territorio e lingua italiana delle interpretazioni degli attori come lo stesso Tosi e Ruben Maria Sorriquez attore e regista italiano di padre filippino. Tosi veste, nella soap, i panni di Silvio De Luca proprietario di una grande impresa di telecomunicazioni padre di Giancarlo. Un cast di giovani attori ed attrici filippini, coinvolti in una trama intricata ed incalzante, incolla i filippini alla televisione.

“La soap è sottotitolata permettendo al pubblico di imparare la nostra lingua– commenta Tosi- gli spettatori sono allenati ad ascoltare i prodotti televisivi anche in più lingue quando in Italia invece, è molto difficile che avvenga”. Il successo di Matteo Tosi alle prese con i followers scatenati racconta ancora una volta come sia importante cogliere le occasioni quando si presentano, senza esitazioni. Tosi era stato contattato, infatti, dalla manager di produzione Emanuela Zaccherini per realizzare l’episodio pilota di Dolce Amore a Firenze ed ha accettato.

A febbraio Tosi è stato invitato a girare altri episodi a Manila. Dolce Amore ha fatto breccia ed i post di Twitter sono arrivati al 4° posto nel mondo decretando un successo clamoroso. Nei giorni scorsi si sono sollevate perfino polemiche criticando la dizione italiana di alcuni attori filippini. Da cotanta eco mediatica esce una nuova passione del popolo filippino per la cultura italiana, anche se l’accento non è, magari, perfetto. Ciò che appare evidente è che un prodotto televisivo può divenire un ponte straordinario tra le culture, evento auspicabile nell’era digitale e individualista.

di Marzia Santella

Marzia Santella

Marzia Santella

Laureata in Scienze Politiche, è scrittrice di romanzi e giornalista pubblicista. Collabora con Itali@ Magazine e con il quotidiano La Voce di Rovigo. Tratto distintivo: una passione sfrenata per l'arte, la musica e la fotografia.

4 Comments

  1. Joe
    21 aprile 2016

    Una super soap che seguo con grande affetto ed interesse, la storia è semplice, ma molto rilassante e gli attori sono bravissimi in primis l’attore Matteo Tosi che come sempre fa onore alla nostra Italia, ma anche il resto del cast è davvero eccezionale, è un piacere ammirarli ed amarli… per quanto riguarda l’italiano però io non andrei tanto per il meticolosetto, anzi ammiro gli attori stranieri che lo parlano e anche se non con l’accento perfetto a chi interessa, non sentiamo spesso il ‘romanccio’ nelle nostre fiction? Allora ‘l’italo-filippino’ se così posso dire, mi va benissimo! Anzi unica piccola lamentela, se mi posso permettere, è che ce n’è sempre poco e per capire bene la soap ne vorrei molto di più, ma questo è chiedere troppo, lo so… unica speranza è che il bravissimo Mr. Silvio De Luca ritorni alla sveltissima!! 😉

  2. Romy
    24 aprile 2016

    Bellissimo articolo!

  3. Amanda
    24 aprile 2016

    Mi piace tanto la soap Dolce Amore, articolo interessante, bravo attore Matteo Tosi!

  4. Marzia Santella
    25 aprile 2016

    Ringrazio per i commenti all’articolo sul successo straordinario di Dolce Amore che ha saputo unire le culture! Complimenti ai produttori e al Cast con un Matteo Tosi, magari, ancora più protagonista!

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