Michielin non convince. Meritata vittoria di Jamala ad Eurovision 2016

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Non me ne voglia Francesca Michielin, ma ieri io ho spudoratamente tifato per l’Ucraina. Quando si tratta di musica o, purtroppo, di gare canore, si è costretti a prendere delle parti. Aldilà della scelta di cantare in italiano, inglese o ucraino, mi è sembrato che Jamala sia stata l’unica artista che sia riuscita a comunicare qualcosa di sé stessa e della sua terra.

In un Festival in cui la maggior parte dei brani sono risultati tutti piatti, uguali tra di loro o a hit del momento e del passato, ho percepito un copia e incolla mal fatto delle tracce di Lorde o peggio ancora dei Coldplay (ovviamente mi riferisco al duo targato UK), passando per brani inconsistenti come quello della Francia, della Russia o il super sopravvalutato (ma ospite di casa) ragazzino svedese. Fino alla quasi vittoria della anglo-koreana che in realtà era australiana, ma provava ad imitare, male, una Bjork (islandese!) di altri tempi.

Insomma, mi sa che la globalizzazione sta facendo molto male alla musica. Per fortuna quando è toccato al pubblico decidere, giustizia è stata fatta. Eh si! Proprio quel pubblico tanto osteggiato dai critici musicali e additato dalle case discografiche come responsabile dell’abbassamento della qualità musicale dei nostri tempi, lo stesso pubblico responsabile dell’imperversare dei talent-show e delle tante, troppe, pop meteore di cui ormai non ricordiamo neanche il nome. Ebbene lo stesso pubblico ha decretato l’implacabile primo posto di Niccolò Fabi in tutte le classifiche non appena ha messo fuori uno dei suoi ricci dalla porta del suo studio. Non siamo circondati solo da ragazzine urlanti a pagamento per il belloccio di turno? A quanto pare no.  Per cui, cari critici e giornalisti musicali soprattutto, che tanto sprecate fiato e guadagnate stipendi a cavalcare l’onda del pro o anti talent, guardate le classifiche dei dischi più venduti in Italia e ascoltate il brano che ha vinto all’Eurovision.

Non trovate che Jamala e Niccolò abbiano in comune quell’approccio intellettuale onesto e privo di filtri, quel coraggio di affrontare i propri mostri e di non aver timore di dimostrarsi permeabili al dolore, infischiandosene delle regole commerciali alla base del becero showbitz? Ecco, io un pensierino ce lo farei.

 

di Laura Avallone

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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