Ilenia Costanza porta in scena una commedia sulle felici apparenze

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Ieri in scena al Teatro Ambra di Roma, la Prima di ..Mancava solo il titolo! della regista e attrice Ilenia Costanza. Lo spettacolo, che  andrà in scena fino a domenica 29 maggio, è la storia di una coppia come tante che arriva con il tempo a consumare il desiderio che l’aveva unita all’inizio della loro relazione. Una commedia apparentemente leggera, ma in realtà ricca di spunti riflessivi e introspettivi sui rapporti d’amore e sui nostri stessi atteggiamenti all’interno di questi. Sul palco, oltre alla stessa Costanza nei panni della moglie, Claudio Di Loreto in quelli del marito, una splendente Pamela Prati nei panni di una Diva dispensatrice di positivi con sigli e Rossana Colace ed Enzo Piscopo sui assistenti. Abbiamo voluto farci raccontare da Ilenia qualcosa di più sullo spettacolo e sui suoi progetti.

La commedia descrive una coppia come tante, normale ma in realtà fintamente felice. Quali sono secondo Lei i meccanismi che regolano queste relazioni?

Io credo che tutte le relazioni abbiano degli aspetti nascosti, dei ricatti morali, delle chiusure che minano dall’interno la felicità. Vero è che per molti la felicità non esiste, ma sarebbe bello pensare di poter raggiungere qualcosa che le somigli. Il punto è che pur di evitare una critica, un giudizio, pur di non deludere, sovente ciascuno di noi tace, aspetta, spera, si rassegna. Poi si stanca. Sono le piccole cose il problema; paradossalmente i grandi ostacoli si superano, le piccole sbavature si trascurano, anche per timidezza o insicurezza, e poi diventano voragini di silenzio.

Qual è  secondo Lei il segreto per salvarsi e per salvare i rapporti?

Beh, è come chiedere quale sia il segreto dell’eterna giovinezza o del l’immortalità… Se lo sapessi sarei ricca e famosa e magari sposata! Scherzi a parte, credo che basterebbe poco davvero, penso serva non smettere di parlarsi, di ascoltarsi e di guardarsi. É tanto banale quanto vero! Insomma i cinque sensi… Nelle storie lunghe, si giunge ad una tale intimità da dare per scontati i cinque sensi… Invece bisognerebbe non smettere di essere curiosi ed assetati l’uno dell’altra.

Come mai la scelta di Pamela Prati nella veste di Diva?

Pamela oltre ad essere una splendida donna è anche un’amica . E questa è giá una ragione, poiché io amo lavorare in un clima di serenità e fiducia. Poi la ragione vera: oggi le donne non possono permettersi di invecchiare, la società ci costringe all’estetica e così accade che già a trent’anni una donna deve rifarsi labbra occhi seno e tutto quel che “serve”. Io volevo invece raccontare quanto si possa essere belle davvero e sempre affascinanti nella naturalezza del propio essere e Pamela Prati è l’unica showgirl di quella generazione che accetta il tempo che passa senza ricorrere alla chirurgia estetica… Lei si sente bella sempre e quindi sarà bella per sempre. Se ogni donna si convincesse di questo, sarebbe finalmente la felicità!

Di cosa si occupa l’associazione I Vetri Blu di cui è presidente?

I Vetri Blu è nata nel 1997 con lo scopo di fare arte in tutte le forme, senza colori né appartenenze. All’inizio, in Sicilia peraltro, dove siamo nati e dove abbiamo iniziato, non è stato facile per ovvi motivi. Ma siamo andati avanti con determinazione: teatro, musica, cinema, mostre, eventi e tanti progetti europei… Abbiamo superato censure e bastoni tra le ruote, ma continuiamo a camminare, a piccoli passi, ma con le scarpe pulite.

Progetti e spettacoli futuri?

Il futuro imminente si intitola “La Trinacria è Femmina” spettacolo in scena in giro per l’Italia da qualche anno, ma che in estate si veste di nuovo con l’aggiunta di una orchestra tutta al femminile. Si tratta di un concerto reading che racconta l’arte, la musica e la letteratura siciliane, partendo semplicemente dal grammaticale femminile dei sostantivi che la caratterizzano… << La mandorla è femmina, la vigna è femmina, l’arancia è femmina e il pistacchio… Da noi si chiama “a fastuca” e diventa femmina come la Bellezza>>.  Protagonista la tradizione del cantastorie, che in Sicilia sta ormai per perdersi, con Lorena Vetro che amo definire L’ultima cantastorie e che diventa l’erede di Rosa Balistreri. 

di Marina Capasso

Marina Capasso

Marina Capasso

Laureata in Scienze della Formazione Primaria e dottore di ricerca in Pedagogia della Formazione. Lavora come insegnante di sostegno nella scuola primaria. Appassionata di musica jazz.

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