Debutto in gran stile con l’OJP di Jodice e Soscia con Paolo Fresu alla Solfatara

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Debutto in grande stile per la settima edizione del “Pozzuoli Jazz Festival”, la rassegna musicale organizzata dall’Associazione “Jazz and Conversation”. In una suggestiva anticamera dell’Inferno – come si presenta lo scenario irreale e suggestivo del Vulcano della Solfatara, con i suoi sbuffi ardenti e sulfurei – unica luce nelle tenebre le note dell’Orchestra Jazz Parthenopea di Pino Jodice e Giuliana Soscia, ricamate con maestria dalle trame eleganti della tromba di Paolo Fresu. Un sodalizio già brillantemente collaudato nel prestigioso evento “Il Jazz italiano per L’Aquila 2015” trasmesso su RAI 5 lo scorso anno.

Due personalità artistiche molto forti, Pino Jodice pianista, direttore, pluripremiato compositore e arrangiatore nelle più importanti orchestre jazz al mondo, affiancato sul palco come nella vita dalla fisarmonicista, pianista, compositrice e arrangiatrice Giuliana Soscia, tra le più apprezzate fisarmoniciste jazz d’Italia. La OJP si avvale inoltre del coordinamento di Enzo Amazio, uno dei talenti campani emergenti della chitarra jazz. Un’orchestra di ventidue elementi, tutti eccellenti musicisti napoletani di origine o per vocazione, che hanno eseguito con guizzi e virtuosismi composizioni originali scritte, arrangiate e dirette da Jodice e Soscia. L’Orchestra dall’anima mediterranea intende valorizzare i migliori talenti del Sud e nasce con il “Progetto Megaride”, l’isolotto partenopeo su cui si insediarono i primi coloni greci che fondarono la città di Partenope. E proprio da quest’isola “nelle notti estive partivano lievi concerti e sotto il raggio della luna, pareva che le ninfe marine, ombre leggere danzassero una forza sacra ed inebriante” come scriveva Matilde Serao. Il concerto si apre rievocando l’atmosfera e i colori delle feste popolari della Sardegna, terra natìa di Fresu tanto amata anche da Jodice e Soscia. Tradizione e folclore che si contaminano fino a fondersi, come nel brano Lu Scottis, ballo sardo di origini scozzesi che nella versione firmata da Giuliana Soscia si unisce con le sonorità della tammurriata napoletana.

Un incontro tra due culture dalle forti radici mediterranee che riemerge con delicatezza e commozione nel brano “Chi tene ‘o mare”, un omaggio al musicista e cantautore napoletano scomparso, Pino Daniele. Intensa e coinvolgente la “Sonata per Luna Crescente”, una composizione ispirata ad un quadro di Normanno Soscia, omonimo della talentuosa Giuliana. Di Pino Jodice l’arrangiamento di un brano che Fresu ha dedicato alla nascita di suo figlio, “Inno alla Vita”. Gran finale con “Tutu” di Miles Davis, impreziosito da sinuose e raffinate note di Paolo Fresu e il tripudio di note instabili e vulcaniche dell’Orchestra Jazz Parthenopea.

La OJP:

Pino Jodice/ piano, dir., comp. e arr.   Giuliana Soscia/ fisarmonica, dir., comp. e arr.   Domenico Guastafierro / flauto  Luciano Bellico, Claudio Cardito, Gianluca Vigliar, Valerio Virzo, Nicola Rando / sassofoni    Gianfranco Campagnoli, Lorenzo Federici, Fabio Renzullo, Pino Melfi, Umberto Paudice/trombe   Alessandro Tedesco, Francesco Izzo, Pasquale Mosca, Michelangelo Grisi / tromboni  Alexandre Cerda Belda / tuba      Enzo Amazio / chitarra   Marco De Tilla / Contrabbasso e basso elettrico Pietro Iodice/ batteria   Giovanni Imparato / percussioni e voce

 

di Anna Esposito

Foto di Mario Donatiello

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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