Tre Allegri Ragazzi Morti in concerto con “Inumani” a #VillaAda2016

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Undici nuove canzoni andranno così ad arricchire l’immaginario fantastico del trio mascherato che da più di vent’anni accompagna le nostre esistenze. Registrato nella loro mitica Pordenone, Inumani è il terzo episodio della trilogia iniziata nel 2010 con Primitivi del futuro e proseguita nel 2012 con Nel giardino dei fantasmi. Alla produzione c’è ancora una volta il fidato Paolo Baldini. Inumani ha in sé tutti gli aspetti dell’eclettica attitudine musicale dei tre, dal rock al reggae passando per il folk di un’etnia immaginaria che ha caratterizzato il sound del gruppo negli ultimi anni. Ascoltando il disco si potranno inoltre individuare alcune sorprendenti visioni funk e soul, nonché una vera e propria cumbia. Inumani racconta luoghi, battaglie e personaggi. Spesso narrato al femminile, Inumani ha a che fare con i nostri sogni, con le nostre ambizioni, con le nostre ferite esorcizzate dalla forza della musica. Alternando inni e ballate, Inumani si lega a doppio filo al mondo dei fumetti: il titolo stesso è un omaggio all’epica americana dei supereroi nell’invenzione più visionaria del grande Jack Kirby. Fresco e pieno ultimi anni di vita.

Molte le collaborazioni musicali: dal charango di Monique Mizrahi fino alla tastiera di Federico “Tich” Gava, dall’incredibile chitarra di Adriano Viterbini fino alla voce del ragazzo d’oro Lorenzo Cherubini, che con la sua partecipazione nel disco conferma il forte legame con la band. Inoltre autori amici hanno contribuito con le loro invenzioni alle canzoni di Inumani. Maria Antonietta, Vasco Brondi de Le luci della centrale elettrica, Pietro Alessandro Alosi de Il Pan del Diavolo, Alex Ingram dei Lupetto e la scrittrice Peris Alati hanno infatti scritto e firmato alcune delle canzoni del disco, che si presenta dunque come uno dei più ricchi di sempre del gruppo.

#VillaAda2016

Via di Ponte Salario, Roma

www.villaada.org

 

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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