Michele Mari e i fantasmi di Leopardi

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I libri a volte hanno più vite dei gatti. La storia di questo libro di Michele Mari sembra infatti un racconto di Michele Mari. “Io venía pien d’angoscia a rimirarti” vanta infatti quattro editori diversi: Longanesi nel 1990, Marsilio nel 1998, quindi nel 2012 Cavallo Di Ferro e adesso Einaudi, il marchio che comprende gran parte della produzione del 61enne scrittore e docente universitario milanese, cultore del romanzo d’appendice inglese ottocentesco e delle storie di fantasmi, traduttore e clonatore (nel recente “Roderick Duddle”) di Dickens e Stevenson.

Come il titolo eloquentemente indica, il romanzo breve ripubblicato da Einaudi oltre un quarto di secolo dopo la prima uscita è un’affettuosa, appassionata, puntigliosa incursione nel piccolo immenso mondo del giovane Leopardi, scrutato con gli occhi del fratello che assume il punto di vista dell’io narrante. Prodigiosa e condotta con grande sapienza la scelta stilistica, che impegna Mari in un calco perfetto della lingua coeva alla breve vita del pensatore recanatese, sicché l’impressione di trovarsi di fronte a un vero memoriale d’epoca è indelebile.

Ma ancor più geniale è il sottotesto che emerge, pagina dopo pagina, da un racconto visionario quanto lucido, che prefigura già le prove successive di uno scrittore iperletterario, che molto pretende e molto dà a chi compia lo sforzo di seguirlo nei suoi percorsi, e che per molti lettori è un oggetto di culto: dai racconti di “Euridice aveva un cane” e “Tu, sanguinosa infanzia” al delirio meta-céliniano di “Rondini sul filo”, dal panopticon parigino di “Tutto il ferro della Torre Eiffel” tra Benjamin e Bloch, dal gotico di “Verderame” e “Fantasmagonia” fino all’omaggio musicale “Rosso Floyd”. Mari ha scritto anche un canzoniere in versi, “Cento poesie d’amore a Ladyhawke”, compendio dei temi e dei toni che già erano presenti nell’apocrifo leopardiano: un gioiello che scompare e riappare nelle librerie, per sottrarsi e proporsi all’attenzione di chi sappia meritarselo.

di Elena Orsini

Michele Mari, Io venía pien d’angoscia a rimirarti, pp.160, 2016, L’Arcipelago Einaudi, Euro 13,50

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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