Atmosfere ipnotiche con il concerto dei Black Mountain a Villa Ada

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Quando le luci del palco si accendono nella bellissima cornice di Villa Ada, e partono le prime note della suggestiva Mothers of the Sun, è subito evidente a tutti che questo concerto non sarà soltanto un’esperienza musicale. Il primo pezzo estratto dall’ultimo studio album, IV, parte con un ritmo ipnotico, quasi mistico, per poi riscaldare il pubblico con i primi stoner riffs, mentre dietro al palco scorrono immagini di aridi deserti.Il quintetto di Vancouver ci regala diverse canzoni dell’ultimo studio album, più alcune estratte dai precedenti In the Future e Wilderness Heart.

Undici canzoni in totale, che ci portano in viaggio negli anni Settanta, con le sue atmosfere psichedeliche, i Led Zeppelin, per poi tornare ai giorni nostri, dove la voce di Stephen McBean si amalgama stupendamente con quella di Amber Webben, una moderna Janis Joplin che strizza l’occhio a Florence, dei Florence and the Machine.

Il risultato è un mix di nuovo e vecchio, di femminile e maschile, il sole della desert music e la luna del rock psichedelico e del doom. Un mix che il pubblico di Villa Ada pare abbia apprezzato parecchio, così come la musica dei Black Mountain è riuscita a far sembrare il parco romano una piccola Woodstock degli anni duemila.

di Giorgia Atzeni

Giorgia Atzeni

Giorgia Atzeni

Nata in un piccolo paesino della costa occidentale della Sardegna, ho sempre avuto la vocazione a viaggiare, scoprire, ascoltare. Laureata in Lingue e Letterature Straniere, ho vissuto in America e Australia. Appassionata di fotografia e musica. Assidua frequentatrice di festival rock e metal in giro per l'Europa.

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