David Bowie Is, la mostra evento a Bologna

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A gennaio la stella nera del rock David Bowie abbandonava il pianeta Terra, proiettato in un viaggio nello spazio senza ritorno lasciando dietro l’eco della sua musica. Un performer che ha segnato in maniera profonda la cultura pop e l’immaginario collettivo contemporaneo, con il suo stile eccentrico, teatrale, provocatorio. Per 50 anni ha captato e veicolato tendenze di massa, ha saputo reinventarsi in maniera unica senza tradirsi e tradire, tra le atmosfere spaziali di Space Oddity, il trasgressivo Ziggy Stardust, la classe dandy del Duca Bianco, le incursioni stranianti tra rock e pop, fino al crepuscolare singolo Lazarus del suo testamento musicale, il disco Blackstar uscito pochi giorni prima della sua morte.

Il suo universo creativo, che con eclettismo e all’insegna della sperimentazione andava oltre i confini della musica per toccare altri ambiti come teatro, moda, poesia e design, continua a rivivere con il documentario David Bowie Is, al cinema dall’11 al 13 luglio, guida di una omonima mostra che ha fatto il giro del mondo. Dal 14 luglio fino al 13 novembre apre infatti al MAMbo di Bologna una esposizione dedicata al Duca Bianco, uno degli eventi di punta del bè bolognaestate 2016. Unica tappa italiana e ultima europea di una mostra inaugurata nel 2013 a Londra dal Victoria and Albert Museum, che ha registrato 300 mila visitatori. Da lì ha toccato paesi come l’Australia, il Brasile, il Canada, la Francia, la Giappone, la Germania, l’Olanda e gli Usa, osannata dalla critica internazionale.

La mostra curata da Victoria Broackes e Geoffrey Marsh comprende 300 oggetti scelti con cura dall’archivio personale dell’artista, grazie alla sua disponibilità generosa, tra strumenti musicali, fotografie, video, lettere e scritti, bozzetti per le scenografie e gli iconici costumi. Nel film lo spettatore viene accompagnato da contributi di personaggi che gravitavano al suo mondo o che si sono ispirati, come Jarvis Cocker, cantante dei Pulp, e il noto stilista giapponese Kansai Yamamoto. Una carrellata che esplora l’evoluzione estetica di Bowie, in tutte le sue metamorfosi per mezzo secolo. Spiccano le foto di Brian Duffy alle copertine degli album firmate da Edward Bell e Guy Peellaert, i videoclip e i live di successi come Boys Keep Swinging e The Man Who Fell to Earth, il costume di Ziggy Stardust disegnato nel 1972 da Freddie Burretti, persino gli arredi su misura per il Diamond Dogs Tour del 1974.

L’esposizione – multimediale nel senso più nobile del termine – si sviluppa in tre sezioni. Si comincia con gli esordi nel crogiolo londinese degli anni Sessanta, fino al punto di svolta di Space Oddity (1966). Nella seconda sezione il visitatore viene accompagnato dentro al processo creativo di Bowie, tra gli stimoli che l’hanno ispirato. Quindi si passa a una selezione di video e audio delle sue esibizioni e ai costumi di scena, esplorando la dimensione live rivolta al pubblico.

Chi passerà per Bologna sarà contento di sapere che avrà diritto allo sconto al cinema, tra le sale aderenti alla promozione, se presenterà la prenotazione della mostra. Con il biglietto del cinema si potrà inoltre avere un ingresso ridotto per la mostra. Intanto viene lanciato l’hashtag #OmaggioABowie sui social network: i contributi più sentiti e originali saranno condivisi dal sito della mostra.

davidbowieis.it

di Valentino Salvatore

Valentino Salvatore

Valentino Salvatore

Romano di primissima generazione. Pigro e irriverente. Appassionato di storia, letteratura fantastica, cinema e musica rock.

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