Gelato e dopamina

I segreti del controllo delle compulsioni

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Gelato e dopamina

Alcuni associano all'insegna di un gelataio l’idea allettante del gelato stesso

Di Francesca Lippi

Dall’America nuovi risultati per quanto riguarda il ruolo della dopamina sul sistema di ricompensa del cervello. I dati potrebbero permettere una conoscenza più approfondita dei problemi del controllo degli impulsi associati alle dipendenze e ad alcuni disturbi psichiatrici. La dopamina infatti è un neurotrasmettitore che gioca un ruolo importantissimo per quanto riguarda il comportamento, la cognizione, la motivazione, la soddisfazione, il sonno e l’umore. Da uno studio congiunto della Università del Michigan assieme all’Università di Washington -pubblicato in questi giorni sulla rivista Nature online– è emerso che differenze di risposta agli stimoli ambientali possono influenzare radicalmente i modelli di ricompensa chimici all’interno del cervello.

Premi, gelati e apprendimento

“Siamo stati in grado di rispondere all’annosa questione su quale sia il ruolo della dopamina nel premiare l’apprendimento”, dice Shelly B. Flagel, dottore di ricerca presso la Molecular UM Medical School e il Behavioral Neuroscience Institute. La comprensione più profonda di queste differenze tra gli individui potrebbe portare a nuove soluzioni di trattamento nei casi di comportamento compulsivo.

Dopamina
La dopamina è un neurotrasmettitore che gioca un ruolo importante nel comportamento, nella soddisfazione e nell’umore

Lo studio è stato condotto in maniera classica, su cavie di laboratorio che sono state spinte ad associare il movimento di una leva a una ricompensa alimentare. Ciò che non era chiaro era se la dopamina rilasciata dal cervello dipendeva dall’attesa del cibo o solo dalla leva in sé. Per esempio, spiega Flagel, “ci sono persone che vedendo l’insegna di una gelateria lo percepiscono solo come un indicatore di gelato disponibile nelle vicinanze. Altre persone, però, reagiranno maggiormente all’insegna, associando il simbolo all’idea allettante del gelato ad un livello tale da non poter fare a meno di andare a comprarne un po’”. Potere della pubblicità? Non proprio. I ricercatori infatti hanno studiato due gruppi di ratti selezionati per alcuni tratti comportamentali specifici: alcuni con inclinazioni a droghe che danno assuefazione ed altri maggiormente interessati al luogo dove il cibo era apparso dopo il movimento della leva. Dall’osservazione risultava che il primo gruppo tendeva a concentrare la propria attenzione unicamente sulla leva. Il che risultava anomalo visto che fino ad ora si pensava che i livelli di dopamina per entrambi i gruppi avrebbero dovuto essere gli stessi.

Felici solo all’idea

In realtà i modelli diversi per ciascuno dei due gruppi di topi derivavano dai livelli di “ricompensa” della dopamina legati, nel primo gruppo, alla forza del desiderio dei ratti nei confronti della leva stessa. I collaboratori dell’Università di Washington, utilizzando una tecnica particolare per misurare la risposta della dopamina nel cervello hanno rilevato “che i topi esposti alla droga hanno un ‘sussulto di felicità’ al solo tocco della leva”. E il loro desiderio per la leva persiste, anche se successivamente non viene più somministrata alcuna ricompensa.

Il modello animale potrebbe aiutare a comprendere come mai alcune persone sono maggiormente motivate da stimoli ambientali, presentando un alto rischio di comportamento compulsivo oppure -in caso di tossicodipendenza- di ricaduta. “Quello che vogliamo capire – dice Huda Akil, professore di neuroscienze di messaggistica unificata e coautore dello studio – è cosa controlli il nostro comportamento giorno per giorno e come si determinano alcuni tipi di patologie. Questo studio ci potrebbe aiutare a capire come, in alcune situazioni, la dopamina amplifica i messaggi nel mondo intorno a noi, giocando un ruolo importante nel controllo dei comportamenti”.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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