Marco Travaglio a Villa Ada racconta ciò che la tv tace sul “Referenzum”

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Dopo tante serate all’insegna dei grandi nomi della musica ieri, martedì 19 luglio, a Villa Ada, ad occupare il palco de “L’isola che c’è” c’era il giornalista Marco Travaglio, insieme a Giorgia Salari, con “Perché no. Tutte le bugie del Referenzum”. Uno spettacolo nato con l’intento di andare contro il silenzio delle tv e che riprende i contenuti dell’omonimo libro del direttore del Fatto Quotidiano, edito da Il Fatto-Paperfirst e scritto assieme a Silvia Truzzi.

A pochi mesi dal referendum che chiede agli italiani di esprimersi pro o contro la riforma della Costituzione, le ragioni del sì sono praticamente le sole che hanno trovato spazio nei media italiani.Ogni giorno tra tv e social, tra un hashtag e uno slogan viene fatta passare l’idea che basti apporre un sì alla scheda elettorale per risolvere in un attimo i problemi della nostra Repubblica. Tra i vantaggi pubblicizzati quelli di poter avere, proprio grazie ad un sì da parte degli italiani, un sistema più snello, con meno costi e più agile. Tanti mini spot stanno comparendo qui e lì coinvolgendo anche personaggi pubblici. Travaglio tra questi ricorda Roberto Benigni, sostenitore da sempre e tra i più convinti della Costituzione italiana, definita dallo stesso in occasione di uno show televisivo “La più bella del mondo”, ma che poco tempo fa pare aver cambiato idea, aprendosi improvvisamente alla possibilità di un ritocchino qui e lì per migliorarla. Una mossa inattesa quanto probabilmente ben pagata.

E le ragioni del no? 

Nei telegiornali, si dice, hanno avuto e molto probabilmente avranno poco spazio i motivi per cui invece sarebbe bene non mettere mano alla Costituzione. Perché? Per facilitare la vita al sì.

A quanti sostengono le ragioni del no e magari non sono personaggi dello spettacolo o dello sport, ma costituzionalisti fuori dai giochi della politica, ci sono solo pochi secondi per cercare di spiegare, e far capire a chi ascolta, quali rischi comporterebbe la vittoria del sì.

Si muove da qui la volontà dei giornalisti del Fatto Quotidiano, il direttore Travaglio e Silvia Truzzi di pubblicare il breve saggio, “Perché no”, che raccoglie e spiega tutte le ragioni del no. E anche la trasposizione per il palco non viene meno a questo intento. Marco Travaglio infatti, con il suo noto piglio critico ed ironico, presenta tutti i motivi per votare no al “Referenzum”. Dopo mesi di vane richieste per ottenere un confronto televisivo con Maria Elena Boschi, Travaglio decide di fare la sua intervista comunque, a modo suo. Ecco allora nei panni della ministra l’attrice Giorgia Salari che riporta nelle sue risposte frasi testuali della Boschi, ma che aggiunge però un tocco personale alla rappresentazione di questa. Il lato angelico della ministra certo non manca, ma Giorgia Salari ha aggiunto alla Boschi un lato “oscuro”, molto divertente, che smorza i toni, pur sempre conservando la veridicità di parole e fatti.

Lo spettacolo, prodotto dalla Società Editoriale il Fatto S.p.A. è sicuramente un modo per poter confrontare le ragioni del sì e del no e farsi un’idea più completa sulla scelta che saremo chiamati a fare alle urne ad ottobre. Certo schierato, ma non è una novità, Travaglio con tutta l’oggettività di cui è capace fornisce la sua posizione chiara, riccamente argomentata, oltre che appassionata su un argomento del quale conosciamo solo una parte, stando ai media. Consigliato dunque a chi ha voglia di capire e decidere in modo responsabile se apporre un ‘Sì’ o un ‘No’ sulla scheda elettorale.

di Caterina Ferruzzi

caterina ferruzzi

caterina ferruzzi

Laureata in Scienze dello Spettacolo e della Produzione Multimediale presso l'Università Ca'Foscari di Venezia. Formatrice nel campo dell'audiovisivo, scrittrice e videomaker.

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