Le note jazz di Bollani, Sepe & Friends all’Arena flegrea con Napoli Trip

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Una nuova avventura musicale quella di ieri all’Arena Flegrea di Fuorigrotta, un nuovo viaggio tra colori, ricordi e ritmi provenienti dal cuore pulsante di Partenope. Affidata all’eleganza e allo stile eclettico di Flo, alias Floriana Cangiano, l’inizio di questo viaggio. Una sensualità mediterranea dotata di una forza ed un’intensità interpretativa degna della Balestrieri, omaggiata nel suo ultimo album dalle cover “Terra Ca Nun Senti” e “Buttana Di To Ma’”. Il mese del Rosario è fatto di grani che racchiudono storie ed esistenze dirompenti che scorrono sotto l’apparente imperturbabile quotidianità, con atmosfere sud americane.

Poi ad entrare in scena è l’ironico e spiazzante Stefano Bollani, che si innamora di Napoli quando undicenne scoprì Carosone, un genio che suonava il piano divertendosi come avrebbe voluto fare lui. Dopo aver improvvisato nel corso della sua carriera con grandi artisti come Enrico Rava, Richard Galliano, Bill Frisell, Paul Motian, Chick Corea, Hamilton de Holanda, Caetano Veloso e Hector Zazou, dopo Rio con Carioca, uno dei pianisti jazz più apprezzati ritorna all’origine della sua passione per la musica rendendo omaggio a Napoli.

Ad accompagnare Bollani sul palco, Nico Gori al clarinetto, Jim Black alla batteria e Daniele Sepe al sassofono. Un incontro tra musicisti uniti non solo dall’amore per la città partenopea, ma da stima e affetto reciproco. Bollani si è più volte dichiarato “un fan di Sepe”, uno dei musicisti più anomali e difficilmente catalogabili della scena musicale italiana, per il suo stile zappiano molto amato anche dallo stesso Bollani.

Napoli trip non prescinde da brani del repertorio classico napoletano come “Caravan Petrol” di Renato Carosone, “Il bel ciccillo” di Nino Taranto, “Reginella” di Libero Bovio, passando per una versione strumentale di “Putesse essere allero” di Pino Daniele, “So’ Bammenella ‘e copp’ ‘e quartiere” di Raffaele Viviani impreziosita dalla voce di Flo piuttosto che da una versione inedita di “O’ Sole mio”. Apprezzata l’incursione piratesca dei membri della ciurma di Capitan Sepe (Aldolà Chivalà, Roberto Colella, Gnut, Alessio Sollo, Andrea Tartaglia) per il brano “Amo’” tratto dall’ultimo album sepiano Capitan Capitone e i Fratelli della Costa.

Coinvolgente e vulcanico il brano firmato da Nico Gori “Napoli’s blues”. Provocatorio e graffiante quello firmato dal musicista e autore Lorenzo Hengeller, “Guapparia 2000” , tratto dal suo album Canzoniere minimo leggero del 2000, nel quale si era avvalso della partecipazione di Bollani.

Napoli trip nasce dall’amore per le tante anime di una città inquieta e ribelle talvolta sfuggente ed indecifrabile, dalla voglia e la capacità di grandi artisti di mettersi ancora in gioco e divertirsi, divertendo anche il pubblico.

“Continuo a giocare con la musica, come Zappa, come i Beatles, come Ravel e Satie, come Prince forse. A cercare di pensare come fanno i bambini. Stavolta, dopo Rio con Carioca, è toccato ancora a una città: mi stava bene così. Perché a Napoli si vive di estremi, in un luogo pieno di un’energia diversa, che gli stessi abitanti faticano a gestire” – dice Bollani.

E noi confermiamo.

di Anna Esposito

Foto di Mario Donatiello

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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