© Mario Donatiello

Robert Plant entusiasma l’Arena Flegrea. A sorpresa intona “Torna a Surriento”

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Dopo il rhythm & blues di Mr. Boogie Woogie Mike Sanchez  accompagnato dalla band The Portions, con Tom Bull alla chitarra, Nick Whitfield al basso e Mark Morgan alla batteria, finalmente a salire sul palco è Robert Anthony Plant, classe 1948, con una camicia del colore del cielo che sembra perfettamente intonata con la città. Plant entra a far parte dei Led Zeppelin nel ‘68, dopo essere stato scoperto da Jimmy Page. Travagliate vicende personali e la morte del batterista John Bonham segneranno lo scioglimento definitivo dello storico gruppo nel 1980. Da allora Plant continua instancabile con alterne fortune la sua carriera da solista, eclettico e sfrontato come sempre. La piuma nel cerchio alle sue spalle, immancabile simbolo esoterico, a garanzia dell’evocazione di una musica bella e dannata.

“Un tour selvaggio nella città più romantica”, così Plant descrive il suo ritorno a Napoli dopo dieci anni all’Arena Flegrea di Fuorigrotta. Ad accompagnarlo la sua band The Sensational Space Shifters, con Justin Adams (bendir, djembe e chitarre), John Baggott (tastiere ed effetti), Billy Fuller (bass), Juldeh Camara (violino africano, banjo africano e kologo) , Liam “Skin” Tyson (banjo e chitarra) e Dave Smith (alla batteria).

La voce stridula e potente dei Led Zeppelin apre il concerto con i brani “Poor Howard” e “Turn it up” tratti dall’ultimo album Lullaby and… The Ceaseless Roar del 2014. “Per come la vedo io, il rock’n’roll è musica folk” e tra il suono del banjo, del violino africano realizza perfettamente l’alchimia musicale. Poi a sobillare gli animi nostalgici basta l’accenno di una versione brillantemente riarrangiata di “Black Dog”.  Plant e la sua aurea carismatica non tradiscono le aspettative. Una rievocazione catartica in un tripudio di rock, blues e folk senza tempo.

Così con “What is and what should never be”, “No place to go” e “Dazed and confused”. Incisiva ed incalzante la versione di “Fixin’ to die” con virtuosismi di Billy Fuller al contrabbasso e Liam “Skin” Tyson alla chitarra acustica. Poi puro distillato d’emozioni con “I just want to make love to you”, “Hey! Bo Diddley”. “E’ una serata speciale” preannuncia e appena comincia a cantare a sorpresa “Torna a Surriento” ne abbiamo tutti la certezza.

#RobertPlant omaggia Napoli con Torna a Surriento @Arena Flegrea

Un video pubblicato da Anna Esposito (@annaesposito80) in data:

E nessuna meraviglia se d’improvviso si materializza sul palco una torta con le candeline, Robert fa gli auguri al chitarrista Justin e al batterista Dave per il loro compleanno. Poi il pubblico si alza in piedi sulle prime note dell’orgiastica “Whole Lotta Love”, con uno dei riff più famosi nella storia del rock, ispirata ad una canzone blues di Willie Dixon.

Non fa in tempo a congedarsi che a furor di pubblico ritorna sul palco e si concede con Bluebirds over the mountain e Going to California, con Tyson alla chitarra acustica e Adams al mandolino. Ed anche se “Stairway to heaven” non l’ha cantata, “if you listen very hard | The tune will come to you at last | When all are one and one is all | To be a rock And not to roll”.

Dopo Milano e Napoli Plant e la sua band si esibiranno domenica 24 luglio al Teatro Antico di Taormina.

di Anna Esposito

Foto di Mario Donatiello

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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