A Villa Ada Tre Allegri Ragazzi Morti presentano “Inumani”

image_pdfimage_print

Ieri 28 luglio, a Villa Ada, è stata la serata della band Tre Allegri Ragazzi Morti che ha presentato al pubblico l’ultimo album Inumani, terzo episodio della trilogia iniziata nel 2010 con “Primitivi del Futuro” e proseguita nel 2012 con “Nel giardino dei Fantasmi”.

Il trio pordenonese che da più di vent’anni calca mascherato le scene musicali arriva sul palco de L’Isola che c’è preceduto in apertura dalla band romana dei KuTso, solari ed irriverenti con il loro alternative Rock fatto di testi segnati da forti dosi di simpatico disfattismo e smielato sarcasmo. Anche se non si tratta di un concerto vero e proprio è possibile comunque cogliere il loro stile fatto di mix esplosivi di nonsense, disperazione, movimenti inconsulti, invettive e travestimenti estemporanei.

Tre Allegri Ragazzi Morti riempiono la calda serata romana con la loro musica con due ore di concerto. Undici i nuovi brani di Inumani, album registrato a Pordenone, prodotto da Paolo Baldini e contenente pezzi come “Persi nel telefono” e “In questa grande città – La prima cumbia”  con la partecipazione di Lorenzo Cherubini.

“Inumani” presenta tutti quegli aspetti che hanno caratterizzato negli ultimi anni la produzione musicale della band con suoni che vanno dal rock al reggae passando per il folk di un’etnia immaginaria. Si possono inoltre riconoscere alcune sorprendenti visioni funk e soul, nonché una vera e propria cumbia. Un album che racconta dunque di luoghi, battaglie e personaggi, spesso narrato al femminile, “Inumani” ha a che fare con i nostri sogni, con le nostre ambizioni, con le nostre ferite esorcizzate dalla forza della musica. Alterna quindi inni e ballate e si lega a doppio filo al mondo dei fumetti, basti pensare al titolo che altro non è che un omaggio all’epica americana dei supereroi.

In questo ultimo album sono molte le collaborazioni musicali che hanno reso “Inumani” uno dei lavori più ricchi del gruppo. Oltre al già citato Jovanotti troviamo il charango e ukulele di Monique Mizrahi, la tastiera di Federico “Tich” Gava e l’incredibile chitarra di Adriano Viterbini. Per quanto riguarda i testi anche qui tanti gli amici autori che hanno contribuito ad “Inumani”, come  Maria Antonietta, Vasco Brondi de Le luci della centrale elettrica, Pietro Alessandro Alosi de Il Pan del Diavolo, Alex Ingram dei Lupetto e la scrittrice Peris.

di Caterina Ferruzzi

Foto di Andrea Rossi

 

caterina ferruzzi

caterina ferruzzi

Laureata in Scienze dello Spettacolo e della Produzione Multimediale presso l'Università Ca'Foscari di Venezia. Formatrice nel campo dell'audiovisivo, scrittrice e videomaker.

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *