Kurt Rosenwinkel in un trio d’eccezione alla Casa del Jazz

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Kurt Rosenwinkel, chitarrista e compositore originario di Filadelfia, classe 1970, è un artista dallo stile  estremamente eterogeneo, il suo stile jazz, infatti, è stato da sempre contaminato da svariate influenze che oscillano tra l’Hip-Hop, il Rock, la musica classica ed elettronica. E’ stimato dalla critica e costantemente osservato dai colleghi in merito alle sue numerose innovazioni nell’espressione del Jazz nel corso della sua carriera.

Ieri sera a Roma, sul palco della Casa del Jazz, Kurt si è esibito in un trio non standard e assolutamente particolare, insieme a due grandi artisti quali Tim Motzer alle chitarre e Gintas Janusonis alla batteria e percussioni, con i quali ha lavorato al suo ultimo progetto. Bandit 65, che deriva il nome da un amplificatore, esplora e sperimenta mondi musicali nuovi, dove elettronica, jazz e rock si fondono, scivolando attraverso momenti di pura improvvisazione. Situazioni ipnotizzanti e, a volte, contraddistinte da suoni duri e lontani dalle melodie classiche, forse a tratti faticose per un pubblico probabilmente non troppo preparato a così forti suggestioni.

Rosenwinkel resta assolutamente uno dei più talentuosi musicisti nel panorama mondiale, ma forse abbiamo ancora bisogno di un po’ di tempo per comprendere tutti gli aspetti del suo Post Jazz così tanto all’avanguardia.

di Marina Capasso

Marina Capasso

Marina Capasso

Laureata in Scienze della Formazione Primaria e dottore di ricerca in Pedagogia della Formazione. Lavora come insegnante di sostegno nella scuola primaria. Appassionata di musica jazz.

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