Con un omaggio a Comencini si apre il Festival del cinema di Venezia

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La 73° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si avvicina e come ogni anno, ad introdurre i dieci giorni di cinema e star c’è un film che solitamente mette sempre d’accordo tutti: quello di pre-apertura. Quest’anno la location non sarà più quella suggestiva, all’aperto, di Campo S.Polo, ma la Sala Darsena al Lido e ad essere proiettata la pellicola “Tutti a Casa”.

Sarà infatti dedicata a Luigi Comencini la serata di martedì 30 agosto e per celebrare il centenario della nascita del regista la Biennale ha pensato di offrire al pubblico una nuova copia restaurata digitalmente da Filmauro e CSC-Cineteca Nazionale di Roma del film del 1960 con Alberto Sordi, Serge Reggiani, Carla Gravina ed Eduardo De Filippo, prodotto da Dino De Laurentiis, sceneggiato da Age e Scarpelli e premiato all’epoca con due David di Donatello e un Nastro d’argento.

Un lavoro importante il restauro di questo film, in prima mondiale proprio a Venezia.  A partire dai negativi originali messi a disposizione da Filmmauro è stato realizzato in 4K grazie al lavoro digitale del laboratorio Cinecittà Digital Factory a Roma e al  laboratorio Augustus Color di Roma che ne ha permesso il ritorno in pellicola 35 mm.

Forse non avrebbe bisogno di molte presentazioni,  ma “Tutti a casa” di Luigi Comencini è uno tra i più celebri e riusciti esempi di quella commedia all’italiana conosciuta anche all’estero grazie a quell’impasto speciale ed unico tra il comico e il drammatico, vero e grottesco, coraggio e voglia di sopravvivere.

Merito alla grandezza del film va dato oltre al regista agli sceneggiatori Age e Scarpelli e dalla presenza sullo schermo del grande Alberto Sordi.

“Tutti a Casa” racconta il caos provocato con l’armistizio dell’8 settembre 1943 quando i soldati del re e del duce furono abbandonati a se stessi. Definibile oggi come un film “on the road”, la pellicola ci mostra un’ Italia disastrata e confusa con i soldati che, non ricevendo più ordini, decidono di tornarsene al proprio paese, tutti a casa, appunto. Esattamente queste le intenzioni di Comencini che  dichiarò all’epoca: “L’8 settembre la gente fu abbandonata a se stessa, ed era questo  che volevo descrivere”.

Nella vicenda, troviamo il sottotenente Alberto Innocenzi (Sordi) che abituato a obbedire e a non contraddire, viene abbandonato dai suoi soldati e si mette in fuga dal nord al sud con l’amico Ceccarelli di Napoli (Serge Reggiani).  Nel suo viaggio incontra i tedeschi desiderosi di rappresaglie che gli sparano addosso, vede l’odissea di una ragazza ebrea in fuga, conosce un prigioniero americano nascosto in soffitta, si ricongiunge col padre, Eduardo De Filippo, che vorrebbe rimandarlo nelle file fasciste, fino al riscatto finale durante le 4 giornate di Napoli.

Il film fu premiato da un grande successo popolare,guadagnando oltre un miliardo di lire al box office.

di Caterina Ferruzzi

caterina ferruzzi

caterina ferruzzi

Laureata in Scienze dello Spettacolo e della Produzione Multimediale presso l'Università Ca'Foscari di Venezia. Formatrice nel campo dell'audiovisivo, scrittrice e videomaker.

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