Pomigliano Jazz, standing ovation per Richard Galliano

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Un virtuoso della fisarmonica e del bandoneon, il musicista francese di origini italiane, Richard Galliano, ha pubblicato più di 50 album e collaborato con grandi artisti come Chet Baker, Michel Petrucciani, Paolo Fresu, Ron Carter, Enrico Rava, Juliette Greco, Claude Nougaro, Charles Aznavour, Miroslav Vitouš, Jan Garbarek. Da sempre grande estimatore del trombettista Clifford Brown, del quale ha sempre ammirato l’energia e la timbrica. Il suo talento è riuscito nell’insperata impresa di riscoprire con la fisarmonica nuove capacità espressive grazie al connubio con il jazz. L’amicizia e la collaborazione con Astor Piazzolla, inventore del “Tango Nuevo”, sono state per lui fonte di profonda ispirazione. Sulle orme del suo amico e maestro ha apportato il suo incisivo contributo come innovatore del repertorio francese, grazie al suo prezioso ed originale talento, con  Il New Musette.  “La mia musica è triste perché il tango è triste. Il tango ha radici tristi e drammatiche, a volte sensuali”, ne ebbe a dire Piazzolla e in effetti i sentimenti lacerati degli emigranti spesso accomunavano l’anima dei musicisti ammalati di melanconia, nel tango argentino, così come nella musette francese o nel blues americano.
Per il settimo appuntamento con il Pomigliano Jazz in Campania Galliano ha presentato il suo progetto musicale per celebrare i suoi trent’anni di carriera rievocando le emozioni e le suggestioni del New Musette e del suo primo disco “Spleen”. Ieri sera alle Basiliche Paleocristiane di Cimitile, ha entusiasmato la platea suonando al fianco del New Jazz Musette Quartet, composto oltre che dallo stesso Galliano, da Jean Maire Ecay alla chitarra, da Yaron Stavi al contrabbasso e da Jean Christophe Galliano alla batteria. Gradevole incursione nella musica classica con Vivaldi e Bach, così come lo è il suo ultimo album sul lavoro di Wolfgang Amadeus Mozart. Vibrante ed emozionante il suo omaggio al Tango argentino e a Piazzolla, passando per le colonne sonore di Nino Rota come quella de “Il Padrino” e una straordinaria versione di “Estate” di Bruno Martino. Grandi doti di improvvisatore e capacità di mescolare swing, melodie mediterranee e ritmi sudamericani trasformandoli attraverso il suo stile unico e coinvolgente. Galliano abbandona il palco mentre una platea in piedi lo applaude e lo acclama.

di Anna Esposito

Foto di Mario Donatiello

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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